È durato meno di 48 ore il murale realizzato dall'artista TvBoy a Taormina raffigurante Carola Rackete, capitano della Sea Watch, con tra le braccia un bimbo africano. È stato infatti imbrattato nella serata di ieri, mercoledì 7 agosto, da un avvocato leghista, Giuseppe Perdichizzi, responsabile locale di "Noi con Salvini", che l'ha censurato utilizzando una bomboletta spray, prima di fotografarsi accanto all'opera deturpata. Sul graffito l'esponente del Carroccio ha poi affisso un biglietto con la scritta: "Noi stiamo con lo Stato italiano e la guardia di finanza, gli assassini in galera. Prima gli italiani e chi li difende. Grazio Matteo", riferendosi chiaramente al ministro dell'Interno, Salvini, atteso nella cittadina in provincia di Messina per domenica prossima. Perdichizzi ha poi anche sottolineato tramite il suo profilo Facebook che "l'atto di indignazione contro il manifesto di Rakete di Taormina – si legge – è un atto dovuto spontaneo di liberi cittadini che non tollerano sul proprio territorio ipocrisie e atteggiamenti falso umanitari. Chiamare in causa Salvini e la lega come strumentalmente si sta facendo rappresenta una  ulteriore faziosità verso un esponente politico e il partito della lega estranei all'iniziativa".

Immediata la reazione di TvBoy, che ha condiviso a sua volta sui suoi profili social l'immagine del murale annerito e del legale autore della protesta. L'artista, già noto per essere stato l'autore del bacio Salvini-Di Maio, nel disegno realizzato su un muro di via Crocefisso a Taormina, intitolato "Santa Carola protettrice dei rifugiati",  aveva raffigurato la giovane comandante tedesca mentre teneva in braccio un bimbo africano con il giubbotto di salvataggio con un kit First Aid. "Santa Carola è stata censurata da chi pensa che salvare vite umane sia da assassini. L’opera è durata meno di 48 ore", è stato il suo commento pubblicato su Facebook. Il murale di Carola, che era stata arrestata lo scorso giugno per l'attracco di una nave di salvataggio migranti senza autorizzazione nel porto di Lampedusa, era parte di una trilogia che comprendeva anche un ritratto raffigurante Andrea Camilleri e il vincitore di Sanremo, Mahmood, tutti a Taormina legati oltre che dal luogo anche dal tema dell‘integrazione.