L’ex capitano del Ris Marino spiega perché ha rifatto i test sulla bici di Stasi nonostante le tracce di Chiara Poggi
Lo scorso 25 settembre i pm di Pavia hanno convocato l'ex generale Luciano Garofano e gli altri ufficiali del Ris di Parma in Procura per essere sentiti come persone informate dei fatti sul delitto di Garlasco. Erano loro nel reperto della scientifica dei carabinieri che nei giorni successivi al delitto si sono occupati delle analisi genetiche anche sui pedali della bici di Alberto Stasi. Ed è proprio su quei pedali che recentemente i magistrati di Pavia si sono concentrati e hanno regalato un assist importante alla difesa dell'unico condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi per procedere con la richiesta della revisione del processo. Facciamo un passo alla volta: cosa hanno svelato nel comunicato stampa i magistrati?
Il procuratore Fabio Napoleone ha riportato una consulenza della difesa Stasi sul DNA trovato sui pedali del condannato "avente ad oggetto i Raw Data consegnati alla Procura di Pavia dal RIS di Parma il 6.11.2025 nell'ambito dell'attuale procedimento. Nei Raw Data i predetti consulenti hanno rilevato la presenza di contro-analisi" sullo "stesso campione che rivelò la presenza del DNA della vittima sui pedali della bici Umberto Dei, e che portò al fermo di Stasi, totalmente negative". Per i consulenti di parte quelle contro-analisi erano "idonee, a loro giudizio, a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non esistenti nel fascicolo" della Procura di Vigevano.
Quelle analisi negative non risultano nel fascicolo del caso: sia chiaro però che in primo grado e secondo grado (nonostante la mancanza di queste contro-analisi) Alberto Stasi era stato assolto per poi essere stato condannato in Appello bis anche per la presenza del DNA di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta. Dopo la chiusura indagini dello scorso 28 settembre nel fascicolo sono stati riportati i verbali degli incontri tra gli ex ufficiali del Ris e i pm pavesi. Cosa ha detto il generale Garofano? Come ha risposto alle domande dei pm?
D: Ha ricordo della giornata del 19.9.2007 in cui comparve il profilo genetico della vittima Chiara Pioggi sul campione Bu_p prelevato da entrambi i pedali della bicicletta Umberto Dei in uso ad Alberto Stasi?
R: Non ho alcun ricordo preciso del fatto. Posso solo dire che, in quanto comandante del RIS, il cap. Marino mi ha sicuramente informato, non so dire come e quando.
D: Aveva discusso o revisionato la relazione del 24 settembre 2007 dell'allora cap. Marino sul rinvenimento del profilo genetico della vittima Chiara Pioggi sul campione Bu_p prelevato da entrambi i pedali della bicicletta Umberto Dei in uso ad Alberto Stasi?
R: Non ho alcun specifico ricordo. Non ho memoria di aver visionato o commentato gli eletttroferogrammi. Potrei solo riferire che da comandante trasmettevo gli atti che avevo letto. Non posso tuttavia riferire nulla di particolare.
D: Che ricordi ha delle sue relazioni con il cap. Marino dal 19 al 24 settembre 2007?
R: Nessuno.
E qui è importante fare riferimento alle date. I due test negativi sulla comparazione tra il materiale genetico trovato sui pedali di Alberto Stasi con quello della vittima erano emersi il 20 settembre 2007, ovvero il giorno successivo al test che invece aveva dato esito positivo. Ma perché non vennero inseriti nel fascicolo i test negativi? Erano stati considerati falsi negativi? Ma soprattutto: perché dopo un test positivo così importante si è sentita la necessità di procedere con altri test?
