Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, la Procura ha chiuso di nuovo le indagini su Sempio: le novità su impronta 33 e sulla scarpa

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La Procura di Pavia ha consegnato all’indagato Andrea Sempio un secondo avviso di conclusione indagini dopo quello dello scorso 7 maggio. Si chiudono così gli accertamenti sul delitto di Garlasco. I magistrati sono pronti a chiedere il processo per Sempio.

Chiuse definitivamente le indagini su Andrea Sempio. La Procura di Pavia ha consegnato all'indagato un secondo avviso di conclusione indagini dopo quello dello scorso 7 maggio quando i magistrati avevano depositato il fascicolo permettendo così alle parti coinvolte di farne accesso. Allora la difesa di Sempio, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi aggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti e futili, aveva avuto 20 giorni per depositare le sue consulenze in risposta a quanto letto e adesso sarà lo stesso. In questi ultimi mesi la Procura ha depositato altre quattro consulenze e ora, con il secondo 415bis, dovrà lasciare il tempo alla difesa di poter ribattere con i suoi accertamenti. Altri 20 giorni quindi.

Come spiegano gli avvocati difensori Angela Taccia e Liborio Cataliotto a Fanpage.it, l'avviso di conclusione indagini è un classico 415bis e molto simile a quello già dello scorso maggio. Quindi nessuno novità sul punto di vista delle indagini, ma ora la difesa sta facendo accesso agli atti e analizzerà gli ultimi accertamenti fatti dalla Procura. In un comunicato stampa i magistrati fanno sapere: "Si è proceduto in data odierna alla notifica dell'avviso ex art. 415 bis con deposito di tutti gli atti, compresivi delle indagini integrative disposte. Il capo di incolpazione nei confronti di Andrea Sempio resta invariato".

Che questa ultima fase di indagini sul delitto di Garlasco sarebbe stato un botta e risposta di consulenze lo avevamo capito da tempo. Questa seconda chiusura indagini non è che l'ultimo atto prima che la Procura faccia la sua richiesta al giudice per le indagini preliminari: processo o archiviazione? La sensazione è che – dopo tre indagini e due archiviazioni – questa volta per l'amico di Marco Poggi si apriranno le aule del tribunale. Bisognerà aspettare ancora un po' prima che la Procura si esprima a riguardo.

Andrea Sempio accusato dell'omicidio di Chiara Poggi

Secondo quanto sostiene la Procura di Pavia, Andrea Sempio avrebbe ucciso la ragazza "per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". L'indagato si sarebbe invaghito di Chiara Poggi dopo aver visto un suo video intimo con Stasi e la mattina dell'omicidio sarebbe andato a casa sua e, dopo il rifiuto sessuale, l'avrebbe uccisa. La tesi della Procura sarebbe supportata dal fatto che, i giorni prima dell'omicidio, Sempio ha fatto tre chiamate verso il telefono fisso della villetta di Garlasco non per chiedere notizie sul suo amico Marco – nonché fratello della vittima – ma per cercare Chiara. I magistrati inseriscono Sempio sulla scena del crimine attribuendogli la traccia 33, ovvero l'impronta parziale della mano destra sulla parete destra delle scale interne della villetta di Garlasco. Resta però ancora da capire se quella impronta è insanguinata o no.

Cosa prevedono gli ultimi accertamenti dei pm

I magistrati di Pavia nella loro nota hanno spiegato i loro recenti accertamenti. Tra le ultime consulenze, hanno incaricato il dottor Andrea Berti per esaminare la relazione predisposta dal consulente tecnico della difesa Armando Palmegiani sulla ricostruzione della scena del crimine analizzando le tracce di sangue repertate dal Ris nel 2007.

Nel dettaglio, "l'elaborato della difesa aveva proposto una ricostruzione autonoma della dinamica dell'aggressione e formulato rilievi metodologici nonché ipotesi alternative riguardanti alcune specifiche fasi dell'evento, tra cui l'area del telefono, il momento e il luogo del lavaggio e il percorso successivo all'omicidio", si legge nella nota. Il consulente Berti nella sua relazione invece ha sottolineato l'importanza di dati confermati da elementi materiali, distinguendoli però da quelli che si basano invece solo ed esclusivamente su ipotesi.

Ai consulenti Gianpaolo Iuliano e a Nicola Caprioli sono tornati invece a lavorare l'impronta 33, ovvero quella traccia parziale di mano destra sulla parete delle scale dove è stato trovato il cadavere di Chiara Poggi. E allo stesso tempo hanno analizzato nuovamente la traccia di scarpa Frau42 trovata sulla scena del crimine e associata all'assassino. Il risultato: la Procura non ha cambiato idea sulla traccia 33, confermando quindi che per loro è di Andrea Sempio. Così come "non consentono di sostenere l'esistenza di un'incompatibilità fisica tra la conformazione del piede Andrea Sempio e la traccia di scarpa oggetto di analisi".

