Berlusconi-Governo

E' la giornata più la lunga del Governo Berlusconi IV, il giorno in cui con ogni probabilità si deciderà il futuro della maggioranza parlamentare guidata da Silvio Berlusconi. Infatti, nella mattinata, dopo le dichiarazioni di voto dei rappresentanti dei diversi gruppi parlamentari, si voteranno nelle due Aule del Parlamento le mozioni di fiducia – sfiducia al Governo, con un risultato che alla Camera dei Deputati è ancora incerto. L'agenda parlamentare vede l'avvio delle dichiarazioni di voto al Senato verso le 9:00, con la votazione prevista verso le 11:30; alla Camera invece gli interventi cominceranno alle 10:30, con l'attesissima votazione che avverrà a partire dalle 14:00.

Ore 09:05 – Cominciati gli interventi al Senato
Cominciano i lavori al Senato, con l'intervento di Federico Bricolo della Lega Nord, il quale afferma con decisione: "O il governo riesce ad andare avanti oppure si va al voto, ari colleghi di Futuro e liberta',  in politica contano coerenza e credibilita' e voi avete dimostrato di non avere ne' l'una ne' l'altra e questo i cittadini lo hanno capito".

Ore 09: 20 – Francesco Rutelli
"Il voto di fiducia di oggi chiude la stagione politica, signor presidente, iniziata 17 anni fa quando lei scese in campo per sostenere la candidatura di Fini contro di me al Comune di Roma. Dopo l'uscita di Casini, oggi quella di Fini: sono proprio i moderati a chiedere la fine di questa stagione", a dirlo è Francesco Rutelli (arrivato in Aula in leggero ritardo, tra l'altro), portavoce dell'Alleanza per l'Italia e più volte interrotto dai brusii dei parlamentari di maggioranza.

Ore 09:30 – Futuro e Libertà si asterrà al Senato
La decisione del gruppo che fa riferimento al Presidente della Camera di astenersi al Senato (dove tra l'altro l'astensione vale come voto contrario), a patto che Berlusconi si dimetta dopo il voto trova contrario il Presidente del Governo: sfuma così l'ultimo tentativo di mediazione.

Ore 10:10 – Anna Finocchiaro conferma il No al Senato

Lungo intervento di Anna Finocchiaro che ricorda i "fallimenti del Governo, da L'Aquila a Napoli, alla Riforma Gelmini" e sottolinea la fine dell'esperienza della maggioranza parlamentare.Ancora una volta l'invito è quello di rimettere il mandato nelle mani del Presidente Napolitano, consentendo al Paese di uscire dal pantano della crisi economica, politica e sociale.

Ore 10:20 – Maurizio Gasparri attacca la sinistra italiana

Il capogruppo del Popolo della Libertà al Senato sceglie un singolare "doppio binario" nel suo intervento in Aula. Da un lato auspica una ricomposizione dell'area dei moderati, dall'altro si lancia in una dura invettiva contro la sinistra ed il Partito Democratico, ricordando la vicenda della cancellazione del 41 bis del Governo Ciampi (portata alla luce dalle dichiarazioni dell'ex ministro Conso) e dei finanziamenti che il Pci riceveva dalla Russia sovietica. Infine "noi siamo onorati di rinnovare la fiducia a Berlusconi ed al suo Governo".

Ore 10:30 – Ultimi interventi al Senato
Concluse le dichiarazioni di voto dei Capogruppo, al Senato vanno in scena le dichiarazioni di voto in dissenso al gruppo. Annunciata l'astensione di due parlamentari della Svp e Noi Sud. Fra pochi minuti comincia invece la diretta alla Camera.

Ore 10: 35 – Cominciano le operazioni di voto al Senato

La votazione (per sorteggio la prima a votare è stata Emma Bonino) anche in questo caso avviene per appello nominale con due chiamate: ovvero i senatori, chiamati uno alla volta, dovranno passare sotto il banco della Presidenza (sul cui scranno siede Renato Schifani) ed esprimere il loro parere sulla mozione di sostegno al Governo.

