Garlasco, le anomalie sui 56mila euro pagati in contanti dai Sempio agli avvocati: “Troppo per 3 mesi di lavoro”

Troppi contanti gestiti dalla famiglia Sempio durante la prima indagine nei confronti del figlio finita in archiviazione nel 2017. Lo sostengono i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano nella loro informativa depositata nel fascicolo sul delitto di Garlasco della Procura di Pavia. A chi erano destinati questi soldi? La risposta la si sta cercando nell'inchiesta della Procura di Brescia che indaga per corruzione in atti giudiziari nei confronti dell'ex pm di Pavia Mario Venditti e di Giuseppe Sempio, padre di Andrea. Secondo l'accusa, il secondo avrebbe pagato il primo per favorire l'archiviazione del fascicolo nel 2017. Ma perché questo fascicolo bresciano è stato aperto solo ora?
Tutto è iniziato quando il 26 settembre 2025 su delega della Procura di Brescia sono state eseguite perquisizioni a casa della famiglia Sempio. Secondo i carabinieri, i genitori non hanno fornito "riscontri coerenti rispetto alla ricostruzione patrimoniale delle entrate e uscite". La coppia in quell'occasione doveva rispondere alle domande in merito a un appunto trovato in casa con scritto: "Venditti archivia 20-30 euro". Per la famiglia Sempio quell'appunto era una previsione di spesa "che avevamo fatto noi in casa, su quanto avremmo dovuto pagare agli avvocati alla fine della faccenda". Nelle carte si legge che "appare certamente non lineare – per importo e modalità – la destinazione delle cifre fuoriuscite in contanti". I genitori di Andrea Sempio concorderebbero però su cifre variabili tra i 50 e i 60mila euro che sarebbero serviti per pagare i tre avvocati che nel 2016 e nel 2017 rappresentavano la difesa di Sempio.
Per gli investigatori le anomalie si concentrano non solo sulla modalità di pagamento, ma soprattutto sull'ammontare della cifra rispetto alla "reale portata dell'attività professionale" degli avvocati. E poi i carabinieri nell'informativa elencano punto per punto delle anomalie: "Il procedimento penale è stato iscritto il 23 dicembre 2016 ed archiviato il 23 marzo 2017 in appena tre mesi di indagini preliminari; non risultano mai state estrapolate copie di documentazione dal fascicolo di Pavia, tantomeno da quelli delle Procure Generali di Milano e Brescia; l'attività tecnica dei legali, oltre a due trasferte per incontrare il consulente Garofano (allora consulente Sempio), è consistita nell'assistenza del Sempio all'interrogatorio del 10 febbraio 2017, durato 50 minuti". Aggiungendo poi che i genitori di Sempio hanno in questi mesi precisato che per il procedimento penale in corso ora non hanno ancora affrontato alcuna spesa legale.
I soldi erano per gli avvocati? Durante un sit Giuseppe Sempio aveva dichiarato: "Non ricordo, so solo che pagavamo in contanti, ma credo che volendo avremmo anche potuto pagare in altri modi. Non andavamo spesso dagli avvocati, ma ogni qual volta c'erano delle novità, ci chiamavano, e ci dicevano di portare per la volta successiva del denaro ad esempio due o tremila euro". Aggiungendo che le spese legali erano di "circa tra i cinquantacinquemila e i sessantamila euro….omissis…Lo so che sembra strano, ma è così. Noi eravamo nelle loro mani, e non sapevamo una virgola di cosa facessero". L'unica fattura che sarebbe stata emessa è quella per pagare la consulenza dell'ex generale Luciano Garofano incaricato nel gennaio del 2017, il resto girava tutto in contanti. Si stanno facendo indagini e accertamenti per capire a chi erano destinati questi soldi.