Andrea Camilleri è morto a Roma il 17 luglio 2019.
in foto: Andrea Camilleri è morto a Roma il 17 luglio 2019.

Dopo un lungo mese di ricovero ospedaliero Andrea Camilleri è morto. Con la sua scomparsa l'Italia ha perso uno degli autori più brillanti e prolifici degli ultimi decenni: divenuto famoso per il commissario Montalbano, Camilleri ha in realtà scritto di tutto. Centinaia di opere per il teatro, sua grande passione, e altrettanti romanzi in dialetto e, addirittura, in spagnolo. Oggi, giorno della sua morte, riscopriamo chi è stato lo scrittore Andrea Camilleri, oltre Montalbano.

Andrea Camilleri: il teatro e la televisione

Pensare ad Andrea Camilleri soltanto come al prolifico papà letterario del commissario Montalbano è estremamente riduttivo. Nella sua carriera da romanziere, iniziata nel 1978 con “Il corso delle cose” (l’edizione Sellerio è del 1998), Camilleri ha scritto decine e decine di libri, senza contare le opere dedicate al teatro, sua grande passione, e gli adattamenti televisivi e a quelli radiofonici come “Le canzoni di casa Maigret”, di cui fu regista negli anni Settanta, conquistando il merito di aver fatto conoscere al grande pubblico le opere di Georges Simenon.

La carriera a teatro inizia ancora prima, nel 1949: è allora che Camilleri intraprende l'attività di regista e poi di sceneggiatore, entrando come unico studente di regia all'Accademia nazionale d'arte drammatica. È in questo periodo che scrive e pubblica le prime poesie, vincendo anche alcuni premi, mentre si prepara a diventare il primo regista a portare in Italia le opere di Beckett, oltre a Ionesco, Strindberg e i poemi di Majakovskij. Nella sua carriera teatrale ha diretto più di 100 opere, molti dei quali sono stati drammi di Pirandello. Entra in Rai nel 1957, mentre vent'anni dopo gli verrà affidata la cattedra di regia all'accademia Silvio d’Amico, dove insegna per vent'anni.

Nel frattempo, Andrea Camilleri lavora anche in Rai: dopo il fallito concorso del 1954, a seguito del quale non viene assunto "perché comunista", come racconterà, entra in televisione nel 1957. Anche qui, la letteratura sarà la sua principale fonte d'ispirazione: porta sul piccolo schermo "Le avventure di Laura Storm", il tenente Sheridan e le celeberrime "Inchieste del commissario Maigret".

Gli altri libri, oltre Montalbano

Filosofia, attualità, storia dell’arte e pura fantasia si intrecciano nelle sue pagine con un’armonia e una scorrevolezza fuori dal comune: il suo primo romanzo, "Il corso delle cose", cita esplicitamente il filosofo Merleau-Ponty nell'affermare che molti avvenimenti che riteniamo lontani, anche se indirettamente, hanno sempre a che fare con noi. Lo conferma, nel romanzo, la vicenda di don Vito, come sempre ambientata in Sicilia. Un legame con la sua terra che Camilleri ha trasposto anche nella sua passione per Pirandello, che ha raccontato anche nel bellissimo romanzo "Biografia del figlio cambiato", del 2000.

A leggere la sterminata produzione letteraria di Camilleri si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un’enciclopedia della letteratura e dell’arte europee: e proprio all'arte il papà di Montalbano ha dedicato ben due opere. La prima, dal titolo "Il colore del sole", è ispirata all'avventurosa vita di Caravaggio, mentre nella seconda si immagina la vita del francese Pierre-Auguste Renoir: "Il cielo rubato" è stato pubblicato nel 2006 da Skira.

Anche la cronaca è sempre stata al centro dell'interesse di Andrea Camilleri: due fra i suoi romanzi più famosi non appartenenti alla serie di Montalbano ne sono l'esempio. Si tratta de "La mossa del cavallo", pubblicato nel 1999 e sempre ambientato nella mitica Vigata, e di "Voi non sapete", un romanzo del 2007 ispirato alla realtà della mafia degli anni Sessanta.