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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

“Chiamano gli indagati per aiutarli in cambio di soldi”: l’intercettazione di Sempio sulla corruzione a Pavia

In una intercettazione del 2025 si sente Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, fare riferimento anche al “sistema Pavia” al centro dell’operazione anticorruzione denominata “Clean”. Cosa emerge dall’informativa dei Carabinieri.
A cura di Giorgia Venturini
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Nell'informativa dei carabinieri che per un anno e mezzo hanno indagato su Andrea Sempio con l'accusa di aver ucciso Chiara Poggi si ricostruiscono anche tutte le anomalie nelle indagini che hanno portato all'archiviazione del 2017 per Sempio. Queste anomalie hanno fatto aprire nei mesi scorsi un fascicolo in Procura di Brescia che indaga per corruzione in atti giudiziari nei confronti di Mario Venditti, l'ex pm di Pavia che chiese e ottenne nel 2017 l'archiviazione per Sempio, e il padre dell'indagato, ovvero Giuseppe Sempio. L'accusa è che il secondo avrebbe favorito, con un versamento di denaro, il magistrato per evitare il processo. Anche la Procura di Brescia sta andando verso la chiusura delle indagini.

Intanto però queste anomalie sono elencate e spiegate anche nel fascicolo della Procura di Pavia che invece indaga sul delitto di Garlasco: lo scorso 7 maggio ha depositato tutto e gli atti sono stati accessibili alle parti. Ma quali sono le anomalie del 2017 per i magistrati pavesi?

Le chiamate con la pg e gli atti ottenuti illegalmente

Stando a quanto si legge nelle carte, i sospetti dei pm arrivano già dalle intercettazioni dell'8 febbraio 2017 quando a casa di Andrea Sempio si presenta uno degli investigatori della Sezione della polizia giudiziaria, ovvero il luogotenente Giuseppe Spoto, per notificare l'atto giudiziario che informava l'amico di Marco Poggi di essere indagato. Dalle conversazioni però si capisce che quello non sarebbe stato il primo contatto di Sempio con la polizia giudiziaria, ma ne era già avvenuto uno con il luogotenente Silvio Sapone. Nelle carte si legge che "è assolutamente normale che la pg delegata stabilisca un contatto con l'indagato per concordare la notifica, ma certamente non è usuale che ve ne siano addirittura antecedenti".

Altra anomalia è che durante la notifica la polizia giudiziaria avrebbe avuto una interlocuzione con l'indagato: luogotenente e indagato sono rimasti insieme almeno un'ora e dieci minuti durante i quali ci sarebbe stata anche una chiamata tra Spoto e l'avvocato difensore Soldani nel quale quest'ultimo non chiede mai quale fosse l'accusa. Come faceva già a saperlo?

I pm pavesi spiegano che Sempio e i suoi legali già sapevano dal 17 gennaio dell'indagine a suo carico: "Già in quella data, in maniera assolutamente illecita erano entrati in possesso dell'esposto degli avvocati" difensori di Alberto Stasi che nelle loro consulenze di parte avevano riportato nero su bianco la presenza del DNA di Sempio sulle unghie di Chiara Poggi andando contro la perizia super partes del 2014 durante il processo a Stasi. Queste consulenze avviarono le indagini che durarono però solo tre mesi tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017. La difesa di Sempio ha sempre sostenuto che la notizia era già uscita sui giornali ed era già stata resa pubblica facendo intendere che gli atti stavano già girando.

Sentito nel 2025 il luogotenente Sapone ha chiarito che non aveva preparato Sempio dell'imminente notifica nel 2017. L'ora e 10 minuti con Sempio serviva a Spoto per distrarlo mentre gli altri colleghi posizionavano le "cimici" per captare le conversazioni in macchina. Tutto dovrà essere accertato in un eventuale processo.

Le intercettazioni tra la famiglia Sempio

I sospetti nascono tutti dalle intercettazioni. Quella del 9 febbraio 2017 (il giorno prima di essere interrogato) si sente Sempio dire in macchina: "Non è una cosa che risolvono…cacciando i soldi si sistema, non sono i 50 euro, parliamo di cifre molto più…". E quando si parla dell'interrogatorio del 10 febbraio in Procura a Pavia nei confronti di Sempio per i pm ci sono altre anomalie. In una conversazione in auto tra l'indagato e suo padre si sente Giuseppe Sempio dire al figlio: "Ha detto che ti chiederà le cose che sono state depositate". Poi Andrea Sempio aggiunge sempre in una intercettazione del 9 febbraio che "praticamente sti investigatori qua sono andati a ripescare telefonate di nove mesi fa che io chiamavo verso l'una di notte", facendo riferimento alle chiamate dal cellulare al fisso di casa Poggi effettuate perché prestava il telefono all'amico Marco Poggi per avvisare i genitori che stava rientrando. Ma i pm di Pavia si chiedono, come faceva a sapere cosa c'era nel fascicolo? Come faceva a sapere Giuseppe Sempio cosa avrebbero chiesto al figlio?

