Volo dirottato a Trapani per l’Etna, la denuncia: “Abbiamo speso centinaia di euro tra taxi e noleggi, inaccettabile”

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Una passeggera racconta a Fanpage.it di non aver ricevuto la giusta assistenza dopo che il suo volo da Bergamo è atterrato a Trapani e non più a Catania a causa dell’eruzione dell’Etna: “Abbiamo dovuto prendere un taxi e poi noleggiato un’auto per arrivare a destinazione”.

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“Quello che mi è accaduto alcuni giorni fa ritengo sia una situazione che meriti di essere raccontata. Dovevo viaggiare da Bergamo a Catania, ma la sera prima della partenza ci è stato comunicato che, a causa dell’emergenza legata all’attività dell’Etna, il volo sarebbe stato dirottato su Trapani. Fin qui posso comprendere l'emergenza. Quello che trovo inaccettabile è ciò che è successo dopo”: inizia così il racconto di una dei tantissimi passeggeri che negli ultimi giorni hanno subito grandi disagi a causa dell’attività eruttiva dell’Etna che ha di fatto paralizzato l’aeroporto di Catania.

Tra voli dirottati e cancellati, per tanti viaggiatori arrivare e ripartire dalla Sicilia è stato un incubo. Molte persone stanno raccontando a Fanpage.it le loro esperienze e il racconto è spesso simile: tutti comprendono che l’eruzione dell’Etna è qualcosa di imprevedibile, ma denunciano la poca organizzazione per far fronte a questa emergenza. Ed è di fatto ciò che fa anche Anna (nome di fantasia), che ha scritto a Fanpage.it per raccontare la sua esperienza di pochi giorni fa.

“Arrivati all’aeroporto di Trapani – ci scrive – ci siamo trovati completamente abbandonati a noi stessi: la zona degli autobus era praticamente deserta, non c’era nessuno a fornire informazioni e c’erano tantissimi passeggeri che non sapevano cosa fare né come raggiungere Catania. In questa situazione, non avendo ricevuto assistenza, ci siamo affidati a una persona che si è presentata come tassista, pagando 160 euro per raggiungere l’aeroporto di Palermo”. In una emergenza e con centinaia di persone in difficoltà, dice Anna, “trovo assurdo possa esserci chi si approfitta della situazione chiedendo cifre così elevate”.

In effetti, come abbiamo verificato, in questi giorni tra noleggi e privati un’auto può costare anche sui 600 euro per collegare i vari aeroporti dell’isola. Ma il racconto di Anna prosegue: “Arrivati a Palermo, avremmo dovuto prendere un autobus per la stazione e poi un altro autobus di linea per Catania. Ma anche lì c’era una quantità enorme di persone e, soprattutto, nessuna organizzazione adeguata: non erano stati predisposti autobus sufficienti per gestire tutti i passeggeri. A quel punto, pensando di non riuscire ad arrivare a casa, abbiamo dovuto noleggiare un’auto per altri 160 euro, oltre alla benzina, con l’ulteriore problema di doverla riconsegnare una volta arrivati”.

“Com’è possibile – si chiede – che, durante un’emergenza che riguarda un fenomeno assolutamente noto come l’attività dell’Etna, non esista un piano organizzato per assistere i passeggeri?”. La riflessione della passeggera è simile a quella di molti altri, capisce perfettamente che non si può controllare il vulcano, il problema è ciò che succede dopo: “L'emergenza può capitare a chiunque, ciò che fa la differenza è come viene gestita”.

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