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Elvana Gjata a Milano: “Cresciuta con Battisti e Pausini, con Dua Lipa portiamo il pop albanese in Europa”

Elvana Gjata sarà protagonista il 10 maggio 2026, sul palco del Forum D’Assago: la cantante albanese racconta gli esordi, la possibilità di andare all’Eurovision, l’amore per la musica italiana, da Battisti a Pausini e il primo incontro con Dua Lipa nel 2022. Qui l’intervista.
A cura di Vincenzo Nasto
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Elvana Gjata, 2026
Elvana Gjata, 2026

Elvana Gjata è una delle star della musica pop albanese. Dopo aver esordito nel talent show televisivo "Ethet e se premtes" all'età di 15 anni, ha costruito un'ottima carriera musicale, arrivando tra il 2019 e il 2024 a un soffio dalla partecipazione all'Eurovision, rispettivamente con "Me tana" nel 2019 e con "Karnaval" nel 2024: "Ho rifiutato proposte per rappresentare altri Paesi perché per me non è mai stata una semplice voglia di andare sul palco dell’Eurovision, la mia carriera non ha bisogno di quello. Ci andrò solo se rappresenterò il mio paese, l’Albania". Poi la musica italiana nella sua formazione con Giorgia, Laura Pausini, Lucio Battisti e Adriano Celentano, ma anche il futuro del pop albanese con Dua Lipa, dopo il loro primo incontro nel 2022: "Dua è un’artista irripetibile e una persona meravigliosa, con una famiglia che ha tutte le caratteristiche eccezionali dell’Albania e del Kosovo. Sono convinta che il nostro sound abbia un futuro di successo in Europa". Qui l'intervista.

Ricordi la prima volta che hai cantato in pubblico?

Sì, di nascosto, al Palazzo dei Pionieri di Tirana, avevo 10 anni.

Perché di nascosto?

È stato qualcosa di molto istintivo, come se la musica avesse scelto me ancora prima che io lo capissi davvero. A casa cantavo continuamente, ma quel momento è stato il primo in cui ho sentito davvero l’emozione del palco. Sono andata senza dirlo ai miei genitori, forse perché sentivo il bisogno di provarci da sola, senza filtri.

Nella tua famiglia, non sei l'unica artista: tua sorella (Migena) è una cantante lirica.

La musica è sempre stata parte della nostra famiglia e mia sorella Migena è stata la prima a trascinarci tutti e seguirla al 100%. La mia famiglia, nonostante le difficoltà di quei tempi a livello economico, è riuscita a mettere insieme tutto per far sì che Migena andasse a studiare in Germania per diventare l’artista e professionista che è oggi. Per me è stata un esempio.

Hai partecipato da giovanissima (15 anni) nel 2002 al format "Ethet e se premtes" (talent show musicale): com'è stato affrontare quel tipo di esposizione mediatica?

È un percorso pieno di emozioni: ci sono state lacrime e gioia, ma anche sofferenza, perché credo che gli artisti in generale abbiano un’amplificazione dei sentimenti, viviamo tutto 100 volte più intensamente.

Hai mai guardato show italiani come Amici o X Factor?

Sì, non nel dettaglio, però ho visto passaggi di vari show, in particolare un po' di anni fa. Penso che aiutino e che qualsiasi opportunità si presenti a un giovane artista vada colta. Allo stesso tempo, tuttavia, adesso le cose sono cambiate molto con i social media e internet in generale. La televisione una volta era un must, adesso ci si può connettere più facilmente e andare virale anche con una follia: ci sono molto più reti dove puoi esprimere la tua arte ed è anche più facile creare contenuti, basta un cellulare.”

E adesso arriviamo al Festivali i Këngës, con cui avresti potuto partecipare all'Eurovision, con il brano "Me tana" nel 2019 e con "Karnaval" nel 2024.

Io sono riuscita a crescere con la convinzione che non bisogna avere nessun rimorso. Può dispiacere al momento, si può provare quella sensazione di amaro in bocca e di ingiustizia, però ci si alza e si riparte più forti di prima. Sono convinta che tutto succeda per un motivo, niente succede “a me”, ma ‘per me'. Prendo le mie lezioni e spingo avanti con più forza".