E ancora: "Ha detto che è importante che adesso li c'è su il nome, è importante perché se poi si deciderà di fare l'archiviazione c'è l'archiviazione con nome, è importante insomma, mentre prima c'era", diceva Giuseppe Sempio in macchina al figlio e alla moglie.

Riferendosi al post interrogatorio invece la famiglia Sempio precisa: "Ci ha fatto le domande dalla parte nostra". Mentre l'indagato avrebbe detto, riferendosi agli inquirenti, che anche loro "hanno voglia di finirla in fretta". Per loro sembra che non ci siano dubbi sull'archiviazione: "Ha detto che è importante che adesso li c'è su il nome, è importante perché se poi si deciderà di fare l'archiviazione c'è l'archiviazione con nome, è importante insomma, mentre prima c'era", diceva Giuseppe Sempio in macchina al figlio e alla moglie.

Nelle carte si legge che la famiglia Sempio verso fine febbraio 2017 sapeva anche, tramite il legale della famiglia Poggi Gian Luigi Tizzoni, che l'intenzione dei pm era quella di andare verso l'archiviazione.

Infine c'è quella intercettazione tra i due genitori dell'indagato che si sente dicano: "Adesso bisogna trovare la formula di pagare quei signori là". La difesa di Sempio ha sempre sostenuto che quei "signori là" erano riferiti a loro avvocati, nessun procuratore di Pavia.

Sempio in una intercettazione: "Chiedono soldi"

Ma tra tutte le intercettazioni nel mirino degli inquirenti c'è sicuramente quella di Andrea Sempio del 27 settembre del 2025. Eccola come è riportata nell'informativa dei carabinieri:

No, hanno sbagliato, è SPOTO che era venuto all'Iper … SAPONE era uno di quelli sul quale … inc … intercettazioni … che adesso è nell'inchiesta CLEAN, quella che stanno facendo perchè quello che hanno … inc … praticamente c'era un giro ehhh … che praticamente intercettavano, per dire, vari imprenditori cosi, eh dicevano cicio guarda che … che ne so, ti arriva la Finanza il mese prossimo … e in cambio, diciamo, di protezione .. inc … delle robe, pigliavano dei soldi. Il problema è che quello lì si occupava anche del caso Garlasco… nella questione della parte delle intercettazioni .. inc.. danno le persone da intercettare. Aveva intercettato anche noi in quel periodo. Questo SAPONE mi ha chiamato una volta perchè, a quanto mi hanno detto, c'era anche un sistema in cui loro cercavano di prendere le persone che erano sottoposte ad indagine o che … inc … se mi dai i soldi ti aiuto. Lui mi ha chiamato un giorno perchè voleva parlare con me … e mi ha detto, non so, sono il Maresciallo o il Colonnello, quello che era, e io gli ho detto detto: ma è un interrogatorio? Mi fa: no no ti dobbiamo parlare della … inc … Dato che ai tempi, tra giornalisti e robe, mi chiamavano ogni due per tre, io ľ'ho passato a SOLDANI, il mio Avvocato, e non ho più saputo niente… quando, tempo dopo, ho chiesto a Soldani, mi ha detto: è un pirla lascia perdere, va beh finita lì con SAPONE.

Che cos'è l'inchiesta Clean (ci sarà anche Clean 2 e Clean 3) coordinata dalla Procura di Brescia? Riguarda il cosiddetto "sistema Pavia": gli investigatori avrebbero svelato un intreccio di favori, corruzione e anomalie investigative che coinvolge anche magistrati. Perché Andrea Sempio parla di Clean l'anno scorso? Sarebbe vero quello che dice sul luogotenente Sapone? Anche in questo caso si aspetta la chiusura delle indagini in Procura a Brescia ed eventualmente tutto dovrà essere accertato da una sentenza.

Stando a quanto si legge nel fascicolo della Procura di Pavia, non vi sarebbero dubbi dei contatti tra Sempio e Sapone. Inoltre i pm scrivono che "sempre alla luce della grande superficialità con cui furono condotte quelle indagini del 2016, sottolineare come questi contatti – pur presenti nei tabulati in possesso degli inquirenti – non venivano mai menzionati nell'annotazione redatta il 30 gennaio 2017 dal Maresciallo Ca. Spoto Giuseppe riguardante proprio l'analisi dei tabulati telefonici". Perché non erano mai state riportate quella chiamate? Andrea Sempio nelle intercettazioni ha comunque precisato che Sapone lo aveva chiamato ma non aveva mai parlato con lui perché aveva girato subito la chiamata agli avvocati che non c'è stato un seguito.

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