Garlasco, le immagini dei Raw data sui pedali di Stasi: “Ai risultati negativi non è stato dato peso che meritavano”
Si sta cercando di fare luce sulle analisi tenute dal Ris sul materiale genetico trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Proprio su queste analisi la Procura di Pavia si è concentrata anche nel suo comunicato stampa della giornata di ieri, 28 settembre, quando ha chiuso le indagini bis su Andrea Sempio, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi. I magistrati hanno parlato per la prima volta di due test sul materiale genetico trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi (unico condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco) risultati negativi.
E ora è giallo: perché questi test non sono mai finiti nel fascicolo? Come ha confermato a Fanpage.it il giudice di primo grado Stefano Vitelli che ha assolto Alberto Stasi. Ma andiamo per ordine: cosa c'è scritto nel comunicato stampa?
Il procuratore Fabio Napoleone ha riportato una consulenza della difesa Stasi sul DNA trovato sui pedali del condannato: è stata acquisita una consulenza dei consulenti della difesa Stasi, i genetisti Ugo Ricci e Pasquale Linarello, "avente ad oggetto i Raw Data consegnati alla Procura di Pavia dal RIS di Parma il 6.11.2025 nell'ambito dell'attuale procedimento. Nei Raw Data i predetti consulenti hanno rilevato la presenza di contro-analisi" sullo "stesso campione che rivelò la presenza del DNA della vittima sui pedali della bici Umberto Dei, e che portò al fermo di Stasi, totalmente negative". Per i consulenti di parte quelle contro-analisi erano "idonee, a loro giudizio, a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non esistenti nel fascicolo" della Procura di Vigevano.
Nel dettaglio i pm pavesi parlando di date: "Il profilo genetico determinato appena il giorno prima (19.09.2007) (…) ‘oltre ogni ragionevole dubbio' alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo (20.09.2007)". Non solo: "Di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto". Anche qui in altre parole: il 19 settembre 2007 la comparazione tra il materiale genetico sui pedali e il DNA di Chiara Poggi aveva dato esito positivo, mentre il giorno successivo esito negativo. Ma c'è di più: le analisi negative non rientrano nel fascicolo della Procura di Vigevano. Da sottolineare comunque che in Tribunale a Vigevano il processo di primo grado ad Alberto Stasi aveva portato alla sua assoluzione.
Il Tg1 ha incontrato Pasquale Linarello che ha spiegato cosa è emerso dalla sua consulenza. Sarebbero emersi solo ora i risultati di un esame che nel dettaglio ha la data del 20 settembre alle ore 17.33: "Questo test negativo riscrive sicuramente la storia del delitto di Garlasco perché mette in discussione questo dato: questo profilo genetico è ascrivibile a Chiara Poggi o è una contaminazione di laboratorio?". A Fanpage.it il giudice Stefano Vitelli che assolse in primo grado Alberto Stasi ha confermato che i dati emersi il 20 settembre del 2007 risultano non stati depositati nel fascicolo. Perché allora emergono solo ora?
Per i consulenti della famiglia Poggi tutto è spiegabile come un equivoco nella catalogazione dei dati: su quei pedali c'era il DNA della vittima e venne accertato nel contraddittorio tra le parti. "Poi se ci sono state delle evidenze nuove che vennero accertate in questi ultimi mesi le valuteremo come abbiamo sempre fatto. Avendo partecipato negli anni a tutti gli esami in contraddittorio, mi sembra tutto una bolla di sapone", spiega al Tg1 il genetista della famiglia Poggi Marzio Capra. A Fanpage.it avvocati e consulenti dei Poggi spiegano che "il 19 settembre sono stati trovati prima 6 marcatori e poi tutti i marcatori in due prove consecutive". Quindi che i test negativi sono irrilevanti?
Stando alle carte mostrate dal Tg1, i primi test sui pedali li avrebbe fatti il dottor Portera con esito positivo. Su tutte le analisi svolte sarebbe stato informato il generale Luciano Garofano, a capo del Ris di Parma nel 2007. Nei giorni scorsi Garofano e gli altri ufficiali che presero parte alle analisi del 2007 erano stati sentiti in Procura proprio sul materiale genetico trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Nei colloqui con i magistrati Marco Pizzamiglio, ex vicecomandante del Ris nel 2007, ha detto: "Ha fatto tutto Marino (un collega). Ricordo che un giorno era contento in corridoio per il risultato che credo fosse quello sui pedali". Fu il carabiniere Marino a fare il 20 settembre 2007 le contro-analisi con esito negativo. E il tenente colonnello Marino ha precisato ai pm: "Sicuramente avrò informato il comandante e il comandante si sarà sentito con l'autorità giudiziaria". E ancora: "Probabilmente a questi due risultati negativi non è stato dato un peso che forse meritavano". Luciano Garofano nella serata di ieri al programma tv "Lo Stato delle Cose" ha respinto tutto. E ai pm ha detto: "Se Marino mi avesse espresso dei dubbi gli avrei detto di fare tutte le verifiche che poteva fare".