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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, l’avvocato Tizzoni: “La famiglia Poggi pronta a restituire il risarcimento a Stasi, non vivono di quello”

L’avvocato che assiste la famiglia di Chiara Poggi, Gianluigi Tizzoni, ha sottolineato che i genitori della giovane uccisa a Garlasco sono pronti a restituire i soldi del risarcimento versato da Alberto Stasi qualora una sentenza sottolineasse che l’allora fidanzato di Chiara non è il colpevole del suo omicidio. “Aspetto economico non è una loro preoccupazione in questa storia”
A cura di Gabriella Mazzeo
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"Qualora Stasi fosse innocente, la famiglia Poggi è pronta a restituire il risarcimento. Per loro è prioritario l'accertamento della verità. È svilente immaginare che l'aspetto economico costituisca anche solo un remoto pensiero per la famiglia di Chiara Poggi". A parlare è l'avvocato Gianluigi Tizzoni, che segue i genitori della giovane uccisa a Garlasco nell'agosto del 2007. Per la morte di Chiara è stato condannato a 16 anni di carcere Alberto Stasi, l'allora fidanzato, per il quale però ora si prospetta una possibile revisione del processo alla luce della nuova indagine per omicidio a carico dell'amico di famiglia, Andrea Sempio.

"Oggi qualcuno vuole mettere in discussione la verità cristallizzata e nelle sedi opportune, quindi in aula, affronteremo questo tema". Secondo il legale,  i genitori di Chiara sono assolutamente disposti a restituire il risarcimento per la perdita della loro figlia qualora intervenga una sentenza che possa cambiare il quadro e le responsabilità.

"Si romanza su cifre folli, ma ai Poggi ad oggi sono arrivati circa 350/400mila euro, cifra importante e degna alla quale però vanno tolti i costi legali e dei vari consulenti. Ovviamente verranno restituiti, qualora ci fosse stato un errore. La famiglia Poggi anche oggi, in qualche modo, è costretta ad affrontare spese e disagi e lo fa serenamente perché l'aspetto economico non è prioritario. Quelle somme, poi, sono bloccate su un conto corrente dedicato". Secondo Tizzoni, infatti, la famiglia di Chiara vive con le proprie disponibilità e non usa quel denaro per le incombenze quotidiane.

Sul caso Garlasco si è aperto da poco un nuovo fronte giudiziario legato a presunti atti persecutori nei confronti della famiglia Poggi e delle cugine della vittima, le gemelle Paola e Stefania Cappa. L'inchiesta nasce dalle numerose querele per diffamazione e altri reati presentate negli ultimi mesi. Sono state recuperate circa 200 querele presentate dai genitori di Chiara Poggi e dalle gemelle Cappa.  Al vaglio della procura di Milano ci sono le attività condotte nell’ultimo anno da tutta una serie di blogger, di giornalisti e di comunicatori che, secondo questa prima ricostruzione investigativa, avrebbero diffamato i familiari della vittima, costituendo un vero e proprio atteggiamento persecutorio.

"Hanno vissuto malissimo – ha ricordato Tizzoni parlando dei familiari di Chiara – Sono stati aggrediti senza possibilità di replica come succede su queste trasmissioni su internet dove non c'è contraddittorio". Secondo il legale, è comprensibile che vi sia sconcerto tra i cittadini per l'idea che vi sia un condannato in carcere e un indagato per gli stessi fatti a piede libero.

"A mio avviso sarebbe stato meglio per tutti procedere prima all'analisi della revisione del condannato e una volta ottenuta, La procura avrebbe potuto e dovuto procedere con le nuove indagini. O viceversa quando c'è un delitto commesso da un'unica persona che è stato accertato ed è stato ulteriormente confermato anche con il rigetto di due istanze di revisione, con il procedimento alla Cedu vuol dire che quello è il colpevole".

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