Garlasco, la mamma di Andrea Sempio: “Non posso dire adesso sicuramente Stasi è colpevole”

Il famoso scontrino del giorno del delitto di Garlasco, le intercettazioni della Procura nell’auto e i soliloqui di Andrea Sempio, l’impronta della famosa scarpa Frau taglia 42 lasciata nella villetta di Garlasco: su questi e altri temi da giorni Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari, i genitori dell’uomo indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, rispondono davanti alle telecamere e continuano a difendere il figlio, a loro dire completamente estraneo al delitto per il quale è stato già condannato, in via definitiva, Alberto Stasi.
Il padre di Andrea nei giorni scorsi ha parlato davanti alle telecamere del Tg1 del giorno del delitto di Garlasco, il 13 agosto 2007, confermando “l’alibi” del vecchio amico di Marco Poggi: era stato a casa con lui ed era andato a Vigevano. “Non c’è bisogno di guardarlo negli occhi”, ha poi ribadito intervenendo anche a Storie Italiane.
Un concetto ribadito anche dalla mamma, intervistata da Quarto Grado. "Andrea lo conosco, lo vedevo in casa, era un ragazzo tranquillissimo, stava in camera, leggeva, usciva con gli amici, non come è stato descritto. Una persona normalissima”, le parole della donna, che come il marito ha commentato anche i soliloqui in auto finiti nell’informativa dei carabinieri. I soliloqui intercettati possono essere ammissioni di colpevolezza, confessioni?, le chiede la giornalista. La risposta di Daniela Ferrari è netta: “No! No! No! perché mio figlio è uscito alle 10 meno 10, è rientrato a casa prima di mezzogiorno con gli stessi vestiti che aveva, completamente pulito, e di sicuro non era uno che era appena andato a commettere un omicidio. Non c'è nessun segreto. Se avessimo voluto creare un alibi per Andrea, perché dire che è andato a Vigevano?”.
“I soliloqui li faccio anche io”, così invece il padre relativamente alle intercettazioni, “se uno in questo momento qua registrasse o si mettesse a sentire le parole nella mia macchina… altro che. È un anno e mezzo di calvario in cui siamo chiusi in casa”. Daniela Ferrari a Quarto Grado ha risposto anche a una domanda sulle famose scarpe Frau: sostiene di non averle mai comprate al figlio, di non sapere neppure come è fatta e che suo figlio “aveva già il 44 quando ha fatto la patente”.
E sulle lettere che lei stessa ha mandato a Stasi in carcere si è difesa: “Nel 2016, chi ha firmato la denuncia contro mio figlio? Chi l'ha firmata? La mamma di Stasi. È stata lei a firmarla, non è stata la famiglia Sempio ad accusare Stasi. È stato uno sfogo dopo che per la seconda volta è stata chiusa quella denuncia querela che ha fatto mio figlio. Cosa dovevo fare, ringraziarlo anche?”. Ma se non sembra pentirsi di quelle lettere, al tempo stesso la mamma di Sempio non si dice più così certa della colpevolezza del fidanzato di Chiara Poggi: “Da come vedo le cose adesso, io ti dico sinceramente, non lo posso escludere. Non posso dire adesso sicuramente Stasi è colpevole”, così rispondendo alla domanda sulla eventualità di un innocente in carcere.