Le foto dello scricciolo, il folletto dei boschi con la coda all’insù: “Ha il canto potente come una moto”

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Scricciolo. Credit: Andrea Centini
Lo scricciolo è uno degli uccelli più piccoli presenti in Italia e noi abbiamo avuto la fortuna di avvistarlo e fotografarlo varie volte, soprattutto nel Lazio e in Abruzzo. Sebbene minuscolo, ha un canto potentissimo, come sottolineato dal giovane ornitologo Francesco Barberini: “Arriva a 86 dB a 1 metro di distanza, paragonabile a una motocicletta o a un camion in transito.”

Come accade per l'usignolo di fiume, un uccello dal canto potentissimo, molto spesso prima lo senti e poi, se sei abbastanza fortunato, lo vedi. Parliamo dello scricciolo (Troglodytes troglodytes), un passeriforme il cui nome comune è piuttosto esplicativo delle minute dimensioni. Si tratta di uno dei volatili più piccoli presenti in Italia e in Europa; la Guida degli Uccelli d' Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson, infatti, indica che lo scricciolo ha una lunghezza di appena 9-10,5 centimetri. La Lipu evidenzia invece un'apertura alare inferiore ai 14 centimetri. Ci sono pochissimi uccelli più corti nel Vecchio Continente, come ad esempio il regolo (8,5 – 9,5 centimetri, il più piccolo in assoluto) e il fiorrancino (9-10 centimetri), entrambi appartenenti alla famiglia dei regulidi (Regulidae).

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Scricciolo. Credit: Andrea Centini

A rendere lo scricciolo così grazioso non vi sono soltanto le dimensioni da folletto dei boschi, ma anche l'aspetto paffuto e arrotondato, con la piccolissima coda spesso tenuta all'insù. Osservandolo da alcune angolazioni sembra una frenetica pallina, che si sposta instancabilmente tra terreno, cespugli, piccoli rami e posatoi. Il colore dominante del piumaggio è il marroncino – rossiccio del dorso, che contrasta con la tonalità biancastra barrata del ventre. L'aspetto generale è screziato e non uniforme. Ai bordi scuri delle penne primarie delle ali si notano anche dei delicati puntini bianchi. Presenta inoltre un sopracciglio tra il marrone chiaro e il bianco, “quasi l'unica caratteristica del piumaggio che risalta”, evidenzia lo Svensson. Le zampe sono rosate e il becco è lungo, appuntito e leggermente ricurvo, perfetto per catturare ragnetti, insetti e altri piccoli invertebrati che stana continuamente da anfratti e cespugli.

Il suo nome scientifico, Troglodytes troglodytes, è un evidente rimando allo stile di vita nascosto, quasi sempre al riparo dell'ombra e della vegetazione. Il termine “troglo”, infatti, in greco significa caverna, quindi lo scricciolo è “colui che vive nelle cavità”. Ma come ha spiegato a Fanpage.it il giovane esperto di ornitologia Francesco Barberini, presto ci sarà una novità: "Il nome scientifico della specie Troglodytes troglodytes potrebbe presto cambiare in AviList, la lista ufficiale tassonomica mondiale delle specie di uccelli, perché recenti analisi genetiche dimostrano che tre specie in questo genere non sono strettamente imparentate alle altre. In modo tale da mantenere il genere Troglodytes al maggior numero di specie, i tassonomi hanno proposto di cambiare il genere di queste 3 specie. Il nuovo genere proposto è Nannus, un termine già utilizzato in passato per lo scricciolo. Nannus troglodytes, ovvero il "nano abitante delle caverne" diventerà quindi il nuovo nome scientifico di questo piccolo uccello."

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Scricciolo. Credit: Andrea Centini

Il canto dello scricciolo, caratterizzato da molteplici note e gorgheggi, alterna elementi più flautati ad altri crepitanti e metallici, presentando alcuni dettagli in comune con quello di altri uccelli, come il merlo acquaiolo e il pigliamosche pettirosso (quest'ultimo non presente in Italia). Per un orecchio esperto è comunque inconfondibile e, come dicevamo, è davvero forte: "Lo scricciolo ha un canto estremamente potente, che arriva a 86 dB a 1 metro di distanza, paragonabile ad una motocicletta o a un camion in transito", ha affermato Barberini. Una simile potenza risulta piuttosto utile per vincere il frastuono di fondo di alcuni degli ambienti boschivi in cui vive, non di rado a stretto contatto con fiumi e torrenti. Noi, infatti, avvistiamo spesso degli esemplari nei pressi dell'Aniene a Subiaco e lungo il fiume Sangro in Abruzzo, dove sono state scattate tutte le foto che trovate nell'articolo.

A differenza del sopracitato usignolo di fiume, lo scricciolo è decisamente più confidente, quindi mantenendo una distanza adeguata senza disturbarlo, si possono ottenere dei bellissimi scatti. Il problema è che nella maggior parte dei casi sono in ombra, proprio perché questo uccellino predilige gli ambienti riparati, ricchi di vegetazione e protetti, dove si sposta continuamente zompettando sul terreno o compiendo brevi e bassi voli.

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Scricciolo. Credit: Andrea Centini

Gli scriccioli sono diffusi in larga parte dell'Italia, compresi ambienti montani fino a 2.400 metri di quota (quando gli inverni non sono particolarmente rigidi). Nella stagione fredda sono piuttosto comuni anche a ridosso dei centri urbani. La specie, fortunatamente, presenta uno stato di conservazione favorevole anche nel nostro Paese, con un numero di coppie stimato tra 1 e 2,5 milioni. A livello globale la Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) indica un numero di individui adulti compreso tra 215 e 380 milioni, distribuiti tra Europa, Asia e una stretta fascia del Nord Africa. La popolazione globale è in incremento e la specie è classificata con codice LC (rischio minimo).

Tra le minacce principali per gli scriccioli figurano diverse attività umane, dal taglio delle siepi a lavori di pulizia del sottobosco, che se eseguiti in tempo di nidificazione possono arrecare gravissimi danni. La riproduzione, evidenzia la Lipu, avviene generalmente alla fine di aprile accompagnata dalla deposizione di 5-8 uova. Dopo la schiusa, solo la femmina si prenderà cura dei pulcini.

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