L’ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, entra a tutti gli effetti nella campagna elettorale delle Europee che si terranno a maggio e lancia un manifesto anti-sovranista, rappresentato da una lista unitaria delle forze europeiste, dal nome ‘Siamo europei’. Il manifesto, anticipato dal Foglio, punta alla costruzione di una lista unica per le elezioni di maggio, composta dalle “forze civiche e politiche che si riconoscono nelle grandi famiglie politiche europee. La sfida sarà vinta solo se i promotori di questo fronte sapranno coinvolgere la maggioranza relativa dei cittadini italiani, mobilitando la società civile, le associazioni, le liste civiche, il mondo del lavoro, della produzione, delle professioni, della cultura e della scienza e aprendo le liste elettorali anche a loro qualificati rappresentanti”. Alle anticipazioni è seguita la conferma, arrivata dallo stesso Calenda sui suoi canali social: “Bene ci siamo. Su http://www.siamoeuropei.it trovate il Manifesto per la costituzione del fronte lanciato insieme a 100 esponenti della politica locale e della società civile. Ora si tratta di aderire e far aderire. Partiamo. L'Italia e l'Europa sono più forti di chi le vuole deboli”.

L’appello di Calenda è stato già sottoscritto da presidenti di Regione, sindaci, personalità della società civile. Ma anche da alcuni candidati al Congresso del Pd, i due favoriti nella corsa alle primarie: Maurizio Martina e Nicola Zingaretti. L’ex ministro ed ex segretario del Pd risponde all’appello: “Ci sono! Aderisco a Siamo Europei. E alle primarie Pd del 3 marzo lanciamo i volontari per la nuova Europa”. Sostegno alla proposta anche dal presidente della Regione Lazio: “Bene il manifesto ‘Siamo europei'. Un utilissimo contributo alla ricostruzione di un campo largo di forze diverse che si impegnano per rifondare e difendere l'Europa. Proviamoci”. Si esprime positivamente anche l’ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: “Democratici e europeisti. L'appello per una lista unitaria promosso da Carlo Calenda indica una strada giusta per fermare il nazional populismo. Proviamoci”.

Le altre adesioni a Siamo europei

L’idea di una lista unica era già stata supportata, nelle scorse settimane, dall’ex presidente della Camera Laura Boldrini. Che conferma le sue intenzioni anche in questa occasione: “L'appello per una lista unitaria dei progressisti alle prossime elezioni europee va nella direzione giusta che io stessa ho auspicato da tempo: superare le divisioni e dare voce alle tante realtà sociali che non si sono sentite rappresentate dalle forze politiche. Serve una lista che si proponga di rilanciare il progetto europeista attraverso una svolta nelle politiche economiche seguite in questi anni e rendendo le istituzioni europee più democratiche e più vicine ai bisogni delle persone. Cambiare l'Europa per salvare l'Europa”.

Aderiscono anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e Piero Fassino, ex sindaco di Torino, che parla di una piattaforma “buona e utile per costruire un campo vasto e unitario di forze progressiste ed europeiste e per fare argine alle derive populiste e nazionaliste”. Molte le adesioni anche tra i parlamentari dem, come Debora Serracchiani che sostiene di credere “fermamente nelle istituzioni europee: l’Italia, Paese fondatore Ue, non può permettere che Lega e M5s la lascino naufragare”.