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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Come si è chiuso il cerchio intorno ad Andrea Sempio per il delitto Garlasco: dna, depistaggi e impronte

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La Procura di Pavia che indaga su Andrea Sempio ha chiuso le indagini sul delitto di Garlasco. Ricapitoliamo cosa è successo tappa per tappa in questo ultimo anno e mezzo. Cosa c’è veramente da sapere in questo mare di ipotesi.

Era il 13 agosto 2007 quando Chiara Poggi venne trovata morta nella villetta di famiglia a Garlasco. Era il 2015 quando la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di condanna a 16 anni di carcere per Alberto Stasi, fidanzato della vittima. Per i giudici è stato lui a uccidere Chiara Poggi, oltre ogni ragionevole dubbio. Oggi è indagato per lo stesso reato Andrea Sempio: era già stato sotto indagine nel 2016 e nel 2020, ma entrambi i procedimenti erano finiti con l’archiviazione. L’ultimo fascicolo era stato aperto nelle prime settimane del 2025 e chiuso il 7 maggio di quest’anno. Nei giorni successivi c'è stata una battaglia di consulenze tra Procura e difesa. Ed è arriva la seconda chiusura indagini.È arrivato il momento di fare chiarezza in questo mare di ipotesi e caos. Cosa è successo davvero in questo anno e mezzo di indagini? Lo spieghiamo elencando date e tappe che hanno segnato questa fase.

È l’11 marzo 2025 quando ad Andrea Sempio viene notificato un avviso di garanzia. È un atto necessario per prelevargli il DNA. È fondamentale perché le indagini sono state aperte proprio per una consulenza della difesa di Alberto Stasi sul materiale genetico trovato sulle unghie di Chiara Poggi ed è stato attribuito a Sempio. Esattamente come era successo nel 2016. È quindi l’11 marzo 2025 quando l’Italia viene a sapere della riapertura del fascicolo.

Il 13 marzo 2025 Andrea Sempio è in caserma e gli viene prelevato il DNA. Nella fase di indagini si parlerà spesso di DNA e delle unghie di Chiara Poggi. Ma non è una novità: una perizia super partes era stata già fatta nel 2014 durante il processo ad Alberto Stasi e il perito Francesco De Stefano aveva individuato più cromosomi Y ma per lui era un materiale genetico poco chiaro e di quantità ridotte. Era impossibile quindi fare un nome e cognome. Cosa che invece ha fatto nel 2016 il genetista Pasquale Linarello della difesa di Alberto Stasi.

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Il 31 marzo 2025 è una data importante perché c’è il via libera da parte del giudice per le indagini preliminari di Pavia, Daniela Garlaschelli, a procedere con quello che sarà l’unico incidente probatorio di questo anno e mezzo: è quindi un altro consulente super partes (verrà scelta la genetista Denise Albani) a confrontare il materiale genetico trovato sulle unghie di Chiara Poggi con il DNA di Sempio e con gli altri DNA prelevati o già prelevati in questi 19 anni.

Va precisato sempre però che le unghie di Chiara Poggi sono state tutte consumate nelle analisi del 2014. Le unghie vennero sciolte perché i primi accertamenti del Ris nel 2007 non diedero alcun risultato. Questo per dire che il materiale genetico trovato (e quello attribuito ad Andrea Sempio non è l’unico) non può essere collocato con precisione sull’unghia della vittima. Quindi la recente perizia poteva rivalutare i risultati delle vecchie analisi e confrontare il DNA dell’indagato con i dati ottenuti più di dieci anni fa. Non poteva rianalizzare le unghie.

Nell’incidente probatorio è rientrata anche l’analisi di oggetti che, dopo 18 anni dall’omicidio, sono ancora sotto sequestro. Fra questi, quelli all’interno della spazzatura trovata a casa Poggi il giorno dell’omicidio e mai analizzata prima. Era stata posta sotto sequestro otto mesi dopo il delitto, quando la villetta di casa Poggi venne restituita alla famiglia. Non venne mai analizzata prima perché per gli investigatori non poteva svelare nulla che potesse essere utile alle indagini. In questi mesi è stata sottoposta alle analisi per non tralasciare nulla. Al suo interno c'è un contenitore di Estathé e altri oggetti utilizzati da Chiara Poggi per la colazione.

L’11 aprile 2025 il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso la semilibertà ad Alberto Stasi. Venne condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni, dall’aprile dello scorso anno doveva rientrare in carcere solo per dormire. Oggi Alberto Stasi dorme anche fuori dal carcere.

