Negli scorsi giorni Mario Michele Giarrusso, senatore del Movimento 5 Stelle, si è preso la scena facendo il gesto delle manette rivolgendosi ai senatori del Pd – con chiaro riferimento agli arresti domiciliari per i genitori di Matteo Renzi – dopo il voto in Giunta per le immunità con cui si è deciso di salvare dal processo sul caso Diciotti il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Oggi Giarrusso finisce di nuovo al centro della polemica per una sua intervista al Corriere della Sera. Ma, in realtà, le accuse che gli vengono mosse arrivano, almeno in parte, in ritardo perché fanno riferimento a una vecchia affermazione di Giarrusso riportata nel pezzo. In particolare, è il senatore del Pd Matteo Renzi ad attaccare Giarrusso: “Leggo un’intervista al Corriere in cui Giarrusso, portavoce M5S, dice che io dovrei ‘essere impiccato’. Penso che siamo oltre la barbarie. E stupisce che nessuno intervenga su questa frase allucinante. Se pensano di farmi paura, hanno sbagliato bersaglio”.

La frase citata da Renzi è effettivamente presente all’interno dell’articolo del Corriere, ma non è stata pronunciata da Giarrusso oggi, bensì nel 2015. Il Corriere, infatti, ricostruisce la figura del senatore M5s e ricorda anche alcune sue uscite decisamente infelici. In particolare, il giornalista riporta una dichiarazione rilasciata da Giarrusso durante la trasmissione La Zanzara, su Radio 24, nel 2015: “Renzi è uno che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, perché non ditemi che lavorare a casa del papà dove sono tutti precari tranne lui, significhi lavorare. Renzi, perciò, sarebbe da impiccare. Sì, insomma, avete presente la cosa che si fa su un Alberto, attaccando la corda?”. Contro Giarrusso intervengono anche altri esponenti del Pd, come la senatrice Valeria Fedeli: "Dopo il gesto delle manette contro i senatori Pd, Giarrusso conferma la sua incompatibilità con valori e principi della società democratica e quindi con il ruolo di parlamentare della Repubblica". Sempre su Twitter parla anche Teresa Bellanova: "Giarrusso non è nuovo a esternazioni vergognose e inaccettabili. M5s dica chiaramente se questa è la sua idea di democrazia".

L’intervista al Corriere e la giustificazione del gesto

Il Corriere mette insieme anche altri frasi del senatore del M5s molto dure, se non completamente fuori luogo. E poi pone alcune domande all'esponente pentastellato nella speranza che chieda scusa per il gesto delle manette:

“Guardi: io sono sempre stato inflessibile, un vero manettaro. Ma il caso Salvini, per noi grillini, è stata una cosa diversa”.

Voto di scambio?

“Chi vuol male a noi e a questo governo è libero di raccontarla così. Invece noi abbiamo difeso non Salvini, ma il ruolo del ministro dell’Interno, che deve essere libero di agire in nome e per conto dello Stato. Come, appunto, fece Salvini in occasione della vicenda Diciotti”.

Poi lei ha fatto questo gesto

“Ero nervoso”.

Chieda scusa.

“Senta: l’ha vista quella scena, no? I parlamentari del Pd erano tutti lì… alcuni, come Faraone, anche molto aggressivi… mi sembra ci fosse pure la deputata Morani…”.

Ma la Morani è piccolina…

“No, mi creda: è tosta, cattivella. E io ero teso, impaurito”.

Chieda scusa.

“Ma perché? Mi gridavano in faccia, mulinavano i pugni, non fossero intervenuti i commessi non sarei riuscito neppure a passare. E poi senta, sa che c’è? C’è che io, umanamente, posso anche essere vicino a Matteo Renzi. Detto questo i miei genitori sono belli e tranquilli a casa: e non è colpa mia se i genitori dell’ex premier sono invece inguaiati e agli arresti domiciliari. Non solo. Non è colpa mia nemmeno se da quelle parti è un continuo intrecciarsi di storie brutte, di padri e di banche, di famiglie strane”.

Ha sentito Casaleggio sulla vicenda di Salvini?

“No. Casaleggio, l’ultima volta, l’ho visto alla Convention di Ivrea. Io ho sentito solo Di Maio. È lui che tiene i contatti”.

Inoltre, il passaggio in cui accusa Davide Faraone e Alessia Morani non sembra essere fedele alla realtà dei fatti. Faraone era effettivamente presente, mentre la Morani – spiega lei stessa – in quel momento si trovava alla Camera. A Sant’Ivo alla Sapienza, in effetti, erano presenti solo i senatori del Pd, mentre la Morani è deputata.