Ondata di caldo a settembre, Pasqui (CNR): “Estate anomala, quando finirà? Dal 9 cambia lo scenario”
Una nuova ondata di caldo, come quella che sta interessando l’Italia in questi primi giorni di settembre, è qualcosa che non pensavamo di dover affrontare dopo settimane di afa e temperature elevate. Eppure, con l’inizio del nuovo mese, l’anticiclone è tornato a farsi sentire con forza, alimentato da correnti calde nord-africane che spingono i valori termici ben al di sopra delle medie del periodo. Una situazione che porta a chiedersi quanto a lungo potrà ancora insistere questa fase di caldo e, soprattutto, cosa dovrà cambiare nella circolazione atmosferica perché possa finalmente arrivare una svolta. Lo abbiamo chiesto al climatologo del CNR Massimiliano Pasqui, che a Fanpage.it ha fatto il punto sull’attuale quadro meteorologico e sulla sua evoluzione.
Cosa sta succedendo in questi giorni?
Siamo sotto l’influenza di una struttura anticiclonica piuttosto robusta, a cui sono associati movimenti di masse d’aria calda che dal Nord Africa raggiungono il Mediterraneo. Questo sta determinando condizioni stabili e temperature decisamente elevate, inserendosi in un periodo più esteso della stagione estiva.
Con il cambiamento climatico, stiamo osservando che queste masse d’aria diventano sempre più calde e più facilmente raggiungono il Mediterraneo e l’Europa, anche centro-settentrionale, già ad aprile e poi da maggio e fino a tutto settembre. In questo contesto, le fasi di instabilità tendono a diventare più veloci e meno incisive, anche se abbiamo visto come queste infiltrazioni di aria più instabile riescano a provocare precipitazioni molto intense e grandinate violentissime, che localmente hanno determinato molti danni. Dal punto di vista meteorologico, però, si tratta di quelli che chiamiamo transienti veloci, cioè di fenomeni anche molto intensi, ma che passano rapidamente. Non sono quindi sufficienti, da soli, a determinare un vero cambio della circolazione prevalente e quindi un ricambio di masse d’aria.
Quanto durerà questa nuova ondata di caldo?
Questa fase di caldo ci accompagnerà almeno fino alla metà della prossima settimana, quindi fino alla fine della prima decade di settembre. Dopo questo periodo potremmo vedere un cambiamento nella circolazione, tale da determinare un arretramento o lo spostamento dell’anticiclone e lasciare così spazio all’arrivo nel Mediterraneo di masse d’aria di origine, per esempio, nord-atlantica, più fresche e instabili e quindi in grado di portare anche delle precipitazioni. Bisognerà però capire se si tratterà di una vera svolta oppure semplicemente dell’ennesimo transiente veloce. Su questo, però, al momento non abbiamo ancora elementi sufficienti per dirlo.
Quanto è insolita un’ondata di caldo a settembre, considerando che è già la sesta della stagione?
Se guardiamo al numero delle ondate di calore e alla loro persistenza, dobbiamo distinguere tra le diverse aree del Paese. Al Nord abbiamo avuto vere e proprie pulsazioni, con fasi molto calde seguite da brevi raffrescamenti significativi. Al Centro il raffrescamento è stato invece molto relativo, soprattutto sul versante tirrenico, mentre al Sud l’inizio della stagione è stato tutto sommato nella norma, con temperature tipicamente estive ma in un regime di correnti che hanno protetto queste regioni dall’arrivo delle masse d’aria più calda.
Giugno e luglio sono stati comunque mesi caratterizzati da anomalie termiche molto intense, tanto da collocarsi sul podio dei valori più elevati. Abbiamo avuto temperature vicine ai 40 gradi su vaste aree del Paese già a giugno e sfiorato i 50 gradi in Sardegna a luglio.