Sulla traccia di scarpa è intervenuta anche la dottoressa Cristina Cattaneo che ha precisato nella sua recentissima relazione: "Sotto un profilo medico, un incremento ponderale nel tempo può aumentare significativamente larghezza e volume del piede". La dottoressa ha anche confermato quanto sostenuto nei mesi precedenti sull'orario della morte: Chiara Poggi è stata uccisa tra le 7.30 e le 12 del 13 agosto 2007. Così come era stato confermato da altri esperti in questi 19 anni.

A differenza invece da quanto sostenuto dal medico legale che ha eseguito l'autopsia sulla vittima, la dottoressa Cattaneo conferma la sua versione: Chiara Poggi ha provato a difendersi. Perché c'è "l'ipotesi che almeno una parte delle lesioni extracraniche sia stata prodotta nell'ambito di una colluttazione o, comunque, di un'azione aggressiva protrattasi nel tempo, durante la quale la vittima avrebbe posto in essere atti di difesa quantomeno passiva, mediante interposizione e protezione del corpo, senza potersi escludere anche una componente di difesa attiva". Insomma, non tutte le ferite riportate da Chiara Poggi "siano riconducibili esclusivamente a fenomeni aspecifici di caduta, urto, trascinamento o movimentazione, come sostenuto dagli elaborati difensivi".

I consulenti del pm inoltre si sono chiesti se la vittima sia morta subito dopo essere stata colpita o no. Hanno spiegato che "i risultati ottenuti depongono concretamente per una produzione delle lesioni non immediatamente antecedente alla morte, ma anteriore al decesso con un intervallo orientativamente compreso come minimo fra 15 e 30 minuti, senza che possa escludersi una sopravvivenza complessiva più prolungata fino ai 60 minuti". Quindi Chiara Poggi dopo un'ora dall'aggressione potrebbe essere sopravvissuta per un'ora?

Infine sulla consulenza psichiatrica del dottor Roberto Catanesi si legge: "Sono emersi dati di indubbio interesse che tuttavia -come già chiarito oralmente – richiedono necessariamente – per una risposta ai quesiti che possa dirsi metodologicamente adeguata al contesto di indagine – il confronto ed il riscontro con dati provenienti da un esame clinico diretto sulla persona dell'indagato". L'indagato Andrea Sempio però non si era sottoposto ai recenti accertamenti. E per questo la Procura ha precisato: "Il consulente ha affermato di non avere elementi sufficienti a formulare risposte ai quesiti che possano dirsi adeguatamente motivate e metodologicamente ineccepibili".

Gli avvocati dei Poggi sulla chiusura indagine

Dopo la chiusura indagine bis, gli avvocati della famiglia Poggi (i legali Gianluigi Tizzoni e Francesco Compagna) hanno tenuto a precisare: "Secondo quanto emerge dal comunicato della Procura di Pavia, sarebbe stato svolto in questi mesi un ulteriore approfondimento tecnico di parte volto a sostenere l'astratta possibilità che Andrea Sempio avesse calzato quel giorno delle scarpe Frau 42 a dispetto del comune buon senso. Per il resto, i dati apparentemente evocati in relazione alle prove che furono acquisite in contraddittorio nei confronti di Alberto Stasi non fanno che riproporre dei temi di prova già noti ed ampiamente approfonditi nel relativo processo, sia sotto il profilo genetico che sotto quello medico-legale. A questo punto, ci auguriamo che la vicenda possa essere sottoposta quanto prima alla competente Corte di Appello, la quale potrà rilevare l'assenza di qualsiasi elemento di novità, ponendo auspicabilmente fine all'impropria ricerca di un colpevole alternativo".

Verso la revisione del processo per Stasi

Eppure un condannato per l'omicidio in via definitiva c'è già: è Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi. Con l'inizio del processo per Andrea Sempio si potranno anche accelerare i tempi per chiedere la revisione del processo: a presentare la richiesta potranno essere o i legali di Stasi o la Procura generale di Milano con Francesca Nanni che nei mesi scorsi aveva già avuto un incontro con gli inquirenti di queste ultime indagini. Non resta quindi che chiedersi: sarà per prima la Procura di Pavia a chiedere un processo per Sempio o la difesa di Stasi a chiedere la revisione del suo processo? Staremo a vedere.

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