Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, la difesa di Sempio oggi a Roma per l’ultimo confronto: entro due settimane i pm decideranno sul processo

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Andrea Sempio nel 2025
Oggi lunedì 14 settembre la difesa di Andrea Sempio, l’attuale indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, si è riunita a Roma per un’ultima riunione tra avvocati e consulenti: entro il 28 settembre la Procura di Pavia deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione.

Oggi lunedì 14 settembre la difesa di Andrea Sempio, l'attuale indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, si è riunita a Roma per un'ultima riunione tra avvocati e consulenti prima che la Procura di Pavia si esprima su un eventuale processo. Entro il 28 settembre i procuratori dovranno fare richiesta al giudice per le indagini preliminari di un rinvio a giudizio o archiviazione del fascicolo aperto un anno e mezzo fa sul delitto di Garlasco e che vede per la terza volta indagato l'amico di Marco Poggi. Non è quindi che la volata finale prima di parlare di un eventuale processo. Se la Procura di Pavia decidesse per l'archiviazione poi il gip avrà a disposizione altro tempo per decidere se accettare o rifiutare. Ma su cosa si è concentrata l'ultima riunione della difesa Sempio?

Stando a quanto riferito a Fanpage.it, è l'occasione per confrontarsi tra avvocati e consulenti sull’esito delle ultimissime ricerche. Ufficialmente le indagini si sono concluse lo scorso 7 maggio e i legali delle parti coinvolte hanno potuto accedere al fascicolo. La difesa Sempio ha avuto – come prevede il Codice di procedura penale – a disposizione 20 giorni per depositare le proprie consulenze. E così è stato: i consulenti hanno lavorato sul DNA presente sulle unghie di Chiara Poggi, sulla traccia 33 (ovvero su parte di impronta di mano destra sulla parete destra delle scale su cui è stato trovato il cadavere della vittima e che solo quest'anno la Procura di Pavia ha attribuito all'indagato), sulla ricostruzione della dinamica dell'omicidio con la consulenza di un medico legale e una analisi sull'impronta di scarpe marca Frau numero 42. Anzi, soprattutto su questa ultima consulenza: anche se già depositata, la difesa Sempio è andata avanti con gli accertamenti del caso. Perché è così importante questa impronta di scarpa per la difesa dell'attuale indagato?

Questa impronta era stata attribuita ad Alberto Stasi dai giudici della Corte d'Assise d'Appello che lo hanno condannato. Ora la Procura di Pavia ha fatto tutte le sue consulenze in merito, affidate alla professoressa Cristina Cattaneo: secondo quanto sostenuto dagli inquirenti quell'impronta – che è stata trovata sulla scena del crimine e quindi attribuita all'assassino – potrebbe essere compatibile con il piede dell'attuale indagato.  

Andrea Sempio invece ha sempre sostenuto di calzare scarpe numero 44 e quindi nulla a che vedere con quella particolare traccia. Nella consulenza della sua difesa è emerso che soprattutto "la larghezza del piede dell'indagato è fisicamente impossibile da contenere in una scarpa la cui suola e la cui dima interna sono progettate per ospitare piante dei piedi di larghezza significativamente inferiore, pari a un massimo di 9,2 centimetri".

Gli investigatori nel fascicolo hanno anche precisato che "in relazione ad Andrea Sempio non sono conosciute le calzature che aveva nelle disponibilità al 13 agosto del 2007 e tantomeno la taglia utilizzata all’epoca". In un eventuale processo la difesa Sempio potrebbe puntare sul fatto che il piede di Andrea Sempio non è compatibile con quella impronta per eliminarlo dalla scena del crimine.

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