Garlasco, cosa c’è di nuovo nella Bpa del Ris di Cagliari: Chiara Poggi fatta scivolare dal killer sulle scale

Nel nuovo filone di indagini sul delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto del 2007, e che oggi vede indagato Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi, un elemento importante è la cosiddetta Bpa (Bloodstain Pattern Analysis), ovvero l'analisi della forma e della distruzione delle tracce di sangue, in questo caso sulla scena del delitto di Chiara Poggi, redatta dal colonnello Andrea Berti nel settembre del 2025. Si è ricostruita in questo modo l'intera dinamica dell'omicidio.
Per farlo, i periti hanno utilizzato tecnologie avanzate, come laser scanner 3D e droni, per fondere le fotografie risalenti al 2007, quindi all'epoca della morte di Chiara Poggi, con i rilievi attuali, effettuati nei mesi scorsi, creando un "Modello 3D ibrido" della scena del crimine.
Cosa è emerso? La parte iniziale dell'attacco alla 26enne, che si trovava nella villa di famiglia in via Pascoli mentre i genitori e il fratello Marco erano in vacanza in Trentino, sarebbe avvenuta – secondo la nuova ricostruzione – al piano terra dello stabile, in prossimità dell'ingresso e del salotto, con una violenza che viene descritta "crescente". Chiara Poggi avrebbe aperto la porta al suo aggressore, dato che l'allarme era disattivato e non sono stati rilevati segni di colluttazione.
La vittima, a quel punto, avrebbe cercato di fuggire verso la parte esterna ma viene colpita, cadendo in posizione prona sul pavimento (come testimoniato dalla tracce ematiche), vicino alla porta che porta alla cantina, dove si è formata una grossa pozza di sangue. Le tracce indicherebbero che a quel punto la ragazza sarebbe stata trascinata e colpita di nuovo violentemente mentre si trovava vicino al mobiletto del telefono di casa. In particolare, la nuova analisi basata sullo studio delle traiettorie di volo delle gocce ematiche mostrerebbe che al momento dei colpi la cornetta del telefono era "in maniera inequivocabile" regolarmente appoggiata sulla sua base.
Infine, il corpo di Chiara sarebbe scivolato verso le scale che portano alla cantina, o sarebbe stato spinto, come dimostrano le tracce di di strisciamento parallele lungo i primi gradino e da un accumulo di sangue che indica la "direzionalità del movimento in discesa". Arrivata al quarto gradino, la vittima sarebbe stata nuovamente colpita, generando grossi schizzi di sangue sulle pareti. A quel punto, il killer sarebbe risalito al piano terra e sarebbe fuggito passando per disimpegno, bagno, salotto e cucina, lasciando una serie di impronte insanguinate di scarpe "a pallini".
Oltre a riscrivere la dinamica dell'omicidio di Garlasco, la Bpa evidenzia anche la famosa impronta 33, che secondo la Procura di Pavia apparterrebbe ad Andrea Sempio, si troverebbe a esattamente 1,40 metri di altezza dalla base dello scalino, posizione considerata compatibile con il movimento naturale di appoggio dell'aggressore mentre scendeva le scale verso la vittima. Anche rispetto all'arma del delitto, mai trovata, la Bpa darebbe qualche dettaglio in più: le caratteristiche delle ferite e la proiezione degli schizzi di sangue confermerebbero che il killer ha usato uno "strumento pesante vibrato con notevole forza e dotato di spigoli netti".