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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Delitto Garlasco, la Bpa risolve il dubbio sulla cornetta del telefono: è un dettaglio cruciale per l’indagine

Nelle conclusioni finale della nuova consulenza sul delitto di Garlasco, la valutazione circa la posizione della cornetta del telefono viene citata come uno dei risultati più importanti per la ricostruzione dell’aggressione a Chiara Poggi.
A cura di Ida Artiaco
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Tra i tanti elementi che la nuova perizia sul delitto di Garlasco ha cercato di analizzare 18 anni dopo la morte di Chiara Poggi, alla luce delle nuove tecnologie a disposizione, c'è di certo un oggetto la cui importanza non è di poco conto: si tratta del telefono appoggiato su un apposito mobiletto nel salone della villetta di via Pascoli, dove – secondo quanto ricostruito dall'ultima Bpa realizzata dal Ris di Cagliari – la vittima sarebbe stata ulteriormente colpita dal suo assassino (per la Procura di Pavia sarebbe Andrea Sempio) dopo un primo attacco avvenuto in prossimità dell'ingresso e del salone.

Il telefono in questione, un modello Sirio 187 Basic e posto in salotto in prossimità della porta di accesso al disimpegno della zona di accesso alla cantina, è uno degli snodi centrali della consulenza tecnica sulla Bloodstain Pattern Analysis, ovvero l'analisi della forma e della distribuzione delle tracce di sangue, redatta dal colonnello Andrea Berti. Si ricordi che per realizzarla, i periti hanno utilizzato tecnologie avanzate, come laser scanner 3D e droni, per fondere le fotografie risalenti al 2007, quindi all'epoca del delitto, con i rilievi attuali, effettuati nei mesi scorsi, creando un "Modello 3D ibrido" della scena del crimine.

In particolare, i periti sono riusciti a isolare una traccia ematica situata al margine sinistro della cornetta, in basso, che fu repertata dai Ris di Parma nel 2007 e che mostrerebbe una "continuità dinamica" con un'altra macchia sottostante, presente sulla base d'appoggio. Nella ricostruzione del delitto, questa traccia viene utilizzata per dimostrare che al momento dell'aggressione – cioè quando quella goccia di sangue è stata dispersa – la cornetta era posizionata sulla base del telefono "inequivocabilmente".

La cornetta, dunque, non è caduta, ma è sempre rimasta al suo posto. Nelle conclusioni finale della consulenza, la valutazione circa la posizione della cornetta viene citata come uno dei risultati più importanti ottenuti grazie all'impiego delle nuove tecnologie. È stato possibile in questo modo "cristallizzare" lo stato della scena del crimine in un momento ben preciso dell'aggressione a Chiara Poggi. Il fatto che la cornetta del telefono sia sempre rimasta appoggiata alla sua base ha permesso di fatto di escludere scenari alternativi per quella fase. La violenza si sarebbe consumata senza che il telefono venisse fatto cadere a causa di una colluttazione, o dopo che sia stato utilizzato da qualcuno.

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