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Andrea Camilleri
14 Agosto 2019
10:00

Il libro in cui Andrea Camilleri raccontò il Ferragosto di Montalbano

Andrea Camilleri non ha mai concesso un giorno di relax al suo commissario, nemmeno a Ferragosto. Perché, come afferma non senza ironia lo stesso Montalbano, “andare in vacanza quando ci vanno tutti è una cafoneria imperdonabile”: è in questo modo che lo scrittore siciliano scelse di raccontare il 15 agosto di Vigàta. L’ennesimo delitto, l’ennesima storia appassionante da rileggere anche oggi sotto l’ombrellone.
A cura di Federica D'Alfonso
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"La notte di Ferragosto" di Andrea Camilleri fa parte della raccolta "Ferragosto in giallo", pubblicata da Sellerio nel 2013.
"La notte di Ferragosto" di Andrea Camilleri fa parte della raccolta "Ferragosto in giallo", pubblicata da Sellerio nel 2013.
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Ferragosto è tradizionalmente una giornata in cui dedicarsi al relax, o ad una piacevole gita fuori porta. Ma non per Montalbano: il commissario di Vigàta non riposa mai, nemmeno quando l’arsura estiva arriva al massimo e tutti gli altri sono in vacanza. Ce lo racconta lo stesso Andrea Camilleri in un breve testo uscito nel 2013 per Sellerio dal titolo "Notte di Ferragosto": lo scrittore siciliano non ha mai abbandonato il suo personaggio più famoso, regalandoci l’ennesimo piccolo capolavoro da leggere, perché no, proprio sotto l’ombrellone.

La notte di Ferragosto di Montalbano

“Da anni e anni oramà a Vigàta si era pigliata l’usanza che la notti di Ferrausto, quella tra il quattordici e il quinnici, chiossà di mezzo paìsi scasasse per annare a passare la sirata nella pilaja”: a Salvo Montalbano questa cosa non piace, abituato com’è alla tranquillità della spiaggia della Marinella. Ma in quei giorni per lui non c’è pace: intere famiglie con le radio a tutto volume, bambini vocianti, e una gran quantità di bottiglie e rifiuti frutto non solo delle giornate, ma anche delle nottate passate a far baldoria. Quello che Montalbano non sa è che all’indomani di Ferragosto, fra pezzi di “sosizza” e resti di “cuddrironi” ci sarà anche un cadavere.

Credo che andare in vacanza quando ci vanno tutti sia di una cafoneria imperdonabile.

Nemmeno con il caldo Salvo Montalbano perde il suo fiuto infallibile e comprende subito che quella che ha di fronte non è una morte “banale”, ma un omicidio. Con questo breve racconto Andrea Camilleri dà un bel po’ da fare al suo commissario anche a Ferragosto, aggiungendo un altro piccolo tassello alle amatissime avventure investigative nostrane, e regalando ai suoi lettori un’occasione per trascorrere, letterariamente parlando, un Ferragosto “in giallo”.

Dal BarLume a Rocco Schiavone: “Ferragosto in giallo”

È così infatti che titola il volume pubblicato da Sellerio nel 2013 che, oltre al racconto di Camilleri, comprende altre cinque storie brevi scritte dagli altri autori simbolo della casa editrice palermitana. “Ferragosto in giallo” propone, oltre all'indagine estiva di Montalbano, anche quella di Massimo Viviani e dei vecchietti del BarLume, personaggi divenuti celebri grazie alla penna di Marco Malvaldi, e quella di Rocco Schiavone, il collega romano di Montalbano raccontato da Antonio Manzini.

“Ferragosto nella casa di ringhiera” di Francesco Recami è il quarto racconto breve che compone la raccolta, seguito da “Lupa di mare” di Gian Mauro Costa e da “Vero amore” di Alicia Giménez-Bartlett. Il piccolo volume edito da Sellerio è diventato in poco tempo un must per gli appassionati del genere, e ora che il maestro siciliano non c’è più e che anche le avventure siciliane di Montalbano stanno per concludersi, ogni occasione è buona per rivivere le sue avventure: anche sotto l’ombrellone, a Ferragosto.

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