Ore 10:39 – Cominciata la discussione alla Camera dei Deputati

Mentre è in corso la votazione al Senato, è cominciato il dibattito alla Camera dei Deputati. Il Presidente Gianfranco Fini ha deliberato un unico voto sulle due mozioni di sfiducia e dato il via libera agli interventi. A parlare per primo è l'Svp Bruggher, che annuncerà l'astensione del suo gruppo. Subito dopo è la volta del repubblicano Nucara che spiega i motivi della sua fiducia al Governo, scelta fatta "con il consenso unanime della direzione nazionale repubblicana".

Ore 10:45 – Il no dei Liberaldemocratici e dell'Mpa

Tra i boatos dei deputati della maggioranza, arrivano gli attesi interventi della Melchiorre dei Liberaldemocratici e di Lo Monte dell'Mpa che annunciano il loro voto favorevole alla mozione di sfiducia al Governo. Duro attacco di Lo Monte alla gestione della "questione meridionale", con "l'imbroglio del piano per il Sud e la bufala della nuova Banca".

Ore 10:50 – Bruno Tabacci per l'Api

Durissimo anche Bruno Tabacci che motiva il suo si alla sfiducia con "l'emergere di una politica disinvolta e pericolosa, da parte di lei signor Presidente che non è un moderato […] liquida l'opposizione con abilità teatrale ma per lei i valori che contano sono quelli monetari e la costituzione materiale prevale su quella verbale […] davvero vuol far credere che il suo amico Putin è più liberale di Bersani? […] dal suo lavoro, solo conseguenze micidiali e la sua sarà una mesta uscita di scena".

Ore 10:55 – Iannaccone per Noi Sud

Un deciso No alla sfiducia arriva dal gruppo di NOI – SUD, che sottolinea gi "improbabili legami tra gli ex fascisti e la sinistra italiana" che vorrebbero una sfiducia per ottenere il potere senza aver avuto il consenso degli elettori. Deciso l'attacco agli ex colleghi di Futuro e Libertà che "sono gli utili idioti della sinistra", "un partitino ordine e legalità e non un partito serio come l'Msi di Giorgio Almirante".

Ore 11:00 – Antonio Di Pietro interviene e Berlusconi abbandona l'Aula per protesta

"Non le rimane che consegnarsi alla Magistratura e come un Noriega qualsiasi farsi giudicare" comincia così l'intervento di Di Pietro dell'Italia dei Valori che provoca l'immediata uscita di Berlusconi dall'Aula, con l'ex PM che lo incalza "Vada, Presidente pavido, fugga alle Bahamas, lei e la sua propaganda fascista".  "Noi ci vergogniamo di avere un Presidente che all'estero viene trattato come un buffone di corte, uno che ritiene Gheddafi un leader della libertà, che compra a suon di bigliettoni i voti dei parlamentari, che telefona in Questura parlando della fantomatica nipote di Mubarak […] Oggi lei non deve rifugiarsi dietro le sue bugie, descrivendo un Paese delle meraviglie che esiste solo nelle sue fantasie narcisistiche […] lei è abituato a pagare con i soldi degli italiani i suoi affari privati ha ridotto l'Italia ad un paese delle banane e prima se ne va meglio è!"

Ore 11:10 – Pierferdinando Casini

"Mi è sembrato di vedere il solito spartito, con programmi mirabolanti come se lei venisse dalla luna e non avesse governato negli ultimi anni", comincia così l'intervento del leader dell'Unione di Centro Pierferdinando Casini, che poi sottolinea come sia vano "tanto affannarsi per uno o due voti in più", considerando come "per un voto in più non si governa e come dice la Lega, è evidente che in questo modo si vada alle elezioni anticipate". "Ci sono partiti che si sono espressi per un rinnovato patto dei moderati, lei non ostacoli questo cammino […] non ci sono congiure, poteri forti e complotti, ma solo le conseguenze della stessa politica berlusconiana […] con campagne mediatiche senza precedenti contro Fini alimentate proprio da chi ha fatto del garantismo la sua bandiera […] Vogliamo che lei associ al Governo anche i leader dell'opposizione, per fronteggiare problemi italiani atavici con un atto di responsabilità nazionale, con un armistizio fra i partiti come avvenuto in Germania".

