Voli cancellati Catania, l’Odissea di una coppia per tornare a casa: “Bastava un sms per evitare un viaggio da incubo”
Fanpage.it raccoglie segnalazioni e testimonianze di chi ha vissuto disagi legati all'attività dell'Etna e la chiusura dell'aeroporto di Fontanarossa. Se anche tu hai avuto un'esperienza da segnalare, puoi farlo cliccando a questo link.
Quella di oggi è un’altra giornata di grossi disagi all’aeroporto di Catania. A causa dell’Etna e dell’emissione di cenere in atmosfera resteranno sospese per tutta la giornata le attività di volo da e per l’aeroporto siciliano. Tanti quindi i viaggiatori che avrebbero dovuto volare oggi dallo scalo di Catania che sono costretti a cambiare i loro piani. Fanpage.it in questi mesi ha raccolto molte testimonianze e soprattutto denunce relative alla scarsa assistenza da parte delle compagnie aeree – e non solo – quando l’aeroporto viene chiuso per via dell’Etna.
Oggi anche Manlio Messina, deputato del gruppo Misto, intervenendo sui disagi che stanno interessando il trasporto aereo in Sicilia, ha chiesto all’Enac di intervenire nei confronti di tutte quelle compagnie aeree che non garantiscono la dovuta assistenza ai passeggeri. "Non è più accettabile – dice Messina – che migliaia di viaggiatori vengano lasciati a se stessi. Chi acquista, spesso a caro prezzo, un biglietto aereo ha diritto a ricevere l'assistenza prevista dalla normativa quando il proprio volo viene cancellato o subisce pesanti disagi. L'Enac vigili e, laddove vengano accertate violazioni, intervenga con le sanzioni previste".
E della scarsa assistenza delle compagnie aeree che ha parlato anche una coppia che quest’anno aveva scelto Lipari per una vacanza a settembre. “Una settimana meravigliosa”, raccontano a Fanpage.it, peccato però che il rientro a casa a Torino è stato un incubo a causa dello stop ai voli. “Il giorno della partenza, precisamente lunedì 14 settembre, da Lipari ci avviamo per fare ritorno a Catania Fontanarossa. Nessuno, compresa la compagnia aerea, ci ha avvisato che i voli da Fontanarossa erano stati cancellati. Sarebbe bastato un semplice avviso mentre eravamo ancora a Lipari per permetterci di prendere la nave diretta a Napoli e poi un treno per Torino”, raccontano a Fanpage.it descrivendo poi quella che definiscono “una vera e propria Via Crucis”.
“A Catania regnava il caos totale, unitamente all'impossibilità di volare sia dalla Sicilia che dalla Calabria a causa del tutto esaurito. Abbiamo quindi preso un pullman per Messina e da lì il traghetto per Reggio Calabria. Arrivati al porto di Reggio, il nulla: zero taxi e nessun numero da chiamare”. Era ormai già sera tardi e non c’erano più treni in partenza per cui l’unica cosa da fare era fermarsi per la notte: “Per 200 euro a biglietto in seconda classe siamo riusciti a trovare due posti separati sul treno Italo delle 7:00 del mattino successivo con destinazione Napoli, dove avremmo dovuto cambiare per prenderne un altro alle 13:12. Si è posto quindi il problema di dove trascorrere la notte. Con molta fatica siamo riusciti a trovare un B&B dignitoso e, per la stanchezza e l'ora tarda (erano ormai le 23:00), abbiamo dovuto rinunciare alla cena”.
Ma neppure il giorno dopo il viaggio è stato privo di disagi: il treno accumula 55 minuti di ritardo (quindi niente rimborso) e la coppia rischia di perdere la coincidenza a Napoli. “Infine – raccontano -, la ciliegina sulla torta: arrivati a Napoli, i tabelloni della stazione non funzionano e nessuno sa indicarci il binario di partenza. Mancano ormai 6 minuti, regna il caos, finché un altoparlante annuncia il binario 22. Noi siamo dall'altra parte della stazione; molte persone anziane faticano a correre in mezzo a una folla disordinata e purtroppo perderanno il treno, che noi riusciamo a prendere letteralmente al volo”.
A Torino alla fine sono arrivati verso le 23, in ritardo ma senza aver diritto ad alcun rimborso: “Sarebbe bastato un SMS o un messaggio WhatsApp e da Lipari avremmo preso direttamente il traghetto per Napoli, evitandoci tutti questi disagi e spese extra tra bus, traghetti e il pernotto a Reggio Calabria”, è la riflessione della coppia che, a conti fatti, ha sostenuto 550 euro di spese extra per tornare a casa che – dicono – "nessuno ci rimborserà".