Diciannove anni fa il delitto di Garlasco: i dubbi che restano e le novità (vere) dell’ultima inchiesta su Sempio
Sono passati 19 anni dal 13 agosto 2007 quando Chiara Poggi venne uccisa nella sua casa di Garlasco e gettata dalle scale interne che portano in cantina.
Secondo la sentenza in via definitiva a commettere il terribile delitto è stato il suo fidanzato Alberto Stasi, che da giugno è uscito dal carcere e in affidamento in prova ai servizi sociali. All'inizio del 2025 però la Procura di Pavia è tornata a fare tutti gli accertamenti sul caso e a indagare per la terza volta Andrea Sempio, l'amico del fratello della vittima. Questo anno e mezzo è stato caratterizzato da consulenze e contro-consulenze, da un incidente probatorio e incontri tra pm e persone informati dei fatti, fino ai due tentativi di interrogare (senza successo) l'indagato. Ma sono stati anche mesi di cambi di avvocati, sopralluoghi e sequestri da parte dei carabinieri. Alla fine gli inquirenti hanno cambiato il nome dell'assassino: per i pm di Pavia a uccidere Chiara Poggi è stato Andrea Sempio dopo che la vittima gli avrebbe negato un approccio sessuale.
Si attende ora che la Procura chieda al gip un rinvio a giudizio (difficilmente si andrà verso l'archiviazione) e inizierà un processo. Sia chiaro però, al momento abbiamo un condannato in via definitiva (Alberto Stasi) e un indagato (Andrea Sempio). Per confermare l'ipotesi dei pm ci vogliono le sentenze dei giudici: una di assoluzione per Stasi in un eventuale processo di revisione e una di condanna per Sempio. Intanto però quali sono i dubbi che restano sul caso e quali le vere novità delle ultime indagini della Procura di Pavia?
I dubbi che restano sul delitto di Garlasco
C'è una cosa che bisogna precisare fin da subito quando si parla del delitto di Garlasco: le difese, di eventuali condannati e indagati, si potrebbero appellare al "ragionevole dubbio". Perché si parla spesso di tante ipotesi e poche certezze. Per i giudici della corte d'Assise d'Appello di Milano in ogni caso su Alberto Stasi non ci sarebbero dubbi: è stato lui a uccidere Chiara Poggi. Dubbi che però hanno avuto i giudici di primo e di secondo grado che sono arrivati a sentenza di assoluzione nel processo nei confronti del fidanzato della vittima.
In questo delitto però mancheranno sempre tre elementi fondamentali per sciogliere qualsiasi mistero. Il primo: inquirenti e investigatori del delitto di Garlasco non troveranno mai l'arma del delitto. In 19 anni non è mai stato trovato, e molto probabilmente non lo si troverà mai, l'oggetto con cui è stata uccisa Chiara Poggi. Il medico legale ha dato per certo che le ferite riportate sulla testa della vittima sono compatibili con i colpi di un martello, che è anche l'unico oggetto che i genitori di Chiara Poggi hanno detto mancare da casa loro successivamente al delitto.
Secondo: il movente è sconosciuto. Sono solo ipotesi quelle formulate dai magistrati, sia da quelli che hanno condannato Alberto Stasi che da quelli che hanno indagato Andrea Sempio. I giudici della Corte d'Assise d'Appello di Milano nelle loro motivazioni di condanna hanno usato il termine "sconosciuto" ipotizzando però che tra la coppia la sera prima dell'omicidio sarebbe nato un litigio per il materiale pornografico che Stasi avrebbe conservato nel suo pc e che Chiara Poggi avrebbe scoperto. Lite che sarebbe continuata anche la mattina successiva. Così come i recenti investigatori hanno ipotizzato che Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi dopo il rifiuto a un approccio sessuale da parte della ragazza.
Terzo: non ci sarà mai una confessione. Neanche se, parlando per ipotesi assurde, il killer sia una terza persona. Ad oggi a nessuno conviene parlare, perché i dubbi basterebbero per giocarsi una sentenza di assoluzione in un eventuale processo. Certo dunque è che c'è qualcuno o che mente o che sta in silenzio.
Le vere novità sulle ultime indagini sul delitto di Garlasco
La Procura di Pavia da inizio 2025 al 7 maggio 2026 (e oltre) ha indagato sul delitto di Garlasco commissionando accertamenti, sopralluoghi e consulenze. E partecipando, come le altre parti, all'incidente probatorio sulla spazzatura trovata nella villetta di Garlasco il giorno dell'omicidio e sul DNA presente sulle unghie di Chiara Poggi. Ma quali sono le vere novità di questo anno e mezzo?