Il 16 aprile 2025 Andrea Sempio è stato convocato in caserma per l’acquisizione delle impronte digitali. Si scoprirà che sono fondamentali per la comparazione con l’impronta 33, ovvero quella traccia di mano destra sulla parete delle scale dove è stato trovato il corpo di Chiara Poggi.

Uno dei giorni più importanti di questo anno e mezzo di indagini è stato il 14 maggio del 2025. All’alba i carabinieri si presentano a casa di Andrea Sempio, dei suoi genitori e di due suoi amici. In ogni abitazione eseguono perquisizioni e portano via, in particolare, vecchi appunti e diari dell’indagato.

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Lo stesso giorno carabinieri e vigili del fuoco guadano il canale di Tromello, un paesino vicino Garlasco dove viveva la nonna delle gemelle Cappa, le cugine della vittima. Ma perché il canale di Tromello?

Uno dei tanti presunti "super testimoni" del caso Garlasco aveva riferito una conversazione avuta con una vicina di casa della nonna delle sorelle Cappa. La donna (che nel frattempo è morta) avrebbe riferito a questo “presunto testimone” che la mattina dell’omicidio aveva visto Stefania Cappa arrivare nell'abitazione con un borsone pesante e gettare qualcosa nel canale. Cosa si cercava quindi nel canale? L’arma del delitto? Il martello di casa Poggi? Alla fine non è stato trovato nulla di utile alle indagini.

Purtroppo tra i pochi elementi certi sul delitto di Garlasco è che non si troverà mai l’arma del delitto. Fin dal 2007 il medico legale che eseguì l’autopsia su Chiara Poggi aveva individuato l’arma del delitto in un martello, che sarebbe anche l’unico oggetto che i genitori della vittima hanno detto mancare dalla loro villetta di Garlasco dopo l’omicidio. Trovare questo martello 19 anni dopo ormai è impossibile e anche se si trovasse sarebbe difficile che si siano mantenuti elementi utili per risalire all’identità dell’assassino.

Siamo al 20 maggio 2025 quando Andrea Sempio viene convocato in Procura a Pavia per essere interrogato. Ma l’indagato non si presenta: i suoi avvocati si appellano a un vizio di forma ed evitano il faccia a faccia con gli inquirenti.

In quello stesso giorno è stato convocato a Pavia anche Alberto Stasi. Non è un interrogatorio perché, ora, non è lui l’indagato. Viene convocato però come persona informata sui fatti e risponderà alle domande dei pm. In contemporanea viene sentito Marco Poggi, il fratello di Chiara, in una caserma nel Veneto dopo lui ora vive.

Ma a fare notizia il 20 maggio 2025 è quanto svela la Procura di Pavia: l’impronta 33 (dopo 18 anni dall’omicidio) è stata attribuita ed è di Andrea Sempio. È la svolta più importante da quando sono ricominciate le indagini. Su questa impronta tutte le parti depositeranno le proprie consulenze. La domanda chiave è: c’è o non c’è sangue su quella impronta? Una sola risposta ancora non c’è.

Ma soprattutto questa impronta per i carabinieri che indagano sul caso è importante se associata ad altre due tracce. Cioè la traccia 45, quello schizzo di sangue che secondo gli investigatori potrebbe essere caduto da un oggetto impugnato dalla mano della traccia 33 oppure dalla stessa mano. E anche da quella impronta di scarpa sul gradino zero, ovvero sul primo gradino delle scale in cui è stato trovato il cadavere di Chiara Poggi.

Per la difesa di Andrea Sempio, quella impronta non si può attribuire al loro assistito. Anche qui dobbiamo precisare che, come è successo per le unghie, l’intonaco della traccia 33 era stato prelevato dai Ris nel 2007 e consumato tutto nelle loro analisi. Ora ci sono solo foto e dati. Nel 2007 non erano stati trovati elementi utili alle indagini.

Sull’impronta 33 gli avvocati della famiglia Poggi in questi mesi hanno chiesto che venga eseguito un incidente probatorio. Una richiesta non accolta dalla Procura perché la sensazione è che tutti gli accertamenti super partes su questa traccia verranno fatti durante il processo.