Cosa rappresenterebbe per te, in questo momento?

L'Eurovision per me rappresenta il desiderio di rappresentare il mio Paese al meglio, oltre i cliché. La mia visione è sempre stata quella di portare sul palco un'Albania europea al 100%, in evoluzione nella musica e nello show. Ho rifiutato proposte per rappresentare altri Paesi perché per me non è mai stata una semplice voglia di andare sul palco dell’Eurovision, la mia carriera non ha bisogno di quello. Ci andrò solo se rappresenterò il mio paese, l’Albania.

Dal vostro incontro al Sunny Hill Festival del 2022, com'è il tuo rapporto con Dua Lipa e come la vostra musica sta aiutando il pubblico estero a conoscere meglio la scena albanese?

Noi albanesi abbiamo questa sorta di connessione l’uno con l’altro: dal primo incontro sembrava che ci conoscessimo da una vita. Dua è un’artista irripetibile e una persona meravigliosa, con una famiglia che ha tutte le caratteristiche eccezionali dell’Albania e del Kosovo. Dukagjin Lipa (padre di Dua, ndr) con Sunny Hill (il festival) ha creato questa fusione dove tanti artisti internazionali si esibiscono con cantanti albanesi e durante le giornate del Festival si creano anche spazi per nuovi talenti che possono cominciare a fare i loro primi passi. È una grande iniziativa. Tutto aiuta a far conoscere meglio la nostra musica e i tanti artisti albanesi. Sono convinta che il nostro sound abbia un futuro di successo in Europa.

Terrai il tuo primo concerto in Italia all'Unipol Forum di Assago. Cosa ti aspetti da questa data?

Mi aspetto una serata magica, per me questa è una riunione dove celebriamo la nostra musica, tradizione, la vita in generale.

E invece, che rapporto hai con l'Italia?

Amo tutto. La cucina, la cultura, la lingua italiana e la moda. L’Italia è bellissima.

Ci sono artisti italiani che hanno fatto parte della tua formazione musicale? Guardando al mercato di oggi, c'è un musicista o un produttore con cui lavoreresti in studio?

Assolutamente! Giorgia, Laura Pausini, Lucio Battisti, Adriano Celentano. In generale dopo il comunismo l’Italia era l’influenza più forte in Albania, grazie alla RAI e Mediaset. Ci sono tanti artisti e produttori italiani che stimo, perché la scena italiana negli ultimi anni è diventata davvero molto forte e riconoscibile anche fuori dall’Italia. Mi affascina chi riesce a unire identità, emozione e modernità senza perdere autenticità. Dardust in particolare!”

Tra il 2018 e il 2019 c'è stato un periodo di allontanamento dalla scena pubblica e dai social. Cosa hai affrontato in quel periodo a causa della vicenda legale? Hai mai avuto paura di dover lasciare la musica?

Io non ho mai avuto paura, perché credo tantissimo in me stessa, nella forza che ho dentro di me e nei miei collaboratori e amici che non mi hanno mai e poi mai lasciato da sola. Non è stato facile affrontare falsità, ingiustizie e pregiudizi, ma purtroppo al giorno d’oggi questo ormai fa parte della vita e del lavoro. Io sono tranquillissima e non ho nessuna paura: la mia vita è la mia musica e nessuno me la può portare via.

Sei nel cast del franchise cinematografico “2 Gisht Mjaltë” nel ruolo di Ema. In che modo questa esperienza cinematografica ha inciso sul tuo percorso e hai mai preso in considerazione l'idea di dedicarti unicamente alla recitazione?

Il cinema è sempre stata parte della mia vita, sono anche laureata in regia. Io amo 2 Gisht Mjaltë, che abbiamo realizzato insieme con Ermal Mamaqi, che è tra l’altro uno dei miei amici più stretti. Mi piace perché in questo caso sono riuscita ad esprimere una parte di me che non tutti conoscevano. Il mio personaggio, Ema, ha tanto di quello che io sono in realtà: ride tanto e scrive canzoni. Penso che vivrò sempre un parallelo con la mia carriera musicale.

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