Omicidio Chiara Poggi: il delitto di Garlasco

Garlasco, l’ex pm Venditti non favorì Sempio nel 2017: archiviata l’accusa di corruzione

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È stata archiviata la posizione dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, accusato di aver incassato denaro per favorire l’archiviazione di Andrea Sempio nell’inchiesta del 2017 sul delitto di Garlasco. Giuseppe Sempio resta indagato.

Viene archiviata l’inchiesta su Mario Venditti, ex pm che negli anni ha lavorato al delitto di Garlasco. Si chiude così uno dei filoni giudiziari di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi: il Gip del tribunale di Brescia ha infatti accolto la richiesta della Procura di archiviare la posizione dell'ex procuratore aggiunto di Pavia. La notizia dell’archiviazione è stata confermata all’Ansa da fonti di palazzo di giustizia. "L'ipotesi di reato resta intatta, ma riguarda altre persone", è quanto riferiscono le fonti e per questo motivo gli atti saranno trasferiti a Pavia.

L’ex pm Mario Venditti era accusato di aver favorito l’archiviazione di Andrea Sempio nel 2017 incassando denaro durante l’inchiesta del 2017 sull'omicidio di Chiara Poggi. Andrea Sempio, che attualmente è indagato di nuovo con l’accusa di aver ucciso Chiara Poggi a Garlasco, come è noto già in passato era finito sotto indagine ma quelle inchieste si erano chiuse con l’archiviazione e non era mai arrivato a processo.

Ma non sarebbe dunque emerso alcun elemento tale da avvalorare l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari nei confronti dell'ex pm di Pavia. Il padre di Andrea Sempio, Giuseppe, resta indagato: secondo la ricostruzione degli inquirenti, anche dopo l'archiviazione dell'ex procuratore aggiunto di Pavia il padre di Sempio resta inquadrato come il presunto corruttore.

“Venditti GIP archivia per 20, 30″, era quanto si leggeva su un biglietto trovato a casa Sempio che aveva fatto ipotizzare l'ipotesi di corruzione. Nel dettaglio, l'ipotesi era che la famiglia di Andrea Sempio avesse pagato Venditti per ottenere l'archiviazione delle indagini nel 2017. Nell'informativa dei carabinieri del Nucleo operativo di Milano venivano elencate punto per punto le presunte anomalie: "Il procedimento penale è stato iscritto il 23 dicembre 2016 ed archiviato il 23 marzo 2017 in appena tre mesi di indagini preliminari”. Sarebbero stati troppi anche i contanti gestiti dalla famiglia Sempio durante la prima indagine nei confronti del figlio.

"Ho letto il decreto con cui si archivia la posizione del mio assistito dott. Mario Venditti, ebbene, sin dal primo giorno, nessuno tra coloro che hanno avuto modo di conoscere e lavorare con il dott Venditti avrebbe mai potuto seriamente credere, soltanto per un minuto, nella odiosa ipotesi di reato o nella premessa di disonestà dell’uomo. Al contrario ci sono state due magistrate che non solo vi hanno creduto ma hanno inteso promuovere un vero e proprio linciaggio mediatico, iniziato all’alba, in diretta e a reti unificate, senza aver prima individuato il corruttore e ancora più grave, senza ritenere di dover ascoltare la versione del loro ex collega (magistrato sino ad allora immune da censure, di maggiore esperienza lungo corso e relativi meriti) Ignorando ogni logica o ragione, pure prontamente rappresentata con trasparenza dalla difesa" ha dichiarato il legale di di Venditti, l'avvocato Aiello, aggiungendo: "È stata una pagina triste, indecorosa, il fatto che altri magistrati, meritevoli e avveduti (che ringrazio), vi abbiano infine posto rimedio, non giustifica, e soprattutto non compensa le sofferenze dell’uomo, della famiglia, né tanto meno rimedia al disdoro e al fango prodotto per l’intera categoria dei Magistrati…. divenuta improvvisamente, screditatile, sindacabile o corruttibile all’occorrenza, tutto è divenuto argomento da salotto per ogni genere di commento o caricatura".

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