Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, cosa si sa sull’incontro tra il generale Garofano e i pm: i dubbi sulle analisi sulla bici di Stasi

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L'ex generale del Ris di Parma Luciano Garofano all'interno la villetta di Garlasco i giorni successivi il delitto di Chiara Poggi
Ieri 25 settembre gli ufficiali del Ris, che nel 2007 lavorarono sul delitto di Garlasco, sono stati sentiti dalla Procura di Pavia alla vigilia della chiusura indagini su Andrea Sempio. Dalle prime indiscrezioni, i magistrati avrebbero chiesto chiarimenti sulle analisi sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi.

Ha deciso di non rilasciare dichiarazioni l'ex generale Luciano Garofano, sentito ieri 25 settembre in Procura a Pavia alla vigilia della chiusura delle indagini su Andrea Sempio. Prima di consegnare l'avviso di conclusione indagini alla difesa, i magistrati – che dall'inizio del 2025 indagano per la terza volta l'amico di Marco Poggi – hanno deciso di ascoltare i carabinieri del Ris di Parma che nel 2007 entrarono nella villetta di Garlasco nelle ore successive il ritrovamento del corpo di Chiara Poggi. Nei mesi successivi il Ris aveva eseguito tutti gli accertamenti scientifici sotto la guida dell'ufficiale Garofano: i primi risultati avevano portato ai sospetti su Alberto Stasi, l'unico condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi. Ora la domanda è: su che cosa si sono concentrati dunque gli ultimissimi incontri in Procura tra il generale Garofano, gli altri ex appartenenti del Ris e gli inquirenti? I magistrati sono a caccia di qualche errore fatto nel 2007?

Dalle prime indiscrezioni non si sarebbe parlato della traccia 33, ovvero quella impronta parziale di mano destra sulla parete destra delle scale interne dove è stato trovato il cadavere di Chiara Poggi. Nel 2007 quella impronta venne notata, venne preso l'intonaco e analizzato completamente, ma non emersero elementi utili alle indagini. Il 20 maggio 2025 – quindi 18 anni dopo il delitto – la Procura di Pavia ha associato quella traccia all'attuale indagato Marco Poggi. A riguardo in questi ultimi mesi erano già stati sentiti gli ufficiali del Ris dei carabinieri in servizio a Parma nel 2007: avevano riferito che notarono quella traccia perché sembrava "bagnata" e in una posizione particolare, ma le analisi fatte non diedero elementi utili. Va precisato però che tutto l'intonaco dell'impronta 33 venne consumato nelle analisi di 18 anni fa, ora gli accertamenti quindi si sono basati su vecchi dati e sulle foto. Resta ancora da rispondere alla domanda principale: c'è sangue su quell'impronta?

Insomma, resta il fatto che il Ris era già stato sentito su questa traccia quindi non sarebbero ritornati a parlarne di nuovo ieri 25 settembre. Di cosa hanno parlato dunque? Sempre dalle prime indiscrezioni, l'oggetto del colloquio potrebbero essere stati i pedali della bici di Alberto Stasi su cui è stato trovato il materiale genetico di Chiara Poggi che poteva essere attribuito a sangue o a sudore. Per i giudici della Corte d'Appello bis di Milano questo è stato uno degli elementi chiave per condannare Alberto Stasi. Questo perché nelle scanalature dei pedali della bicicletta bordeaux modello "Umberto Dei" è stata riscontrata la presenza di DNA riconducibile alla vittima. Per i giudici, dopo aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi, Stasi è risalito sulla bicicletta con le scarpe imbrattate di sangue. Ma c'è di più: Alberto Stasi avrebbe sostituito i pedali della bicicletta per nascondere tracce ematiche più evidenti e depistare le indagini. Che ci siano dubbi sugli esami eseguiti dal Ris su quel materiale genetico? Che ci siano dubbi sui pedali della bicicletta di Stasi?

Se venisse confermato che il colloquio di ieri si sia concentrato su una delle prove su cui si è basata la condanna di Alberto Stasi, i magistrati dovrebbero spiegarne il motivo perché la Procura di Pavia si sta occupando delle accusa su Andrea Sempio e non su una possibile revisione del processo ad Alberto Stasi. Questa spetterebbe alla Procura generale di Milano o alla difesa del condannato: solo loro possono presentare richiesta di revisione per Stasi al Tribunale di Brescia e la possono fare solo se presentassero elementi nuovi in grado di scagionarlo. Come smontare la prova sui pedali appunto. Perché quindi se ne dovrebbe occupare la Procura di Pavia?

È necessario chiarire subito un punto però: un caso simile in Italia non si è mai verificato. Non è mai successo che un indagato rischiasse il processo per un reato per cui c'è già un condannato in via definitiva. Se la Procura di Pavia chiedesse il rinvio a giudizio per Andrea Sempio, molto probabilmente successivamente il giudice per l'udienza preliminare non potrà mandarlo alla fase dibattimentale. A meno che non ci sia già stato un processo di revisione per Stasi e una sentenza di non colpevolezza. Ecco perché, anche se non è di sua competenza, che la Procura di Pavia potrebbe essere interessata anche alle prove su cui è stato condannato Alberto Stasi. Intanto cosa succederà nelle prossime ore? Si aspetta la seconda chiusura indagini di questi mesi per Andrea Sempio.

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