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Tony Effe e quattro amici a processo per rissa: scontro con la security di una discoteca a Porto Cervo nel 2023

Tony Effe finisce a processo per una rissa a Porto Cervo nel 2023: con un gruppo di amici ebbe uno scontro con la security fuori da una discoteca.
A cura di Redazione Music
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Tony Effe
Tony Effe

Il rapper romano Tony Effe è stato citato in giudizio per una rissa avvenuta a Porto Cervo nel 2023 fuori da una discoteca molto nota tra chi frequenta la città. L'ex Dark Polo Gang è accusato anche di danneggiamento, come si legge nel decreto del procuratore della Repubblica facente funzioni, Alessandro Bosco, che sta seguendo l'accaduto fin dai primi sviluppi. Era l'estate del 2023 quando si scatenò una rissa fuori dal Sanctuary, noto locale della Costa Smeralda, quando una lite tra un gruppo di persone e la security della discoteca portò alla rissa, quattro feriti e la distruzione di alcuni arredi. Stando alla ricostruzione della Procura tra quelle persone c'era anche il rapper.

Nicolò Rapisarda, vero nome del cantante, era fuori dalla discoteca insieme a un gruppo di amici quando il personale incaricato della sicurezza vietò l'ingresso alla comitiva perché tra di loro era presente un pregiudicato romano. La security aveva riconosciuto l'uomo, che era già condannato per omicidio, perché già in passato aveva creato problemi al locale. Quel diniego, stando a quanto ricostruito dal PM, avrebbe scatenato la rabbia del gruppo, che si scagliò contro gli uomini della sicurezza. Stando a quanto scrive La Nuova Sardegna, qualcuno della comitiva avrebbe urlato: "Se lui non entra, ammazziamo tutti".

Il gruppo formato da cinque persone si sarebbe scagliato contro i tre addetti alla sicurezza, scatenando la rissa e ferendo due persone della security che riportarono varie ferite: uno di loro ebbe cento giorni di cure. I feriti furono portati al Pronto soccorso del Giovanni Paolo II di Olbia. La comitiva avrebbe infranto alcuni bicchieri, rotto la vetrata del locale e danneggiato i POS alla cassa oltre ai paletti che delimitano l'ingresso dei clienti. Con la decisione del pubblico ministero si passa alla fase predibattimentale del processo. L'avvocato che assiste il proprietario della discoteca preannuncia che si costituiranno parte civile nel processo: "Il Sanctuary, che io rappresento, ha subìto danni ingentissimi, in quanto l’episodio ha comportato la chiusura dell'attività da parte del prefetto per 15 giorni in piena stagione estiva".

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