I giudici non hanno detto che il papà di Sempio non ha corrotto nessuno
È caduta l'accusa di corruzione per l'ex procuratore di Pavia Mario Venditti. Era sospettato di aver ricevuto soldi per favorire nel 2017 la richiesta di archiviazione nei confronti di Andrea Sempio, oggi come allora indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. Ieri 17 settembre il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della Procura di Brescia di archiviare il fascicolo nei confronti dell'ex pm. Resta però aperta l'ipotesi di reato nei confronti di altre persone. Oltre a Venditti era indagato anche il padre di Andrea Sempio, Giuseppe: su di lui i magistrati non si sono ancora espressi e quindi le indagini nei suoi confronti restano ancora aperte. Ma come sono iniziati i sospetti sulla possibile corruzione e quali altre persone sono coinvolte?
Tutto era iniziato quando il 14 maggio 2025 durante un sopralluogo a casa Sempio i carabinieri che indagano sul delitto di Garlasco hanno trovato un biglietto con scritto: "Venditti gip archivia x 20. 30. euro". Da qui l'ipotesi che quei "20-30" fossero la cifra stanziata per una possibile corruzione in atti giudiziari per archiviare le indagini. Ma i sospetti non si sarebbero concentrati solo su questo biglietto. Secondo quanto si legge dal decreto di perquisizione, nel 2017 la famiglia Sempio era sotto intercettazione e in auto si sentirebbe sentita una frase di Giuseppe Sempio che diceva di pagare "quei signori là". E in effetti i soldi prelevati dai Sempio in quei mesi non erano pochi: tra il dicembre 2016 e il giugno 2017 solo le zie di Andrea Sempio avevano emesso assegni verso suo padre per una cifra complessiva di 43mila euro.
L'ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, aveva precisato: "Non ho visto il bigliettino che è stato trovato. Leggo quello che riporta il decreto di perquisizione e mi sembra tutto normale. Si tratta di un preventivo di spesa: è il costo degli avvocati che difendono, 20-30mila euro. Si tratta di un preventivo di spesa per gli avvocati. Come fa a pensare la Procura che i soldi siano di un magistrato capo di una repubblica che già percepisce 25mila euro al mese, qui parliamo di noccioline". Alla fine però la famiglia Sempio spese circa 60mila euro per tre mesi di avvocati: una cifra alta che fece venire i sospetti agli inquirenti.
Ora cadono le accuse per Mario Venditti ma non cadono i sospetti di corruzione. Gli accertamenti si stanno concentrando su altre persone e lo aveva già svelato il fascicolo della Procura di Pavia che dall'inizio del 2025 è tornata a indagare su Andrea Sempio e sul delitto di Garlasco. Nelle carte del fascicolo, lette da Fanpage.it, vengono elencate le anomalie al centro delle indagini del 2016. Ci sarebbe soprattutto da chiarire come la difesa di Andrea Sempio fosse venuta in possesso degli atti contenuti nel fascicolo quando non era stato ancora depositato e quindi non accessibile alle parti: nella mani dei legali sarebbero arrivate in tempi sospetti le consulenze della difesa di Alberto Stasi che avevano fatto riaprire le indagini.
Per chiarire meglio: Andrea Sempio era stato chiamato per l'interrogatorio nel febbraio del 2017 e l'avviso era stato notificato due giorni prima. Eppure la sua difesa era già in possesso di alcuni documenti tanto che il 30 dicembre 2016 aveva già incaricato l'ex generale Luciano Garofano per eseguire una contro consulenza in risposta a quella dei consulenti di Alberto Stasi. Sempre Massimo Lovati a Fanpage.it aveva chiarito che la notizia della nuova indagine era già sui giornali e quindi le carte già giravano. Ma c'è di più.
A insospettire gli inquirenti ci sono alcune anomalie legate a Maurizio Pappalardo, nel 2016 luogotenente dei carabinieri comandante del Nucleo informativo del Comando provinciale di Pavia. Tutto si concentra su quello che accadde la vigilia di Natale del 2016, ovvero il giorno dopo l'iscrizione di Sempio nel registro degli indagati. Pappalardo non risultava in servizio quel giorno poiché usufruiva di permesso legge 104, ma tramite gli accertamenti sul suo telefono risultava sul posto di lavoro. E avrebbe fatto delle fotografie proprio ad alcune parti delle carte che costituivano il fascicolo di cui era indagato Sempio. Pappalardo in questa ultima indagine sul delitto di Garlasco era stato sentito dagli investigatori e aveva risposto alle loro domande con un netto: "Non ricordo". Ecco quindi che le accuse cadono nei confronti dell'ex procuratore di Pavia Mario Venditti ma non cadono i sospetti di corruzione.
Da precisare che queste recenti ipotesi rientrano in alcune già accertate dall'operazione "Clean" che ha svelato il "Sistema Pavia". Gli investigatori avrebbero svelato un intreccio di favori, corruzione e anomalie investigative che coinvolge anche magistrati e appartenenti alla polizia giudiziaria. E proprio lo scorso maggio l’ex ufficiale dei carabinieri Maurizio Pappalardo era stato condannato in primo grado a 5 anni e 8 mesi per corruzione. Quindi se cadono le accuse su Mario Venditti, quali altre persone possono essere coinvolte nel 2016 e nel 2017 nell'ipotesi di corruzione che riguarda il fascicolo sul delitto di Garlasco?