Altra data importantissima è il 9 giugno del 2025 quando i Ris (questa volta di Cagliari) dopo 18 anni entrano di nuovo nella villetta di Garlasco. Tramite droni e laser effettuano la Bloodstain Pattern Analysis (BPA), ovvero una tecnica forense che analizza la forma e la distribuzione di macchie e schizzi di sangue presenti sulla scena del crimine. L’obiettivo era quello di dare per la prima volta in 18 anni la posizione millimetrica di tracce e impronte. I risultati sono stati depositati in Procura e scrivono una nuova dinamica del delitto.

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Il 17 giugno 2025 inizia ufficialmente, nei laboratori della polizia scientifica della questura di Milano, l’incidente probatorio. Da quel giorno, ogni giorno, per mesi e mesi, si fanno analisi e controanalisi.

Il 26 settembre 2025, ancora all’alba, i carabinieri vanno a perquisire la casa dell’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti. Si scoprirà poi che è indagato, insieme al padre di Andrea Sempio, per corruzione. Il sospetto dei pm di Brescia è che ci sia stato uno scambio di soldi tra i due per agevolare l’archiviazione delle indagini su Sempio, aperte nel 2016 e chiuse tre mesi dopo su richiesta del pm Venditti. Si è aperto così un nuovo filone di indagini che al momento si è concluso solo per Venditti: i pm hanno chiesto e ottenuto la sua archiviazione.

Il 24 ottobre 2025 Andrea Sempio viene convocato all'Istituto di Medicina Legale in via Mangiagalli a Milano dalla dottoressa Cristina Cattaneo, consulente della Procura. Deve sottoporsi a nuovi accertamenti sulla sua persona. Alla Procura di Pavia serve soprattutto il numero di piede perché deve essere comparato con l’impronta di scarpa marca Frau, numero 42, trovata sulla scena del crimine e attribuita all’assassino. È la prima volta che, accanto all’indagato, c’è il suo nuovo legale Liborio Cataliotti dopo il “licenziamento” di Massimo Lovati. Sempre confermata l’avvocata Angela Taccia, sua amica di vecchia data.

L’impronta marca Frau 42 sarà fondamentale soprattutto per la difesa di Andrea Sempio. Perché è certa che appartenga all’assassino e basterebbe dimostrare che non è compatibile con il piede di Sempio per eliminarlo dalla scena del crimine. Per ora, secondo la sentenza in via definitiva, quella impronta è di Alberto Stasi.

Il 3 dicembre 2025 la genetista Denise Albani deposita la perizia dell’incidente probatorio. La perita illustra le sue conclusioni durante l’udienza del 18 dicembre 2025: dice che il DNA di Andrea Sempio è compatibile, ma non c’è rigore scientifico per capire quando e come si è depositato sulle unghie della vittima. Per quanto riguarda invece la spazzatura trovata in casa Poggi il giorno dell’omicidio sono state trovate solo tracce e materiale genetico della vittima e di Alberto Stasi. A stupire quel giorno non è tanto la mancanza in tribunale di Sempio, ma la presenza di Alberto Stasi. Nei mesi successivi tutte le parti coinvolte vanno avanti con i propri accertamenti. E arriviamo alla due date conclusive, almeno per ora.

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Il 6 maggio 2026 Andrea Sempio non può più rifiutarsi: deve presentarsi in Procura a Pavia per sottoporsi all’interrogatorio. Però decide di avvalersi della facoltà di non rispondere, mentre i pm gli illustrano il loro lavoro contro di lui. Per loro Andrea Sempio ha ucciso Chiara Poggi la mattina del 13 agosto 2007 perché lei avrebbe rifiutato un suo approccio sessuale. Passano solo poche ore, il 7 maggio 2026 la Procura di Pavia chiude le indagini. Finalmente c’è la discovery, come si dice in gergo, e tutto il fascicolo è stato accessibili alle parti.

Dopo venti giorni, il 25 maggio, gli avvocati Taccia e Cataliotti depositano le loro controdeduzioni: il DNA sulle unghie di Chiara Poggi è troppo poco per dire che è dell’assassino, l’impronta 33 non è di Andrea Sempio e il suo piede è troppo largo per entrare in una scarpa 42. Dopo il deposito di queste consulenze, la Procura risponde commissionandone altre. Lo stesso fa la difesa di Alberto Stasi.

Dopo 19 anni però restano ancora dei punti che non si risolveranno mai: non si troverà mai l’arma del delitto, il movente resta sconosciuto. Perché sia per Alberto Stasi che per Andrea Sempio il movente potrà essere solo ipotizzato. Non ci sarà mai nessuna confessione. Qualcuno sta quindi mentendo.

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