Etna in eruzione, proseguono i disagi all’aeroporto di Catania: voli cancellati e arrivi sospesi fino alle 17

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Continua l’attività eruttiva dell’Etna con emissioni di cenere e colate laviche. Sospesi gli arrivi all’aeroporto di Catania fino alle 17.00 e numerosi voli cancellati provenienti da diversi scali.

Prosegue l’attività eruttiva dell’Etna, accompagnata da emissione di cenere vulcanica in atmosfera che ha portato alla chiusura degli spazi corrispondenti alla nuvola aerea a Sud-Ovest (settore C1), per questo sono sospesi gli arrivi fino alle ore 17.00 all'aeroporto di Catania. Lo fa sapere la Sac, l'azienda di servizi dello scalo.

"In relazione alla situazione, con forte impatto operativo, invitiamo i passeggeri a non recarsi in aeroporto senza aver prima verificato lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea. – si legge in una nota – La situazione è costantemente monitorata e seguiranno aggiornamenti in funzione dell’evoluzione dell’attività vulcanica e delle condizioni meteorologiche".

Diversi voli risultano cancellati o dirottati, come verificato da Fanpage.it attraverso le piattaforme delle compagnie aeree. Per esempio, il volo diretto FR529 delle 08.45 da Milano Malpensa (con arrivo a Catania delle ore 10.45) è stato cancellato, così come il volo EasyJet EJU4107 con partenza alle 7.10 da Napoli (arrivo alle 8.15).

Sull'Etna l'attuale fase eruttiva continua con le bocche a quota 2.750 metri e 2.360 metri. Queste sono attive e alimentano varie colate che formano complessi campi lavici, localmente in sovrapposizione. L'avviso per l'aviazione, il Vona (Volcano observatory notice for aviation), emesso dall'Osservatorio etneo dell'Ingv, resta al massimo livello di allerta: rosso.

L'Osservatorio ha sottolineato che i sopralluoghi effettuati dal personale e l'analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno evidenziato, per tutta la giornata di domenica, il proseguimento dell'attività esplosiva al cratere Voragine, caratterizzata dall'alternanza di fasi a intensità variabile.

A causa delle condizioni meteorologiche non è stato possibile rilevare l'esatta posizione dei fronti attivi più avanzati che, comunque, restano confinati intorno alle quote 2100-1850 m.

Durante le fasi esplosive più intense, si è osservata la ricaduta di bombe nella zona sommitale e un'abbondante emissione di cenere. Dal punto di vista sismico il tremore si è mantenuto nella fascia dei valori alti localizzato prevalentemente in corrispondenza del cratere Voragine a una quota di circa 3000 metri.

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