Ore 11:25 Italo Bocchino per Futuro e Libertà, tra continue interruzioni e contestazioni

Arriva anche l'intervento più atteso, quello di Italo Bocchino per Futuro e Liberta che in apertura ricorda subito il tradimento di Bossi al primo Governo Berlusconi e rivendica la sua storia personale, scandendo "se lei cerca dei traditori si guardi alle spalle". "Signor Presidente del Consiglio, il centro – destra non è un marchio Mediaset, non è Mondadori, non è Publitalia (boati e contestazioni dai banchi della maggioranza, ndr) […] non parli di ribaltoni lei che ha espulso noi per lesa maestà, lei che si serve dei voti dell'opposizione per cacciare brutalmente chi è stato eletto in maggioranza […] (ancora interruzioni e contestazioni, che stavolta coinvolgono anche Gianfranco Fini, ndr) lei ha ingaggiato una lotta senza quartiere contro la Magistratura, ma noi riconosciamo come unico eroe proprio un giudice, Paolo Borsellino, mentre lei va a braccetto con Gheddafi, Putin e Lukashenko".

Ore 11:35 al Senato passa la mozione di fiducia

Quattro voti in più del previsto per la fiducia al Governo Berlusconi al Senato, infatti hanno votato a favore del governo i senatori dell'Union Valdotain, Antonio Fosson, Riccardo Villari del Gruppo Misto, Salvatore Cuffaro dell'Udc, e Sebastiano Burgaretta dell'Mpa, portando a 162 i voti a favore della Maggioranza.

Ore 11:40 Marco Giovanni Reguzzoni della Lega Nord

Prima risposta all'intervento di Bocchino "indegno di un'Aula parlamentare, con un tono che non si addice ad un rappresentante del popolo", da parte del rappresentante della Lega Nord. "La Lega vuole fare le Riforme, n on parole e chiacchiere della vecchia politica, diciamo si al confronto con coerenza e responsabilità, ma diciamo no a questa mozione di sfiducia facendo un appello per salvaguardare la legislatura e dare al Paese ciò di cui ha bisogno".

Ore 11:45 Pierluigi Bersani del Partito Democratico

L'intervento del segretario del PD parte constatando come il voto sia "ancora incerto, con una conta mobile e certe botteghe che non chiudono mai…"; più deciso l'affondo al presidente del Consiglio: "comunque vada per lei sarà una sconfitta, con un voto in più dopo averne avuti cento […] un altro giro su questa vecchia giostra è da irresponsabili, l'oggetto vero della discussione è la sua sconfitta politica, di chi aveva un'autostrada davanti ed ora cammina su un filo […] solo i bambini pestano i piedi e dicono che è colpa della strega, agli adulti non è consentito! […] dica una parola sulla realtà sulla vita comune, non sono tutti miliardari, lei non sa quanto costa un litro di benzina, una corsa su un autobus […] da ora in poi chiamiamo moderati quelli che tirano avanti con 1,000 euro e non chi fa rientrare i capitali sporchi dall'Estero; vi siete ribaltati voi, ora il problema è che non si ribalti l'Italia, un Paese stanco che vuole cambiare".

Ore 11:55 Fabrizio Cicchitto del Popolo della Libertà

L'ultimo intervento di un capogruppo è quello di Fabrizio Cicchitto del Pdl, anche lui oggetto di qualche contestazione in avvio di intervento. Subito la risposta in merito al tono del dibattito: "Berlusconi è sceso in campo nel '94 per dare voce ai moderati ed ai riformisti e per costruire una nuova forza politica a proprio rischio e pericolo perchè da allora la magistratura politicizzata lo ha perseguitato […] la sinistra invece con banchieri ed imprenditori è animata solo dall'animo giustizialista, dunque diciamo ad alta voce Fortuna che esiste Berlusconi e se non esistesse dovremmo inventarlo […] oggi chi rompe il centrodestra commette un gravissimo errore politico e rimette in gioco questa sinistra che è la peggiore in Europa […] non potevamo dimetterci ed arrenderci alla vostra arroganza […] noi facciamo una proposta: non votate la fiducia e poi siamo disposti a discutere di legge elettorale e crisi economica […] Di Pietro è un esempio di laureato semi – analfabeta […] la presenza di un Presidente della Camera che esprime un ruolo politico è un'anomalia".

