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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, foto illegali scattate in Procura la Vigilia di Natale: “Atti d’indagine, li giravano a Sempio”

Gli avvocati di Sempio già da gennaio 2017 erano in possesso dell’esposto dei difensori di Alberto Stasi che nelle loro consulenze di parte avevano riportato la presenza del DNA di Sempio sulle unghie di Chiara Poggi. Eppure Andrea Sempio scopre formalmente di essere indagato l’8 febbraio del 2017.
A cura di Giorgia Venturini
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La Procura di Brescia è vicina alla chiusura delle indagini per corruzione in atti giudiziari nei confronti dell'ex pm di Pavia Mario Venditti, che nel 2017 ha chiesto e ottenuto la chiusura delle indagini per Andrea Sempio, accusato per la prima volta dell'omicidio di Chiara Poggi, e del padre dell'indagato Giuseppe Sempio. Secondo i pm, quest'ultimo avrebbe pagato Venditti per favorire l'archiviazione del fascicolo, cosa che poi accadde.

Intanto la Procura di Pavia, che per un anno e mezzo ha indagato per la terza volta Andrea Sempio con la stessa accusa, il 7 maggio ha depositato il fascicolo e tra le prime pagine dell'informativa dei carabinieri gli investigatori spiegano le anomalie legate proprio al lavoro di magistrati e polizia giudiziaria nei tre mesi di indagini a cavallo del 2016-2017. Tra i punti da chiarire c'è da chiedersi anche come sia stato possibile che la difesa di Sempio sia venuta in possesso, per la Procura in modo illegale, degli atti contenuti nel fascicolo non ancora depositato e quindi non accessibili alle parti.

Stando a quanto si legge nel fascicolo dei magistrati pavesi, gli avvocati di Sempio già da gennaio 2017 erano in possesso dell'esposto dei difensori di Alberto Stasi che nelle loro consulenze di parte avevano riportato nero su bianco la presenza del DNA di Sempio sulle unghie di Chiara Poggi andando contro la perizia super partes del 2014 durante il processo a Stasi. Queste consulenze avevano avviato le indagini, ma all'indagato era stato notificato l'avviso di presentarsi all'interrogatorio in Procura il 10 febbraio 2017 solo due giorni prima. Come faceva a sapere delle accuse nei suoi confronti e come faceva ad avere in mano la consulenza della difesa di Stasi? Secondo la difesa di Sempio, la notizia sui giornali era già uscita e quindi gli atti potevano già essere in circolazione. Dall'informativa dei carabinieri però la spiegazione potrebbe essere un'altra.

I sospetti nell'informativa ricadono su Maurizio Pappalardo, nel 2016 luogotenente dei carabinieri comandante del Nucleo informativo del Comando provinciale di Pavia. Vennero fatti accertamenti dopo aver prelevato una copia forense del suo cellulare e per i magistrati qualcosa non torna su quello che accadde la vigilia di Natale del 2016, ovvero il giorno dopo l'iscrizione di Sempio nel registro degli indagati.

Come si legge nell'informativa, quella vigilia di Natale Pappalardo non risultava in servizio poiché usufruiva di permesso legge 104, eppure si trovava in Procura a Pavia. Lo dimostrerebbero tre fotografie scattate tra le 10.27 e le 10.28 e la "geolocalizzazione con coordinate gps che permette di collocare con ragionevole certezza il luogo dello scatto" negli uffici della Procura. Ma ciò che "francamente inquieta" per gli investigatori è il contenuto di quelle immagini: "Ovvero parte del contenuto delle famose ‘carte' che costituivano il fascicolo" di cui era indagato Sempio.

In questi ultimi mesi Maurizio Pappalardo era stato sentito in merito e ha sempre risposto dicendo "non ricordo". Nelle carte sorge il dubbio: che sia tra le persone che abbiano permesso ad Andrea Sempio, o almeno alla sua difesa, di entrare in possesso illegalmente, e prima del dovuto, delle consulenze di Stasi sul DNA sulle unghie di Chiara Poggi?

Al momento si sa con certezza che il 30 dicembre 2016 l'ex generale Luciano Garofano era stato già incaricato da Andrea Sempio di eseguire una consulenza in risposta a quella di Alberto Stasi. A Garofano era stata girata la consulenza di Pasquale Linarello, della difesa di Stasi, da parte dei legali di Sempio il 13 gennaio 2017. Quindi giorni prima che venisse notificato l'avviso di presentarsi in interrogatorio e quindi di far sapere ad Andrea Sempio di essere indagato.

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