Il volo dirottato ma nessun mezzo per Catania: “Etna è imprevedibile, ma mio figlio lasciato senza assistenza”

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Immagine di repertorio.
A Fanpage.it Rosetta racconta l’esperienza vissuta dal figlio. “Il suo volo Bergamo-Catania è stato dirottato a Palermo per l’attività dell’Etna, lui e gli altri passeggeri sono stati lasciati soli. I bus erano tutti pieni, io e mio marito siamo andati a prenderlo a Messina”, ha detto.

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"Non si può far finta che questa cosa non stia succedendo ed è incredibile che nessuno ne parli. Lunedì 10 agosto mio figlio ha preso un volo per Catania da Bergamo Orio al Serio, alle 5.45, ed è stato dirottato su Palermo. L'Etna è imprevedibile, i disagi dovuti alla cenere sono comprensibili. Ma non capisco perché in questi casi non esista un piano di nessun tipo".

A parlare è Rosetta, residente a Bergamo con la famiglia ma originaria della Sicilia, che a Fanpage.it ha voluto raccontare l'esperienza vissuta dal figlio nella giornata di ieri, lunedì 10 agosto. L'aereo preso dal giovane, 39 anni, è stato dirottato su Palermo a causa dell'attività dell'Etna che ha causato la cancellazione e il dirottamento di numerosi voli. 

"Ho detto a mio figlio che sicuramente ci sarebbero stati dei bus, delle navette, che li avrebbero portati a Catania. Invece, quando è arrivati giù con la sua compagna, non c'era nulla. Sono stati lasciati a Palermo e se la sono dovuta cavare da soli. Non c'è stato un minimo di assistenza per poter raggiungere Catania".

Arrivati alle 7.30 a Palermo, il figlio della signora e la compagna non hanno trovato nemmeno pullman privati disponibili su Catania, non hanno avuto la possibilità di prenotare perché erano tutti esauriti. "Hanno dovuto prendere un mezzo per Messina e io e mio marito siamo andati a prenderli in macchina, facendo 100 chilometri di viaggio", aggiunge Rosetta.

"È una cosa vergognosa, mio figlio è giovane e riesce a fare tutto ma mi metto nei panni di persone più anziane. La cosa che non riesco a concepire è che l'Etna c'è, c'è sempre stato, perché non viene previsto un piano di emergenza per questi casi, se le eruzioni limitano lo spazio aereo? Specie in questo periodo di vacanze", prosegue.

"Mio figlio è sceso per le ferie, ma le persone possono avere altre necessità: chi deve lavorare o fare una visita medica. – osserva ancora – Non è possibile che non ci si muova prima. Va bene che i voli vengano dirottati, ma le persone devono poter arrivare a Catania non solo con mezzi propri".

Il racconto di Rosetta è simile a quello di molti altri che hanno condiviso la loro esperienza. "Ho visto famiglie stremate, anziani, bambini, turisti stranieri, persone alla ricerca disperata di un’informazione, di una soluzione, anche soltanto della speranza di poter ripartire", ha scritto un utente in un post.

Che aggiunge: "Quello che non è più accettabile è comportarsi ogni volta come se fosse la prima volta. Non possiamo prevedere quando l’Etna farà i suoi “capricci”, ma possiamo certamente prevedere cosa fare quando accade".

"Voli cancellati e dirottati, passeggeri in attesa, lavoratori allo stremo. Quello che sta accadendo in queste ore allo scalo etneo non è una fatalità: è la conseguenza di anni di scelte miopi su investimenti e personale", hanno detto invece in una nota congiunta Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti Sicilia e Ugl Ta.

"Occorre investire maggiori risorse economiche e di personale – aggiungono – per gestire queste situazioni di emergenza e fare in modo che i disagi per i passeggeri e per le lavoratrici e i lavoratori siano ridotti al minimo. È necessario investire su migliori collegamenti via terra tra gli aeroporti e su più personale negli altri scali siciliani, perché è chiaro che dirottando i voli su altri aeroporti, Palermo in primis, il lavoro si triplica e tutto il peso ricade sulle lavoratrici e sui lavoratori" .

"Ma il problema non riguarda soltanto chi lavora negli aeroporti. – sottolineano ancora – A pagare il prezzo di una rete non adeguatamente attrezzata e interconnessa sono anche i passeggeri, siciliani e turisti, che si trovano a subire disagi e difficoltà negli spostamenti. La mancanza di investimenti su una reale rete aeroportuale regionale, adeguatamente attrezzata e interconnessa, genera un danno enorme ai cittadini e alle imprese, turismo in primis".

"Gli eventi emergenziali possono essere imprevedibili, ma quando si verificano con una certa frequenza è dovere delle istituzioni farsi trovare preparate. È necessario che la Regione Siciliana assuma un ruolo di regia, convocando con urgenza un tavolo tecnico sulle emergenze del sistema aeroportuale regionale, con la partecipazione dei gestori degli aeroporti, delle istituzioni competenti e delle organizzazioni sindacali", scrivono.

E chiedono al governo regionale di "stanziare risorse straordinarie, prevedendo interventi specifici anche a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori che negli aeroporti interessati stanno sostenendo carichi e condizioni di lavoro eccezionali per garantire la continuità dei servizi".

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