Da Sempio a Marco Poggi, le risposte di Stasi ai pm: “Il fratello di Chiara mi chiese dei video intimi”

Anche Alberto Stasi, l'unico condannato per il delitto di Chiara Poggi, è stato sentito come persona informata sui fatti in questo filone di indagini su Andrea Sempio da parte della Procura di Pavia. Ora le indagini si sono chiuse e si procederà tra pochi giorni con la richiesta di rinvio a giudizio o di una archiviazione. Intanto adesso tutte le parti coinvolte sono al lavoro per studiare il fascicolo depositato dal procuratore Napoleone lo scorso 7 maggio. Negli atti è contenuto anche il dialogo tra Alberto Stasi e gli inquirenti avvenuto il 20 maggio del 2025.
I pm gli hanno fatto domande anche in merito ad Andrea Sempio dal momento che per la Procura di Pavia sarebbe stato lui a uccidere Chiara Poggi dopo aver tentato e avuto dalla ragazza un rifiuto a un approccio sessuale. Si sarebbe invaghito della sorella del suo amico dopo aver visto un video intimo tra lei e il fidanzato.
Stasi ha precisato di non aver mai sentito parlare di Sempio: "Ho saputo di Sempio quando ho letto le sit messe a disposizione della Procura di Vigevano che quello avevo conservato lo scontrino, ma prima di allora non sapevo neanche che esistesse". Facendo riferimento a quando Andrea Sempio, insieme agli altri amici di Marco Poggi, era stato sentito dagli investigatori nel 2008 e l'attuale indagato in quella occasione aveva consegnato lo scontrino del parcheggio di Vigevano come prova che quella mattina lui era andato lì per comprare un libro, ma la libreria era stata trovata chiusa. Per anni quel biglietto è stato attribuito a un possibile alibi per Sempio ma gli inquirenti pavesi nelle ultime carte hanno ribadito che "lo scontrino non fornisce elementi che lo possano ricondurre alla vettura della famiglia Sempio".
Alberto Stasi ha anche spiegato che la fidanzata non le ha mai riferito avances da parte di Andrea Sempio. Gli avrebbe parlato però di "un collega di lavoro che le offriva il caffè, ipotizzava chi facesse un po' il piacione, era questo il senso del suo dire".
I pm entrano anche nel merito dei video intimi chiedendo al condannato se lui è al corrente che questi video siano circolati o meno: "Che io sappia no, anche a distanza di tempo". Poi in merito a Marco Poggi precisa: "Mi chiese se c'erano dei video sessuali, non ricordo bene il giorno, sicuramente è accaduto prima del mio fermo. (…) li avevo fatti con la mia fotocamera, in quella circostanza io li stavo inviando a lei, prima la connessione era lenta e forse stavano ancora trasitando, Poggi me lo chiese come conferma, non mi disse di aver visto".
Infine gli inquirenti si sono soffermati sulle gemelle Cappa. Stasi ha precisato che la fidanzata frequentava di più Stefania e che Paola si trovava in ospedale per un problema alla gamba. E poi aggiunge: "Chiara ha avuto una educazione più tradizionale, per lei non era concepibile la lite in ospedale, non voleva che la cugina mi frequentasse perché avrebbe potuto provarci solo per il gusto di provarci". Dopo l'omicidio dice di aver incontrato solo una volta le Cappa: "Ho avuto un incontro in caserma che credo sia stato organizzato e dopo diversi anni un incontro casuale mi fece l'in bocca a lupo, io sono stato sbrigativo".
A distanza di 19 anni poi Stasi svela un particolare su Chiara Poggi: "C'era un braccialetto alla caviglia che non avevo mai visto, le ho chiesto da dove arrivasse, lei non mi diede una spiegazione, mi disse che le piaceva e aveva voluto rimetterlo, è la differenza che ho notato al ritorno, mi sembrava che a Londra non lo avesse, al momento non ho dato importanza oggi ci ripenso".