Il piede di Sempio, la scarpa Frau e le impronte a casa Poggi: dubbi e punti fermi dell’inchiesta su Garlasco

Se Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, andrà a processo, sicuramente in Tribunale si passeranno ore a discutere anche sulle impronte di scarpe associate all’assassino e trovate nella villetta di Garlasco il 13 agosto del 2007. Come era stato nel processo ad Alberto Stasi, al centro dei dibattiti tra accusa e difesa ci sarà anche l’impronta 6, ovvero quella traccia di scarpa dell'aggressore che era stata individuata "in marca Frau (codice 27U1) di taglia 42″, come riporta la sentenza nei confronti del fidanzato di Chiara Poggi. Ma cosa dicono invece gli investigatori nelle recenti indagini?

Perché è importante l'impronta di scarpa a pallini
Nell’informativa del Nucleo operativo dei carabinieri di Milano viene ribadito quanto era stato già accertato negli anni: oltre alla marca e alla taglia del killer, anche il fatto che queste particolari scarpe compatibili con l'impronta non sono mai state trovate in possesso di Alberto Stasi. Mentre "in relazione ad Andrea Sempio non sono conosciute le calzature che aveva nelle disponibilità al 13 agosto del 2007 e tantomeno la taglia utilizzata all’epoca".
E qui è giusto chiarire i due punti. Per quanto riguarda l’unico condannato, l’ipotesi dei giudici che lo avevano condannato è che abbia buttato le scarpe con cui la mattina dell’assassinio è entrato nella villetta di via Pascoli dal momento che quando si è presentato dai carabinieri – raccontando di essere entrato a casa della fidanzata e di averla trovata morta – indossava scarpe prive di qualsiasi traccia di sangue della vittima e quindi stranamente immacolate per chi aveva detto di essere entrato in quella casa piena del sangue della vittima. Mentre per quanto riguarda Sempio, è stato indagato per la prima volta nel 2016, quindi nove anni dopo l’assassinio: nessuno nel 2007 gli aveva perquisito casa e sequestrato le scarpe. In altre parole, non si saprà mai con assoluta certezza se Stasi e Sempio fossero mai stati in possesso di una scarpa marca Frau.
Ad oggi però le ultimissime consulenze della Procura di Pavia hanno precisato che l’attuale indagato ha lo stesso numero di piede di Stasi, ovvero dunque compatibile con quella impronta a pallini sul pavimento di casa Poggi. Gli attuali investigatori precisano: "Le misurazioni antropometriche effettuate dalla Prof.ssa Cattaneo indicano dei valori del piede di Sempio compatibili con calzature di tg.42-43". Infatti il 24 e 25 ottobre 2025 l'antropologa forense Cristina Cattaneo aveva effettuato misurazioni antropometriche e scansioni 3D sul corpo di Andrea Sempio e nella sua consulenza ha riportato anche la lunghezza e larghezza del piede.
Per la Procura di Pavia però – lo scrive nel suo fascicolo – è impossibile definire con certezza la marca e il numero della scarpa che la lasciato l'impronta 6. Questa incertezza potrebbe fare la differenza in un processo.
Come il Ris nel 2007 aveva spiegato l'impronta Frau taglia 42
Le ultime indagini hanno ritenuto le misure di Andrea Sempio compatibili con l’impronta 6. Ma su questa impronta cosa avevano scritto i carabinieri del Ris di Parma nel 2007?
Considerato che la traccia nr. 6, pur presentando caratteristiche di piena utilità ai confronti attributivi, risulta comunque incompleta e che, come verrà meglio di seguito delineato, non è stato possibile risalire alla marca ed al modello della classe di calzature che assemblano suole con caratteristiche generali compatibili con quelle delle tracce rinvenute, non è possibile determinare la taglia del paio di scarpe che ebbe a produrre le impronte repertate. A tal proposito, si consideri che attualmente le industrie manifatturiere, a parità di dimensioni interne della scarpa, producono prodotti che presentano una considerevole diversificazione di taglie e di dimensioni esterne della suola. Pertanto, non si ritiene possibile poter fornire una taglia, senza poter conoscere la tipologia di calzatura.
Nel tempo poi è stato possibile dare una marca e un numero all'impronta. Ma perché ora quindi questa impronta a pallini risulta così importante? Perché fin da sempre Andrea Sempio ha sempre sostenuto di avere numero 44 di piede per dimostrare anche che quella impronta attribuita all’assassino non è sua. Ora la consulenza della Procura e le conclusioni degli inquirenti lo smentiscono, sostenendo che il suo piede lungo circa 27 centimetri potrebbe essere compatibile, anche se sono passati 19 anni, con una taglia 42-43.
Cosa sostiene la difesa sulla impronta Frau 42
Secondo la difesa di Andrea Sempio, non è importante solo la lunghezza ma anche la larghezza del piede. E in questo caso non combaciano: "Alcuni modelli di scarpe non possiamo metterli per la pianta del piede", precisa il consulente di Sempio, Armando Palmegiani. Per questo "la Frau non è assolutamente compatibile con il piede di Andrea". Anche perché le misure sostengono che l'indagato ha una larghezza del piede di due centimetri più largo rispetto a quella dell'impronta sul pavimento della villetta di Garlasco. Proprio su questa questione la difesa di Sempio sta lavorando a una consulenza per cui è stato nominato anche un nuovo consulente.
Qual è l'impronta di piede su cui si baserà il processo a Sempio
Certo è che quella impronta non fa differenza tra Stasi e Sempio. A processo la vera differenza la farà un’altra impronta, la N1. Si tratta della scarpa "con tasselli di forma ovoidale/ellissoidale" lasciata dall’assassino sul gradino zero della scala interna dove è stato trovato il corpo di Chiara Poggi quando al termine dell’aggressione si è fermato a guardare il cadavere dall’alto. Per gli investigatori la N1 si trova in una posizione "idonea da generare la traccia dattiloscopia 33", quella impronta della mano destra che per la prima volta in questi mesi è stata attribuita ad Andrea Sempio. Per l’accusa, chi ha lasciato l’impronta di piede sul gradino zero doveva essersi per forza appoggiato alla parete. Su queste due impronte l’accusa si baserà, in un eventuale processo, per associare Sempio alla scena del crimine.
Nel dettaglio, nell'informativa dei carabinieri si legge: "L'identificazione di questa impronta N1, nella ricostruzione offerta dall'analisi della BPA, ha consentito di poter affermare che l'aggressore si è soffermato a guardare la vittima dall'alto". Ecco quindi perché è stata fondamentale la nuova analisi su impronte e tracce da parte del Ris di Cagliari: "Colui che ha generato la traccia N1 si trovava in una posizione idonea da generare la traccia dattiloscopia 33, e viceversa". Un collegamento tra le due tracce che non lascia dubbi, ma a fare la differenza è il passaggio successivo fatto dagli inquirenti: "La posizione della traccia "N1" e dell'impronta dattiloscopica 33 risultano perfettamente compatibili con le misurazioni relative a Sempio Andrea (o comunque a persona con le sue stesse caratteristiche)".