Primo: la perita super partes Denise Albani ha scritto per la prima volta il nome di Andrea Sempio di fianco alla traccia di un cromosoma Y trovato sulle unghie di Chiara Poggi. Nel suo incidente probatorio si è soffermata sui dati ottenuti dalla perizia super partes eseguita dal professor Francesco De Stefano sulle unghie di Chiara Poggi nel 2014, durante il processo ad Alberto Stasi. Le unghie in quelle analisi vennero consumate tutte. Per De Stefano il materiale non era abbastanza pulito e sufficiente per dare un nome e cognome. La perita Albani fa il nome di Sempio ma allo stesso tempo spiega che non c'è rigore scientifico per capire se il contatto tra l'indagato e Chiara Poggi sia avvenuto in modo diretto o per contaminazione avendo, per esempio, preso a distanza di pochi giorni lo stesso oggetto in mano. Così come è impossibile chiarire quando è avvenuto questo contatto o questa contaminazione.
Secondo: le intercettazioni ambientali di questo anno e mezzo sulla macchina di Andrea Sempio hanno svelato soprattutto un soliloquio che l'indagato dovrà chiarire in un eventuale processo davanti al giudice. Primo tra tutti quello in cui si sentirebbe: "Lei ha detto: "non ci voglio parlare con te" (imitando una voce femminile)… e era tipo… e io gli ho detto "riusciamo a vederti" (riferendosi alla propria risposta, ndr) – "inc…" (imitando voce femminile) e lei mi ha messo giù … e ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la dura (o simile) (ride, ndr) … ma io non l'ho mai vista in questo modo… e da un lato l'interesse non era reciproco inc… cazzo [pausa] … inc… lei dice… lei dice "non l'ho più trovato" il video … (con tono di voce basso, n.d.u.) inc… tutto sbagliato..anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare, inc…… perché Chiara non inc… con quel video… e io ce l'ho… (voce troppo bassa, ndr) … (al 23:40) dentro la penna… va bene… inc… un cazzo". Da qui l'ipotesi degli investigatori che Sempio si sarebbe invaghito di Chiara Poggi dopo aver visto un video intimo tra lei e il suo fidanzato Stasi. Secondo la difesa dell'indagato, con quel monologo stava commentando un podcast su Garlasco che aveva sentito poco prima.
Terzo: al centro di un eventuale processo ci sarà sicuramente la traccia 33. Ovvero quella traccia di parte della mano destra trovata sulla parete destra delle scale interne della villetta di Garlasco dove è stato trovato il cadavere di Chiara Poggi. Dopo 18 anni il 20 maggio del 2025 la Procura di Pavia ha attribuito quella impronta ad Andrea Sempio. I carabinieri nella loro informativa parlano di una impronta "bagnata" ma non è certo quindi se è insanguinata o no. Allora stesso tempo i militari associano quella impronta a un'altra di scarpa – questa volta insanguinata – sul gradino zero delle scale: per gli investigatori Sempio si sarebbe appoggiato per controllare un'ultima volta il cadavere dall'alto. Così come a insospettire i pm sarebbe quello schizzo di sangue sotto la traccia 33.
Il resto è tutto un contorno, come lo è lo scontrino del parcheggio di Vigevano. Non si potrà mai accertare se lo ha fatto Sempio o la madre perché sullo scontrino non è specificata la macchina e soprattutto chi la guidava. Ora tutte le prove dovranno essere costruite in un eventuale processo.
Le parole della mamma di Chiara Poggi: "Vogliamo stare in silenzio"
Purtroppo da marzo 2025 si è anche detto di tutto su Chiara Poggi e sulla sua famiglia. C'è chi si è permesso di mettere nella testa della vittima pensieri, sensazioni e sentimenti parlando in dirette tv, nei teatri o su YouTube. Nessuno che ha parlato conosceva Chiara Poggi e solo lei poteva sapere i suoi pensieri. Eppure spesso in questo anno e mezzo si è superato il limite su di lei e sulla sua famiglia.
Questa settimana la mamma Rita ha tenuto a sottolineare ancora una volta che hanno bisogno di rispetto e di silenzio: "Oggi vogliamo stare raccolti tra di noi come abbiamo fatto sempre". In questi mesi l'attenzione è stata su un'unica domanda: è stato Alberto Stasi o Andrea Sempio? Ricordiamoci però che 19 anni fa è morta una ragazza, 19 anni fa è morta Chiara Poggi.