Disagi per l’Etna, Ad di Sac rivela: “Spostare l’aeroporto da Catania? Proposta bocciata già tempo fa”

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La pista dell'aeroporto di Catania
L’attività eruttiva dell’Etna continua da ormai sei giorni. Musumeci propone di spostare l’aeroporto da Catania, ma l’ad di Sac su Fanpage.it replica che il progetto è già stato bocciato tempo fa. E sui disagi per i passeggeri sottolinea: “Sono le compagnie aeree a dover fornire assistenza, ma molte latitano”

Costa di più spostare l'aeroporto di Catania o cancellare oltre 700 voli in una settimana a causa delle eruzioni dell'Etna? È quello che si stanno chiedendo nelle stanze del Ministero della Protezione civile. È stato proprio il sicilianissimo ministro Nello Musumeci a lanciare la bomba ieri sottolineando come il problema delle ceneri vulcaniche dell'Etna sull'aeroporto fosse ben noto già 30 anni fa, e che da allora chiede che venga spostato.

A causa dell'attività eruttiva cominciata il 7 agosto, numerosi voli sono stati cancellati nel pieno del periodo estivo, riaccendendo il dibattito sulla posizione dell'aeroporto. Oggi, attraverso Fanpage.it, l'amministratore delegato della società che gestisce lo scalo di Catania, Nico Torrisi, risponde che: "L'idea di spostarlo era già stata bocciata dagli enti preposti molto tempo fa, come sa anche Musumeci. Si tratta di dichiarazioni politiche".

L'Ad della Sac: "Chiusura grave danno economico"

"Catania è il quinto scalo di Italia, fa più passeggeri degli altri aeroporti siciliani. Al netto di quello che sta accadendo cresce e continuerà a crescere". Lo sottolinea Torrisi che nel 2025 è stato riconfermato alla guida della Sac, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso.

Da ormai una settimana le eruzioni dell'Etna, e la conseguente dispersione della cenere, stanno causando la continua cancellazione delle partenze e degli arrivi. L'ultimo stop è arrivato ieri sera e durerà fino alle 2 di notte del 14 agosto. Un periodo importante per  lo scalo, come sottolinea Torrisi: "Per noi è un grande danno in termini economici, in termini di ricavi. Il danno non è inferiore anche per chi sta vivendo questi disagi". Si stimano perdite per almeno 24 milioni di euro al comparto turistico, a fronte di oltre 700 voli cancellati.

I disagi che però sono ricorsivi, come ha sottolineato l'Ingv, e che erano attesi da giugno, quando attraverso il monitoraggio dell'Istituto è stata diramata una prima allerta, segnale che annunciava l'attività eruttiva in corso.

"La chiusura è predisposta da Enav, Enac e noi, sulla base dei bollettini dell'Ingv – specifica Torrisi – Non chiudere significa mettere a repentaglio la vita delle persone, lo facciamo, non da soli, consapevoli che è il nostro dovere".

Davanti alla prospettiva rilanciata dal ministro di spostare lo scalo, l'ad di Sac si mostra scettico: "A Musumeci non ho nulla da dire. Il progetto di spostare l'aeroporto è già stato bocciato dagli enti preposti. Inoltre, farlo non cambierebbe nulla visto che la cenere è arrivata fino a Malta". E propone: "Le cose da fare sono altre. Noi miglioreremo i trasporti tra gli aeroporti, ma servono autostrade e treni che li colleghino".

Disagi per i passeggeri: "Colpa delle compagnie aeree, sono assenti"

"In questi giorni sono andato a Comiso, essere dirottati su altro aeroporto significa fare ore di viaggio in più su strade come quelle siciliane di cui conosciamo bene lo stato. Sono stati predisposti bus dalla Regione, ma questo intervento non servirebbe se i vettori facessero quello che devono, ma molti latitano".

Da qui l'affondo nei confronti delle compagnie aeree, ritenute responsabili, secondo Torrisi, dei disagi dei passeggeri: "Molti non hanno fornito l'assistenza di terra che avrebbero dovuto prestare ai loro passeggeri. Non li hanno informati, e anche alberghi e pasti sarebbero a loro carico. Ma la verità è che molti cittadini sono stati lasciati soli dai vettori, e noi abbiamo fatto di tutto per supplire a questa latitanza".

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