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Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, aperto nuovo fascicolo per atti persecutori nei confronti dei Poggi e Cappa: presentate 200 querele

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per atti persecutori nei confronti della famiglia Poggi e delle gemelle Cappa, le cugine di Chiara Poggi. Hanno presentato 200 querele di diffamazione nei confronti di blogger e giornalisti.
A cura di Giorgia Venturini
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Spetta ai giudici della Corte di Cassazione decidere se riaprire il giallo di Garlasco o assolvere in via definitiva Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007. Lui, unico imputato, non sarà presente.
Chiara Poggi.
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Nuovo fascicolo nella Procura di Milano legato al caso Garlasco. Il Pm Antonio Panza ha aperto un fascicolo per atti persecutori nei confronti della famiglia Poggi e delle gemelle Cappa, le cugine di Chiara Poggi. Al centro della nuova inchiesta ci sono le querele per diffamazione e altri reati raccolte negli ultimi mesi.
Lo ha reso noto per primo Gianluigi Nuzzi nel corso della puntata odierna di ‘Dentro la notizia' su Canale 5. Durante la trasmissione il conduttore ha precisato che "al vaglio della procura di Milano ci sono le attività condotte nell'ultimo anno da tutta una serie di blogger, di giornalisti e di comunicatori che, secondo questa prima ricostruzione investigativa, avrebbero reiteratamente diffamato tutta una serie di soggetti andando a compiere veri e propri atti persecutori".

Dalle prime informazioni le querele dovrebbero essere circa 200 per diffamazione, divise quasi equamente tra i genitori di Chiara e le sorelle Cappa. L'accusa resta di atti persecutori.

Il nome delle sorelle Cappa era uscito lo scorso 14 maggio quando i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno ispezionato con i vigili del fuoco un canale di Tromello, paese a pochi chilometri da Garlasco, dopo che un testimone (già sentito dai carabinieri) aveva riferito quanto gli era stato confessato i giorni dopo il delitto da una signora che nel tempo è deceduta. La donna abitava vicino al canale ed era vicina di casa della nonna di Chiara Poggi e delle Cappa: avrebbe raccontato che il giorno del delitto nella villetta di Garlasco sarebbe stata vista una della due cugine della vittima entrare nella casa della parente (che però da tempo non abitava più lì) e gettare qualcosa in quel torrente. Per questo i carabinieri e i vigili del fuoco si sono messi a ispezionarlo ma non hanno trovato nulla riconducibile all'indagini sul delitto di Chiara Poggi.

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