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Schermitrice abusata durante ritiro a Chianciano, assolti 2 atleti accusati di stupro: “Faremo appello”

Sono stati assolti i due schermitori accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di un’atleta di origini uzbeke durante un ritiro a Chianciano. La giovane, 17enne all’epoca dei fatti, è scoppiata in lacrime alla lettura della sentenza. L’avvocato che la segue: “Faremo appello”
A cura di Gabriella Mazzeo
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Sono stati assolti due giovani schermitori italiani imputati, con rito abbreviato, per la violenza sessuale di gruppo ai danni di un'atleta schermitrice di origine uzbeka. La ragazzina fu aggredita durante un raduno internazionale nella serata del 4 e del 5 agosto 2023 a Chianciano Terme, in provincia di Siena. I due atleti italiani sono stati assolti con la dicitura "il fatto non sussiste".

L'atleta è scoppiata in lacrime al momento della lettura della sentenza. Nel marzo del 2024, la mamma della giovane, 17enne all'epoca dei fatti, aveva puntato il dito contro la Federscherma, accusandola di non aver fatto nulla.

La giovane atleta aveva raccontato di essersi ritrovata piena di lividi al suo risveglio e di essersi sottoposta ad analisi. Nel sangue erano stato trovate tracce di alcol e cannabinoidi. L'adolescente aveva attraversato, comprensibilmente, un periodo di forte depressione dopo l'accaduto.

A far partire l'iter giudiziario era stata la compagna di stanza dell'atleta, che l'aveva vista rientrare sconvolta. Dopo aver raccolto la confidenza della vittima e i suoi ricordi dell'accaduto, aveva deciso di chiamare la madre della 17enne per poi accompagnare entrambe a fare gli accertamenti del caso.

"Il processo a mio avviso avrebbe dovuto prendere una direzione completamente diversa soprattutto perché durante l'incidente probatorio e dalle sommarie informazioni raccolte dagli inquirenti è emerso che la mia assistita non era nelle condizioni di potere discernere e prestare consenso per avere rapporti", sottolinea il legale Luciano Guidarelli, che assiste la vittima e la famiglia.  "Parliamo di una ragazza minorenne all'epoca dei fatti che ha avuto la forza di metterci la faccia, denunciando e raccontando abusi e violenze. Questa ragazza ha ottenuto una vittoria più prestigiosa di qualsiasi medaglia: ci ha messo la faccia, denunciando la stortura del sistema". Guidarelli ha poi sottolineato di essere pronto a fare appello contro questa sentenza.

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