Foto e video delle api assetate e in cerca d’acqua per l’alveare: affollano un fontanile in Abruzzo per il troppo caldo

Un fontanile su una montagna dell'Abruzzo è stato “preso d'assalto” da decine di api assetate – e bisognose d'acqua da trasportare all'alveare – per il troppo caldo e la prolungata assenza di pioggia. È lo spettacolo naturale cui abbiamo avuto la fortuna di assistere nei giorni scorsi, quando ci siamo recati sul posto per fotografare gli uccelli. D'estate, del resto, un fontanile diventa in una risorsa preziosissima non solo per gli animali da allevamento che vi si abbeverano, ma anche per quelli selvatici, a maggior ragione su una montagna – a oltre 1.000 metri di quota – dove non piove da settimane e le temperature nell'ultimo periodo hanno superato i 30 gradi. Il fontanile, di fatto, si è trasformato una sorta di oasi. Proprio per questo eravamo sicuri che avremmo potuto avvistare e fotografare numerose specie di uccelli nei dintorni; a fine giornata ne abbiamo contate una trentina diverse, un "bottino" invidiabile per il taccuino di qualunque appassionato di birdwatching e fotografia naturalistica.

A rendere questa giornata di metà luglio ancor più interessante è stato proprio l'incontro con le comuni api europee (Apis mellifera), che non avevamo mai visto prima impegnate in un simile comportamento. Ce n'erano a decine, tutte disposte sui bordi della vasca, mentre suggevano acqua – più correttamente imbibivano – con la proboscide, l'apparato boccale succhiante-lambente che permette di aspirare il liquido. Prediligevano le zone in cui l'acqua strabordava dal fontanile, sui cui bordi si formavano piccole pozze ideali per l'operazione degli insetti imenotteri. Alcune andavano e venivano continuamente per portare il prezioso carico all'alveare, altre restavano a lungo a contatto con l'acqua, “godendosi” il refrigerio nel cuore di una giornata torrida e siccitosa.

È interessante notare che non tutte le operaie presenti in un alveare sono impegnate nella raccolta dell'acqua: è compito di un gruppo specializzato che alcuni chiamano “water foragers”. Come spiegato dalla Connecticut Beekeepers Association, queste api memorizzano le fonti migliori, comunicano la posizione alle colleghe tramite la famosa danza e fanno avanti e indietro come piccoli elicotteri impegnati nel contrasto di un incendio. Nel loro caso, l'obiettivo è abbassare la temperatura interna dell'alveare, dove si possono superare i 40 °C senza il loro intervento in giornate come quelle dell'ultima ondata di calore. In parole semplici, dopo aver raccolto l'acqua con la glossa (la parte aspirante della proboscide), la trasportano all'alveare e la distribuiscono sulle superfici interne, ventilando anche con il rapido battito delle ali. Ciò permette l'indispensabile abbassamento della temperatura per evaporazione.

Con l'acqua raccolta le api diluiscono anche il miele che diventa troppo denso con le temperature elevate, permettendo così una regolare alimentazione per le larve e gli adulti. Inoltre l'acqua è preziosa per la cera, il materiale di costruzione base del favo di un alveare. Fontanili come quello che abbiamo visitato in Abruzzo, in periodi così torridi e siccitosi come quelli innescati dall'ultima ondata di calore, possono rappresentare un'ancora di salvezza per un'intera colonia di insetti. Non possiamo escludere che nella zona vi fossero cassette degli apicoltori o magari un alveare naturale su un albero, un muro o una roccia. Ciò che è certo è che abbiamo potuto assistere in prima persona a uno spettacolo davvero affascinante, in aggiunta a quello che ci hanno regalato le decine di specie di uccelli che abbiamo avuto il privilegio di avvistare.

Proprio da oggi, martedì 21 luglio, sono previste piogge e temporali in Abruzzo, oltre a un abbassamento delle temperature, fattori che aiuteranno moltissimo gli animali selvatici dopo giorni e giorni di sofferenza. Perché chiaramente non siamo solo noi a soffrire il caldo estremo e la siccità, eventi sempre più frequenti e intensi a causa del cambiamento climatico catalizzato dalle emissioni di CO2 (anidride carbonica) e altri gas climalteranti che immettiamo costantemente in atmosfera tramite le nostre attività.