Eruzione Etna, caos trasporti all’aeroporto di Catania: tra noleggi e privati un’auto costa fino a 600 euro

Immagine
L'aeroporto di Catania
L’eruzione dell’Etna continua a paralizzare i collegamenti aerei siciliani. Con i voli sospesi e i bus insufficienti emergono privati che per tre ore di viaggio tra uno scalo e l’altro offrono vetture a 600 euro.

Fanpage.it sta raccogliendo segnalazioni di chi sta sperimentando disagi legati all'attività dell'Etna. Se anche tu hai avuto un'esperienza da segnalare, puoi farlo cliccando a questo link.

L'attività eruttiva dell'Etna continua a creare grandi disagi ai cittadini che atterrano all'aeroporto di Catania e che da qui devono raggiungere altri aeroporti per riuscire a partire. Problemi analoghi anche per i catanesi o i turisti che dovrebbero arrivare in aereo in altre destinazioni. Il problema dei collegamenti tra l'aeroporto di Catania e gli altri dell'isola è centrale e sta contribuendo ad amplificare il disagio di chi viaggia.

Oltre ai noleggi d'auto c'è poi il sottobosco dei privati che mettono a disposizione auto e van dall'aeroporto alle principali città siciliane, soprattutto Palermo e Trapani, per centinaia a costi elevatissimi: "Sono 600 euro, se la riempiamo dividi la cifra con gli altri, altrimenti paghi da sola. Ti posso mandare un'auto appena si libera tra un paio di ore. Non aprire neanche Uber, ti sparano mille euro", spiega un privato contattato da Fanpage.it quando ci siamo finti viaggiatori in difficoltà.

Il problema dei noleggi nell'aeroporto di Catania

Sono nove i noleggi auto presenti all'interno dell'aeroporto di Catania. Molti nelle ultime ore non sono più reperibili al numero dell'ufficio fisico a causa dello stop a tutti i voli comunicato dalla Sac, la Società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Nell'ultimo comunicato si legge che sono sospesi sia gli arrivi e delle partenze fino alle ore 2 del 15 agosto. Si preannuncia un Ferragosto complicato per coloro che avevano in programma una sosta siciliana proprio nel Catanese.

L'aeroporto infatti non è collegato con quello di Comiso, gestito sempre dalla Sac. In queste ore, la Regione ha predisposto bus navetta, ma il caos regna sovrano e andrà peggio a ridosso del 15, quando i cittadini in attesa di partire si recheranno all'aeroporto con la speranza di non vedersi cancellato il volo.

A denunciare i rialzi sospetti all'aeroporto è il Codacons. L'associazione ha rilevato che i motori di ricerca specializzati per prenotare una vettura presso le agenzie che operano allo scalo Fontanarossa offrono tariffe proibitive: "Il prezzo più economico, riconsegnando la vettura all’aeroporto di Palermo, è di 141 euro, spesa che sale a 181 euro se si lascia l’auto allo scalo di Trapani e raggiunge i 337 euro se si sceglie l’aeroporto di Comiso come punto di riconsegna".

Il Codacons ha quindi provato a prenotare la stessa autovettura per le stesse mete per una data diversa, quando si presume che l'emergenza dovuta all'attività eruttiva dell'Etna sia terminata: "Per la data di giovedì 27 agosto la spesa parte da 91 euro se si noleggia l’auto all’aeroporto di Catania e la si riconsegna a quello di Palermo, 107 euro allo scalo di Trapani, appena 87 euro lasciando la vettura a Comiso".

Aprendo i siti di noleggio auto in queste ore, con ricerche che riguardano la zona dell'aeroporto, compaiono banner che avvisano che "i prezzi salgono con l'aumento delle prenotazioni". Anche qui i prezzi per noleggiare un'auto per poche ore variano dai 140 ai 177 euro in base alla grandezza della vettura.

Immagine

Ora starà all'Antitrust, a cui il Codacons ha detto che si rivolgerà per un esposto, accertare se è in atto una speculazione e se questa rientra nel fenomeno del peak-load pricing, cioè del fisiologico aumento dei prezzi all'aumentare della domanda. E soprattutto se questo meccanismo non abbia bisogno di essere regolato alla luce di un'emergenza come quella in corso a Catania.

A rendere possibile la speculazione è soprattutto l'assenza di collegamenti tra Catania e Comiso. I due aeroporti, pur appartenendo alla medesima società, non hanno collegamenti pubblici diretti. E questo vale anche per gli altri aeroporti dell'isola. Non è mai stata predisposta una rete in grado di facilitare gli spostamenti. Creare una rete di treni e bus sarebbe una soluzione più immediata, secondo l'ad di Sac Nico Torrisi, rispetto allo spostamento dell'aeroporto di Catania rilanciato nelle ultime ore dal ministro per la Protezione civile, ed ex governatore siciliano, Nello Musumeci.

E anche le compagnie aeree, che dovrebbero fornire assistenza ed eventuali rimborsi, latitano, come stanno denunciando i cittadini a più riprese, anche contattando la nostra redazione.

Il business dei privati: "Noleggi e Uber costosi, con noi risparmi"

Immagine

C'è poi un fenomeno emergente nel caos dei voli sospesi a Catania che è quello dei transfer privati. Negli ultimi giorni anche chi ha a disposizione un'auto o offriva già un servizio di transfer sta sperimentando un aumento delle proprie tariffe. Pubblicano annunci sia nei gruppi di vendita dei biglietti aerei, e anche nei commenti in cui la Sac annuncia nuove sospensioni dei voli.

"Da Catania abbiamo partenze programmate a mezzogiorno, alle 16 e poi alle 22 – ci spiega un operatore – Per andare a Palermo posso controllare la disponibilità di un'auto per 600 euro per tre ore. Se l'auto viene riempita si divide, altrimenti paghi da sola". E aggiunge: "Siamo privati. Facciamo anche servizi per Uber ma non lo consiglio, vogliono tra gli 800 ai mille euro".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views