Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, l’ex comandante dei Ris Garofano e il mistero delle analisi sulla bici di Stasi: “Il dna di Chiara c’era”

Immagine
“Quel Dna sui pedali c’è e nessuno lo cancella” ha dichiarato Garofano ricordando “tutte le analisi sono state fatte col contradditorio e cioè insieme al Ris c’erano i consulenti della difesa Poggi e i consulenti di Stasi”.

“Posso dire che il profilo genetico di Chiara Poggi su quei pedali c’era e nessuno lo più cancellare” così l’ex comandate dei Ris di Parma, il generale Luciano Garofano, ribatte alle considerazioni della Procura di Pavia dopo la chiusura delle indagini sul delitto di Garlasco a carico del nuovo indagato Andrea Sempio e che hanno fatto emergere una presunta incongruenza sui dati scientifici della prima inchiesta che ha portato poi alla condanna di Alberto Stasi.

“Quel Dna sui pedali c’è. Escludo categoricamente che ci siano state irregolarità. Il Ris non ha omesso, non ha nascosto nulla, non ha depistato e non aveva nessun interesse se non riferire quello che veniva dalle indagini scientifiche” ha affermato Garofano nel corso della trasmissione “Lo Stato delle Cose” su Rai3 esprimendo totale fiducia nei suoi ex collaboratori dell’Arma che fecero le analisi nel 2007. Si parla dei pedali della bici di Stasi e del presunto sangue di Chiara Poggi su di essi che all’epoca fu uno e fattori determinanti per incriminare il fidanzato della vittima.

Secondo la procura di Pavia, che ha incaricato i suoi consulenti di riesaminare quei dati grezzi del Ris su richiesta della difesa di Stasi, nei cosiddetti Raw Data ci sarebbero infatti ben due contro-analisi negative sugli stessi dati che però non sarebbero state prese in considerazione. In pratica “Il profilo genetico determinato appena il giorno prima (19.09.2007) dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta e attribuito dal consulente tecnico del Pm dell’epoca ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo (20.09.2007)” scrivono ora i magistrati lombardi, aggiungendo che “I Consulenti tecnici hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20/09/2007 e in ragione di questa discordanza hanno concluso per l'opportunità all’epoca di un approfondimento che, tuttavia, dalle recenti indagini svolte dalla Procura di Pavia, non risulta essere stato effettuato”.

“Io non riesco a capire e non voglio qualificare quanto si sta affermando. Dal comunicato della Procura è emerso che ci sono dei profili negativi che non sono stati trovati nel vecchio fascicolo ma che il Ris a novembre del 2025 ha consegnato alla Procura. Allora se il Ris e i miei collaboratori hanno consegnato a novembre anche quei ferogrammi, cioè quei dati grezzi negativi, significa che in maniera trasparente tutto quello che c’era da consegnare è stato fatto” ha replicato Garofano ribadendo di credere fermamente nell'onestà e nella professionalità dei suoi collaboratori.

“Noi non abbiamo mai detto che si trattasse sicuramente di sangue. Abbiamo riferito ai pm che sui pedali c’era il dna di Chiara, e questo è incancellabile, e che con elevata probabilità era da ricondurre a sangue ma non abbiamo dato la certezza” spiega Garofano, aggiungendo “i risultati negativi di altre analisi non cancellano quelli positivi, perché ogni volta si fa una terza o una quarta analisi. Ma non sappiamo quella negatività da dove provengono e sarà un tema da discutere”.

“Bisogna ricordare inoltre che tutte le analisi sono state fatte col contradditorio e cioè insieme al ris c’erano i consulenti della difesa Poggi e i consulenti di Stasi, quindi hanno seguito anche materialmente tutte le analisi” aggiunge il generale, concludendo: “Se il dato fosse stato in discussone lo avremmo detto. Bisogna capire se quel risultato negativo da quale campione specifico arriva e quando effettivamente è stato fatto”.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views