Garlasco, parla la mamma di Chiara Poggi: “Nella sua stanza è tutto invariato, per mesi ho apparecchiato per 4”
Nella camera di Chiara Poggi, è rimasto tutto fermo a qualche giorno prima del 13 agosto 2007, quando la giovane fu uccisa nella sua villetta di Garlasco. Per il delitto fu condannato l’allora fidanzato Alberto Stasi, ma oggi l’indagine è nuovamente sul tavolo della Procura e ha al centro come nuovo sospettato l’amico di infanzia di Marco Poggi, Andrea Sempio.
Il nuovo ramo dell’inchiesta ha gettato nuovamente sotto i riflettori la famiglia Poggi, che suo malgrado ha cercato di restare ai margini e di mantenere al centro del racconto proprio Chiara.
Dopo il delitto, per otto mesi la famiglia Poggi è rimasta fuori casa. Durante il convegno “Il tempo delle donne”, Rita Preda ha raccontato di essersi resa conto che la figlia non sarebbe tornata solo quando, al suo rientro nella villetta di Garlasco dopo il lungo sequestro, ha visto i pantaloni che avrebbe dovuto portare ad accorciare.
“Ci siamo resi conto della mancanza di Chiara in quel momento. Avevamo deciso di posticipare la modifica di quei pantaloni alla fine delle vacanze estive. Mi ricordo di aver fatto un giro per casa e di aver visto i suoi vestiti. Nella sua stanza c’era ancora tutto come adesso. Ho guardato gli altri locali e mi sono resa conto che non sarebbe tornata più”.
“Per otto mesi siamo stati in un’altra casa”, ha precisato Preda. “Era la casa dei miei genitori, quindi non mi dava nessun problema, però non era quella dove avevamo vissuto noi quattro come famiglia. Volevamo tornare nella nostra villetta, perché solo da lì potevamo ricominciare veramente a vivere”.
Per lungo tempo, ha raccontato Preda, in casa la tavola è stata apparecchiata per quattro persone. “Anche i rumori provenienti dall’esterno agiscono come inneschi per la memoria. La sera sento il rumore dell’autobus e il pensiero si attiva in modo involontario. Lo sento frenare e penso q quando si fermava qui, a quando Chiara tornava a casa”.
A complicare l’elaborazione del lutto, poi, c’è stata l’attenzione dei media, ora rinnovata con le nuove indagini sul caso. Per evitare i giornalisti, la donna ha dovuto modificare le proprie abitudini. “Ti senti privata della tua libertà”