Prima in Francia, in Argentina, in Ungheria, nelle classifiche degli editori indipendenti in Gran Bretagna. E soprattutto al secondo posto della classifica di genere fiction elaborata del New York Times. E molti altri sontuosi piazzamenti nelle classifiche dei libri più venduti nel 27 paesi dove, lo scorso 1 settembre, in contemporanea, è stato pubblicato "La vita bugiarda degli adulti", l'ultimo romanzo di Elena Ferrante. La scrittrice dall'identità misteriosa, autrice della tetralogia best seller in tutto il globo, "L'amica geniale", diventata poi una serie tv di successo per la regia di Saverio Costanzo, torna a far parlare di sé, ammesso che qualcuno avesse smesso: è la Ferrante Fever, fenomeno mondiale e inedito per il panorama letterario che partito dal nostro Paese, da Napoli (dove sono ambientate le storie contenute nei libri di Ferrante), è arrivato in cima al mondo. Derubricarlo a solo fenomeno editoriale, al limite commerciale, sarebbe un errore grossolano. Indipendentemente dalla dimensione letteraria dei libri di Ferrante, la ripartenza in pompa magna dopo i successi de "L'amica geniale" significa qualcosa di inedito per il nostro Paese, che non accadeva dai tempi di "Gomorra" di Roberto Saviano (ma che per caratteristiche sembra più simile al successo della stagione cinematografica del Neorealismo): la capacità di un pezzo dell'immaginario culturale nato nel nostro Paese capace di penetrare a livello globale.

La vita bugiarda degli adulti di Elena Ferrante, l'incipit

Due anni prima di andarsene di casa mio padre disse a mia madre che ero molto brutta. La frase fu pronunciata sottovoce, nell’appartamento che, appena sposati, i miei genitori avevano acquistato al Rione Alto, in cima a San Giacomo dei Capri. Tutto — gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole — è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione.

Chi è Elena Ferrante

Questione ormai diventata stucchevole, considerato che la scrittrice misteriosa ha fatto sapere che non rivelerà mai la sua identità, in molti tuttavia continuano a chiedersi chi si celi dietro lo pseudonimo di Elena Ferrante. Un paio di settimane fa la questione è stata tra i trend del giorno su Twitter, dopo un acceso dibattito sul sessismo che, secondo alcuni, si nasconderebbe dietro l'ossessione di voler a tutti i costi dimostrare che dietro il nome di Elena Ferrante si celi in realtà un uomo e non una donna.