Garlasco, l’ex pm Venditti dopo l’archiviazione: “Indagini partite con leggerezza. Quel biglietto era uno scarabocchio”
"Me ne hanno dette di tutti i colori. Quello che ho subito è inenarrabile". È il primo sfogo pubblico di Mario Venditti dopo l'archiviazione dell'inchiesta per corruzione a suo carico. L'ex procuratore aggiunto di Pavia, intervenuto nella puntata di stasera, venerdì 18 settembre, a Quarto Grado, ha parlato delle conseguenze dell'indagine e ha contestato il modo in cui, a suo dire, sono stati avviati gli accertamenti nei suoi confronti.
"Ho subito accuse infamanti nei miei confronti", ha detto Venditti, sostenendo che le indagini siano partite "con approssimazione e leggerezza". Il riferimento è anche al documento manoscritto trovato nella casa della famiglia Sempio, quello sul quale compariva la frase "Venditti Gip archivia per 20, 30" e che aveva contribuito a far ipotizzare un possibile accordo corruttivo legato all'archiviazione di Andrea Sempio nel 2017.
Proprio su quel documento Venditti ha contestato il metodo seguito dagli investigatori. "Contesto ai miei colleghi di Pavia quel famoso appunto che per me era un semplice scarabocchio", ha spiegato. E ha aggiunto: "Se trovi un documento del genere è chiedere a quella persona dove l'hai trovato, farti spiegare cosa significa, l'interpretazione, cosa significa".
Secondo l'ex magistrato, invece, quel documento sarebbe stato acquisito e trasmesso alla Procura di Brescia senza che lui venisse prima interpellato. "Acquisiscono questo documento e senza svolgere approfondimenti lo trasmettono al tribunale di Brescia senza interpellarmi", ha affermato Venditti, ricostruendo così la sua versione dell'origine dell'indagine che lo ha coinvolto.
Il Gip di Brescia ha accolto la richiesta della Procura di archiviare la posizione dell'ex procuratore aggiunto di Pavia. Non sarebbe emerso alcun elemento tale da dimostrare un accordo corruttivo tra Venditti e la famiglia Sempio, né un passaggio di denaro legato all'archiviazione dell'indagine su Andrea Sempio nel 2017.
L'archiviazione di Venditti non riguarda invece l'attuale posizione di Andrea Sempio, che resta indagato a Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi. Separatamente, resta in piedi l'ipotesi di corruzione nei confronti di altre persone: tra queste c'è Giuseppe Sempio, padre di Andrea, che resta indagato come presunto corruttore. Gli atti del filone sulla presunta corruzione sono stati trasferiti alla Procura di Pavia, che dovrà ora proseguire gli accertamenti su eventuali altre responsabilità.
"La posizione di Sempio andrebbe archiviata in 21 secondi"
Nel corso dell'intervista Venditti è tornato anche su una delle sue dichiarazioni più discusse, quella relativa alla rapidità con cui aveva deciso di chiedere l'archiviazione della posizione di Andrea Sempio. In passato aveva detto che la posizione di Sempio "andrebbe archiviata in 21 secondi".
Il riferimento è alla seconda indagine su Sempio, quella avviata nel 2020 sulla base di una nuova informativa dei carabinieri di Milano e poi archiviata dal gip. Parlando di quel procedimento, Venditti aveva spiegato di aver deciso di chiedere l'archiviazione in tempi rapidissimi. "Lei dice 21 giorni. Io avevo deciso in 21 secondi", aveva detto.
A distanza di anni, però, Venditti ha precisato di preferire una posizione più prudente quando gli viene chiesto se consideri Sempio innocente o colpevole: "Ora a distanza di anni preferisco non rispondere alla domanda sul fatto che Sempio sia innocente o colpevole".
L'archiviazione dell'indagine nei confronti di Venditti chiude dunque il procedimento che lo riguardava, ma non esaurisce il filone sulla presunta corruzione. Gli atti sono ora a Pavia, mentre resta aperta l'indagine sull'oria-dallomicidio-di-chiara-poggi-alla-condanna-di-alberto-stasi/ che vede Andrea Sempio ancora indagato.