Ore 12:10 interventi singoli in dissenso ai gruppi, Guzzanti vota la sfiducia, Siliquini dice si al Governo

Prima l'intervento del tanto contestato Scilipoti che conferma il suo sostegno al Governo, poi i Radicali che manifestano la decisione di votare la sfiducia. Poi l'atteso intervento di Paolo Guzzanti, fino all'ultimo considerato incerto: "io in realtà ho cercato di inviare un messaggio per cambiare la legge elettorale […] tuttavia, lei ha dichiarato di volere una legge che protegga il bipolarismo, dunque io non concederò la mia fiducia al Governo". In seguito la Siliquini, anche lei in dubbio fino alla fine: "io non capisco cosa è cambiato e voto la fiducia!"

Ore 12:20 – Via alle operazioni di voto, arrivate anche le 3 parlamentari in gravidanza che voteranno per prime. In dubbio l'esito del voto, anche se a questo punto decisiva potrebbe risultare la decisione della Siliquini di appoggiare il Governo e l'assenza (ancora non chiara) dell'altro incerto Moffa.

Ore 12:40 – Le ipotesi sul risultato continuano a tenere banco, dal momento che non hanno risposto all'appello l'ex deputato del Pd ora nel gruppo parlamentare "Noi sud" Antonio Gaglione che aveva annunciato la fiducia al Governo e sembra ancora assente il finiano Moffa che come il collega non ha risposto alla prima chiamata.

Ore 13:00 – La Polidori vota no alla sfiducia, dunque è quasi certo che il Governo Berlusconi otterrà la maggioranza alla Camera dei Deputati. Poco dopo il voto del contestatissimo Antonio Razzi, accolto da fischi ed urla di disapprovazione da parte degli ex colleghi dell'Italia dei Valori.

Ore 13:15 – Scilipoti salta la prima chiamata, Maurizio Gasparri dopo il no della Polidori mostra il dito medio al Presidente della Camera. Intanto il finiano Moffa ha dichiarato che voterà la fiducia a patto che Italo Bocchino rassegni le dimissioni.

ore 13:25 – Hanno appena votato tra gli applausi dei colleghi sia Silvio Berlusconi che Pierluigi Bersani, mentre le operazioni di voto si stanno per concludere, con la prima chiama giunta quasi al termine. Neanche Massimo Calearo, un altro dei dissidenti del PD, si è presentato sotto il banco della Presidenza della Camera, così come fatto dall'altro "responsabile" Bruno Cesario.

Ore 13: 40 – Chiusa la votazione314 NO ALLA SFIDUCIA, 311 SI ALLA SFIDUCIA, IL SUCCESSO DEL GOVERNO

Con il voto in extremis di Calearo, Cesario e Scilipoti (nonchè l'assenza dell'ex PD Gaglione) si è chiusa la seconda chiama e la mozione di sfiducia di Pd – Idv e Terzo Polo è stata respinta con 314 voti contrari e 311 favorevoli. L'annuncio dato dal Presidente Fini cui è seguito il boato dei parlamentari di maggioranza.

Ore 14:15 – Scontri a Roma tra studenti e forze dell'ordine

Alla notizia della bocciatura della mozione di sfiducia al Governo Berlusconi si registrano disordini e proteste in tutta Italia, con la contestazione da parte degli studenti che manifestavano contro la Riforma Gelmini al grido di "Venduti, Venduti" all'indirizzo dei parlamentari che all'ultimo momento hanno optato per il sostegno al premier. A Roma in particolare, i manifestanti hanno daneggiato alcune macchine e le vetrine delle banche, fronteggiando il cordone della polizia che ha reagito con una carica.