Parliamo quindi di un’anomalia decisamente importante, con temperature più elevate e un aumento della frequenza e della durata delle ondate di calore. È una tendenza che negli ultimi vent’anni ha accelerato, che preoccupa soprattutto per la velocità con cui queste caratteristiche stanno emergendo e per l’impatto sempre più significativo che producono.
In attesa dei dati ufficiali, possiamo già parlare di un’estate anomala?
Sì, la stagione estiva 2026 è sicuramente una stagione anomala. Le valutazioni su come, quanto e dove le faremo più avanti, ma è ormai evidente che questo andamento si inserisce in una storia di cambiamento climatico in atto.
Per quanto riguarda settembre, non è però così straordinario avere temperature elevate. Negli ultimi decenni abbiamo infatti osservato come il periodo caldo abbia mostrato la tendenza a estendersi, ampliandosi sia nella sua fase iniziale sia in quella finale e interessando sempre più spesso anche questo mese.
Il lato positivo di questa situazione di settembre è che le temperature saranno comunque inferiori a quelle che abbiamo registrato nelle settimane passate. Si tratta, peraltro, di un’ondata di calore più breve rispetto a quelle che abbiamo appena attraversato, anche se probabilmente avremo la sensazione di vivere un’estate eterna, quasi senza respiro, a parte qualche piccola oscillazione, più o meno marcata nelle diverse aree del Paese.
Cosa è cambiato? Quali sono i meccanismi alla base di tutto questo?
Queste modificazioni e questa persistenza sono legate innanzitutto all’origine e all’intensità dell’anticiclone come struttura di circolazione atmosferica. La sua forza dipende dalle dinamiche tropicali, in particolare da quelle che interessano la fascia dell’Africa subsahariana, che forniscono energia e vigore alla struttura anticiclonica sull’Atlantico Settentrionale.
Questa dinamica tropicale si è intensificata negli ultimi anni, rafforzando strutture anticicloniche come quella delle Azzorre. A ciò si aggiungono altri elementi e altri meccanismi con cui l’anticiclone interagisce, che a loro volta hanno subito modifiche legate al cambiamento climatico.
Tutto questo porta a un’intensificazione e a una maggiore stazionarietà dell’anticiclone, che è diventato più efficiente nel trasferire calore da Sud verso Nord mentre si è ridotta la sua capacità di indebolirsi e spostarsi. È il risultato della combinazioni di diversi meccanismi, che interagiscono tra loro in maniera molto complessa.
Come possiamo riassumerli?
Tra i principali meccanismi c’è sicuramente l’intensificazione della dinamica tropicale, legata anche all’energia a disposizione degli oceani, che hanno accumulato gran parte del surplus energetico del sistema climatico e possono in qualche modo restituirla ai meccanismi atmosferici.
L’altro elemento importante è l’interazione dell’anticiclone con le correnti occidentali che scorrono alle medie latitudini e con altri meccanismi tipici della dinamica mediterranea ed europea. In questo network di interazioni l’anticiclone, essendo più forte rispetto al passato, diventa inevitabilmente un protagonista ancora più importante.
Quando finirà questa lunga estate di caldo?
Al momento i modelli previsionali ci indicano che a partire dal 9-10 settembre, quindi proprio alla scadenza della prima decade, dovrebbe esserci un cambio di registro, con l’anticiclone che si sposta più sull’Atlantico e un po’ più a nord, lasciando così entrare aria più fresca nel Mediterraneo.
Si tratta di uno scenario possibile, anche se bisognerà vedere quanta aria più fresca riuscirà effettivamente a entrare e quanto incideranno le correnti atlantiche. Lo capiremo meglio avvicinandoci al 9-10 settembre, anche se la tendenza è che il periodo di caldo che stiamo vivendo dovrebbe avere termine proprio dalla metà della prossima settimana. Rimane il punto interrogativo sul fatto che sia la vera svolta, cioè la chiusura di questa fase estiva, oppure semplicemente solo un altro intermezzo più fresco che comunque ci porterà ristoro.