Caos all’aeroporto di Catania per l’Etna, passeggeri furiosi: “Nessuna assistenza, totalmente abbandonati”
"Ci siamo sentiti abbandonati". È forse questa la frase che più di altre riassume le testimonianze raccolte da Fanpage.it tra i passeggeri rimasti coinvolti nei disagi all'aeroporto di Catania, paralizzato a più riprese dalla nube di cenere provocata dall'eruzione dell'Etna. Voli cancellati o dirottati, informazioni arrivate all'ultimo momento, lunghe attese e difficoltà nel trovare assistenza hanno trasformato il viaggio di centinaia di persone in una corsa continua alla ricerca di una soluzione. Al momento le attività di volo risultano sospese fino alle 18.
Il problema, come si evince dalle testimonianze, non riguarda soltanto i disagi provocati dall'attività del vulcano, ma soprattutto il modo in cui l'emergenza è stata gestita. "Nel 2026, l'attività dell'Etna viene ancora trattata come un'improvvisa e imprevedibile calamità eccezionale", ci racconta Deborah, originaria della Sicilia e residente a Parma. I suoi genitori avrebbero dovuto raggiungerla per trascorrere insieme le ferie e festeggiare il compleanno del nipote. Dopo aver percorso circa 100 chilometri per arrivare in aeroporto, hanno scoperto solo all'ultimo momento che il volo era stato cancellato.
"Nonostante il caos fosse noto da giorni, il volo risultava regolarmente programmato sui tabelloni fino all'ultimo momento", spiega. Una volta arrivata la cancellazione, secondo la sua testimonianza, i passeggeri si sono rivolti al banco della compagnia, senza però riuscire a ottenere assistenza concreta.
Il personale si è rifiutato di fornire supporto diretto, liquidandoli con l'indicazione di gestire tutto in autonomia tramite app".
Poco dopo è arrivato anche un messaggio: "Spiacenti ma non riusciamo a prenotare un alloggio, vi preghiamo di farlo in autonomia".
Una situazione simile è stata vissuta da Miguel Ángel, residente a Milano, che sarebbe dovuto rientrare da Catania sabato 8 agosto con un volo ITA Airways. Arrivato in aeroporto, ha trovato decine di persone in attesa e numerosi voli cancellati. Il suo volo è stato prima lasciato "in attesa di informazioni" e poi cancellato. "Da parte dell'aeroporto nessun tipo di aiuto, ma neanche l'acqua", racconta a Fanpage.
Miguel Ángel racconta di aver dovuto pagare di tasca propria due notti in albergo, 113 euro a notte, dopo non essere riuscito a ottenere indicazioni su dove sistemarsi. Il volo riprogrammato per lunedì è stato poi cancellato nuovamente. Dopo altri tentativi con l'assistenza della compagnia, è riuscito infine a ottenere un volo da Palermo per mercoledì 12 agosto, dovendo però aggiungere una notte in albergo a Palermo e 15 euro per il bus da Catania.
Mi sono sentito abbandonato da tutti, senza supporto e come me tantissime persone, bambini, anziani, donne".
Anche Antonio, di Messina, racconta della lunga notte trascorsa per recuperare il figlio, la nuora e due nipotini arrivati a Palermo dopo che il loro volo Ryanair era stato dirottato. Sul sito della compagnia, racconta, la destinazione risultava ancora Catania, mentre la famiglia aspettava indicazioni sul trasferimento in autobus. Dopo essere stati fatti scendere da un primo pullman, destinato secondo quanto riferito ai passeggeri di un'altra compagnia, Antonio ha deciso di mettersi in viaggio verso Palermo.
Arrivato all'aeroporto di Palermo mi trovo catapultato in un girone dantesco, con un caos indescrivibile, che solo chi vi si è trovato può capire".
Dopo aver finalmente recuperato la famiglia, è ripartito verso Messina, dove è arrivato intorno alle due di notte.
C'è poi la storia raccontata al nostro giornale da Giovanna, residente a Sassuolo, che ha visto la figlia e alcuni amici affrontare un viaggio surreale dopo la cancellazione del volo Bologna-Catania. "Solo in aeroporto, un'ora prima, gli è stato detto che il volo era stato cancellato per una nube di cenere dovuta all'Etna". Non trovando alternative dagli aeroporti vicini, il gruppo ha viaggiato in treno fino a Prato e poi a Pisa. Arrivati allo scalo toscano, non hanno potuto fermarsi per la notte e hanno trascorso alcune ore in un bar prima di ripartire alle 6 del mattino verso Palermo.
Non ci sono parole. Io sono di Catania, ma è un problema grosso per i cittadini e i turisti se tutte le volte bisogna stressarsi così. Ci vuole più organizzazione".
Le testimonianze arrivano mentre l'aeroporto di Catania continua a fare i conti con le conseguenze della nube di cenere dell'Etna. In quattro giorni centinaia di voli sono stati cancellati, ritardati o dirottati, con numerosi collegamenti trasferiti verso Palermo e Comiso. Il problema, però, per molti passeggeri non è stato soltanto riuscire a partire o arrivare a destinazione, ma capire cosa fare una volta cancellato il proprio volo.
È su questo punto che si concentrano le testimonianze raccolte da Fanpage: la sensazione di essere lasciati soli proprio nel momento in cui servirebbe un piano di emergenza chiaro, con informazioni tempestive e assistenza concreta. "Le famiglie sono costrette ad arrangiarsi da sole per trovare soluzioni alternative a proprie spese", osserva Deborah. "Ci chiediamo per quanto tempo ancora i disagi strutturali debbano ricadere interamente sulle spalle e sui portafogli dei passeggeri".
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