Ma c'è di più: nel verbale del colloquio con l'attuale Tenente colonnello Alberto Marino, tra chi analizzò il materiale genetico e fece i test che diedero esiti negativi, si legge che dall'autopsia non avevano avuto un campione ad hoc del DNA di Chiara Poggi, ma che lo avevano ottenuto dal sangue trovato nella villetta di Garlasco e da un cucchiaino che si è pensato subito appartenere alla vittima. O meglio, perché se non era della vittima "di chi altro poteva essere?", dice Marino ai pm. Poi il Tenente Colonnello Marino risponde così ai magistrati:
PROC. AGG. DOTT. CIVARDI: No, ma non è tanto quello delle tracce sulla scena del crimine, quanto della cosa più certa che ci sia a questo mondo: del DNA prelevato in sede di esame autoptico. T
EN. COL. MARINO: E forse non ce l'hanno mai mandato. Non c'era un campione di confronto della vittima. Di solito quando non viene mandato un campione espressamente acquisito come confronto, utilizziamo un reperto che abbia, diciamo, un contesto tale da essere ritenuto a buon titolo il campione di confronto. Poi è chiaro che poteva esserlo anche tutto il sangue presuntivo per casa, perché chi altro poteva essere?
E qui sorge una domanda, come è stato preso il DNA di Chiara Poggi? Il magistrato Civardi solleva il suo dubbio a Marino: ovvero perché si va a cercare il DNA di Chiara Poggi su un reperto di cui non si ha la certezza che sia stato messo in bocca da lei? Il Tenente Colonnello Marino ha risposto sottolineando che il DNA trovato sul cucchiaino era lo stesso trovato sul sangue, quindi era per forza di Chiara Poggi. Anche se "abbiamo ritenuto che il cucchiaino fosse a maggior titolo più campione di confronto rispetto alle tracce sulla scena del crimine. Il profilo genetico è lo stesso, ovviamente".
E poi il Tenente colonnello Marino parla del lavoro svolto sulla bicicletta di Alberto Stasi. E quindi il procuratore aggiunto Civardi si chiede se il 19 settembre 2007 avevano già il DNA di Chiara Poggi ottenuto dal cucchiaino. Dalle carte si legge:
PROC. AGG. DOTT. CIVARDI: Adesso tutti sanno qual è il profilo di Chiara Poggi e lo confrontano e vedono se torna, non torna, torna in parte, eccetera eccetera. Lei si ricorda se il 19 settembre aveva già il profilo di Chiara Poggi e se l'aveva confrontato?
TEN. COL. MARINO: È il discorso di prima: avevo il profilo da tutte le tracce di sangue, profilo ancorché, diciamo, di pessima qualità, riconduceva a lei e quindi le rispondo prima che mi faccia la domanda: è il motivo per cui non è stato approfondito più di tanto l'aspetto del cucchiaino.
In questi anni c'è stata infatti l'ipotesi di una possibile contaminazione tra il materiale genetico trovato sui pedali con quello trovato sul cucchiaino con cui Chiara Poggi ha fatto colazione. Questo perché era esattamente della stessa quantità. Ma i Ris hanno sempre escluso una possibile contaminazione. Ma soprattutto chi sapeva di tutte le analisi e i risultati fatti dal 19 al 24 settembre 2007? Ancora dal verbale si legge:
PROC. AGG. DOTT. CIVARDI: E ho capito, però io avrei bisogno anche di comprendere da un teste che non ha alcuna reticenza a dire quello che è avvenuto, che cosa è successo dal 19 settembre alle ore 19:30 al 24 settembre quando lei scrive la relazione in cui dice "abbiamo trovato il profilo della vittima sui pedali". In realtà scrive anche che avete trovato il sangue, ma questo è un altro discorso e non ci interessa in questo momento.
TEN. COL. MARINO: Mhm. Guardi, sicuramente avrò informato il comandante, il comandante (Garofano) si sarà sentito con l'autorità giudiziaria, eccetera.
TEN. COL. MARINO: Ma lei ha ragione. Io mi ricordo che… Mi ricordo che il commento del collega che svolgeva l'analisi assieme a me, l'allora Capitano Mattei, per la parte dattiloscopica, mi disse: "Quando mi hai detto dell'esito sul pedale mi è venuta la febbre, perché mi son rilassato", no? Questa frase me la ricordo: me l'ha detta il giorno stesso o me l'ha detta il giorno dopo.
