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14 Dicembre 2020
18:46

Ricoverato senza medicine, muore dopo dieci giorni: Siria chiede giustizia per suo nonno

Siria racconta la storia di suo nonno, ricoverato a causa del Covid. Dopo dieci giorni, l’anziano è deceduto. “Al telefono ci diceva che non lo cambiavano e non gli facevano prendere le sue medicine. Dopo tre giorni ha smesso di parlare. Ci pregava di andarlo a prendere”. Dopo la segnalazione di Silvia che ha raccontato a Fanpage.it la vicenda di sua nonna, la ragazza di Lecce ha deciso di inviare la sua testimonianza.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Siria e suo nonno
Siria e suo nonno

Cinque famiglie, tutte sottoposte in quarantena dopo il contatto con un parente positivo. Il più fragile della famiglia, il nonno, ha contratto il coronavirus e in seguito all'infezione ha smesso di mangiare, indebolendosi sempre di più. Siria, da Lecce, racconta a Fanpage.it una storia che sembra essere comune a tanti. "Abbiamo chiesto delle flebo per nutrirlo, perché lui non mangiava più – spiega la ragazza-.Il suo medico curante era in quarantena a causa del Covid, ci ha detto di chiamare il 118 e così abbiamo fatto. Ci hanno detto che mio nonno avrebbe potuto essere curato in casa, ma viste le condizioni lo abbiamo portato in ospedale lo stesso". A quel punto, i medici suggeriscono di spostare il paziente in un centro Covid per continuare le cure. Lì, l'inizio del tracollo. "Ogni volta che chiamavamo i medici avevamo notizie discordanti, sembrava che nessuno sapesse cosa stava succedendo a mio nonno. Quando lo sentivamo al telefono, sembrava disperato: parlava di cure discontinue, medicine che lui assumeva ogni giorno mai somministrate e igiene personale precaria".

Secondo quanto sostiene Siria, ogni volta che i familiari cercavano di chiedere conto di quanto stava accadendo, i medici smentivano le lamentele dell'anziano. "C'era anche il tentativo di dipingere come buone le condizioni di mio nonno – racconta la ragazza – e ci dicevano che era lucido e che respirava come un ventenne, che potevamo andarlo a prendere a breve e che avrebbe potuto continuare le sue cure a casa". I familiari dell'anziano si sono insospettiti e hanno deciso di raggiungere la struttura per portare al paziente vestiti puliti. In quell'occasione, hanno potuto vederlo da una finestra. "Mio nonno si è alzato dal letto per avvicinarsi, è comunque un uomo anziano – dice Siria al telefono – ma è caduto a terra. Il personale medico lo ha rimproverato, ma nel frattempo lui si era fatto male. Ad alzarsi lo ha aiutato un altro paziente lì accanto a lui. Questa scena ci ha scioccato".

Dopo 3 giorni dal ricovero, l'anziano non riusciva neanche più a parlare secondo quanto dichiarano i familiari. "Era sempre più debole e continuava a sostenere di non prendere le medicine. Lo cambiavano, ma non lo lavavano. Ci chiamava per implorarci di andarlo a prendere e non riuscivamo a spiegargli che dovevamo avere fiducia nei medici". Dopo una decina di giorni dal suo ingresso nella struttura, non ha più potuto parlare al telefono con i parenti. Chiedeva ai medici di parlare con il figlio e alla fine il personale aveva accordato ai familiari il permesso di portarlo a casa e curarlo al suo domicilio. "Ci eravamo accordati per andarlo a prendere e il giorno dopo mio nonno era morto. Nessuno ci ha chiamato per dircelo, il medico sosteneva di aver perso il numero per dirci che mio nonno non c'era più" racconta Siria.

Secondo il racconto della nipote, lo sconcerto più grande è stato constatare che i vestiti consegnati erano ancora bagnati di urina. "Mio nonno non prendeva più le sue medicine perché non gliele davano, non sappiamo il perché. Così questo è il risultato. I cambi puliti erano invece intonsi, segno che nessuno li ha mai usati. Il corpo di mio nonno sembrava quello di un'altra persona". Anche Siria ha ritrovato la storia della sua famiglia nella vicenda di Silvia, raccontata da Fanpage.it. "Mio nonno non tornerà indietro – spiega la ragazza – ma vogliamo capirci di più in questa storia. Capiamo il sovraccarico per il personale sanitario, ma con questa storia ho avuto purtroppo la netta sensazione che gli anziani siano abbandonati a loro stessi e succederà ancora, ma la gente deve sapere cosa ci è capitato".

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