E poi nel colloquio tra i pm Civardi e De Stefano e il Tenente Colonnello Marino è stata affrontata la svolta sul caso: i test negativi sul materiale genetico sui pedali di Alberto Stasi del 20 settembre 2007. La parte più importante dalle carte:
SOST. PROC. DOTT.SSA DE STEFANO: 17:33 del 20 settembre…Mostro
TEN. COL. MARINO: Negativissimo. Ed era lo stesso kit di quell'altra. No, non mi ricordo, però mi sovviene un dettaglio. Allora, all'epoca, come adesso, i sequenziatori erano due diversi. Due diversi. E all'epoca c'erano dei bug nei software, mi ricordo, per cui bisognerebbe verificare se per caso uno dei due sequenziatori non portasse una data sbagliata. Una data avanti.
TEN. COL. MARINO: Sì, però ci potrebbe essere un problema anche sul software di registrazione dei dati, si chiama Data Collector, che portasse una data diversa. Non vorrei che quei due campioni del 20 siano in realtà precedenti a quelli del 19.
TEN. COL. MARINO: Quindi una negativa, o meglio evaporata diciamo, due negative e due buone. Queste sono le corse.
TEN. COL. MARINO: Non me lo ricordo. Le posso dire che sì, è certamente curioso, sarebbe bello capire esattamente, ma non è così assurdo. Le faccio un esempio: visto che il campione è in doppio perché facciamo la replica dell'analisi, perché è sempre bene avere la replica eccetera eccetera, qualche volta capita che una viene un profilo perfetto, l'altra non viene o viene parziale. Ci possono essere mille errori: il caricamento, il pipettamento, lo strumento quel giorno lì non andava bene. Non è che butto via tutto perché una delle due repliche è venuta male. Pure capitano… sì, sempre per lo stesso motivo.
TEN. COL. MARINO: No, no, capisco, capisco, però guardi, che le devo dire? Sarà stato un tentativo di replicare al volo l'analisi che poi è venuta male e si è detto: "Vabbè, tanto il dato l'abbiamo già acquisito". D'altronde, d'altronde…a mio parere.
PROC. AGG. DOTT. CIVARDI: No, ma lei l'ha cancellato di fatto, perché non l'ha mai comunicato a nessuno questo! Cioè, questa cosa qua viene fuori ora!
TEN. COL. MARINO: Sì, vabbè, ma voglio dire fa parte di tutto il batch di dati…
TEN. COL. MARINO: No, in realtà non era assolutamente dovuto, c'erano già due repliche, erano venute bene, non aveva senso fare un'altra replica. Sarà stato, che le devo dire, un eccesso di zelo al contrario, nel senso che ha ulteriormente confuso la storia. Però cosa le posso dire? Non mi ricordo perché ci sono quegli altri due, quelle altre due corse. D'altronde avrebbero non… diciamo, non avrebbero allora senso tutti gli altri approfondimenti fatti sulla staffa, sulla…
In altre parole il dubbio dei magistrati è perché dopo il risultato positivo (e la svolta sul caso quindi) che aveva dimostrato oggettivamente la presenza del DNA di Chiara Poggi sui pedali di Alberto Stasi, il 20 settembre, ovvero il giorno successivo, Marino si è messo a fare altri test che sono risultati poi negativi? Il Tenente Colonnello ha risposto con "uno sciocco eccesso di zelo". Precisando però anche che ci possono essere "diversi motivi per cui l'analisi può essere andata male".
A questo punto del colloquio il procuratore aggiunto Civardi sbotta: "Ma scusi, lei non nota un minimo di contraddizione fra il fatto di avere un dato bellissimo, metterlo comunque in discussione con una nuova analisi, non vederlo confermato e non far nulla? Cioè, mi sembra… adesso non vorrei semplificare troppo, ma se il dato è bellissimo non si riesce a capire perché fa le repliche, che c'erano già due. Se fa le repliche e son negative, non si riesce a capire perché non ha fatto più nulla". Successivamente infatti ai test del 20 settembre non vennero fatte altre repliche. Il materiale prelevato dai pedali di Stasi venne però conservato per altri giorni in vista di una possibile perizia o richiesta della difesa di Alberto Stasi. Poi venne tutto buttato.
Non resta quindi che chiedersi, perché quei due test negativi non vennero giudicati importanti? Il Tenente colonnello Marino ha risposto così: "Perché la corsa negativa non è informativa di nulla, cioè è un dato non osservato. Se fosse venuto fuori un altro profilo, allora apriti cielo!".