Semestre filtro Medicina: Tar del Lazio dispone maxi istruttoria su procedura, correzione e assegnazione sedi

Si torna a parlare del semestre filtro di Medicina e delle prove sostenute dagli aspiranti camici bianchi tra novembre e dicembre scorsi, propedeutiche – a partire da quest'anno – all'iscrizione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Dopo le polemiche degli ultimi mesi, è stato reso noto oggi che sono state pubblicate le prime ordinanze cautelari con cui il Tar del Lazio ha disposto una articolata e approfondita istruttoria nei confronti del Ministero dell’Università e della ricerca, del Cineca e degli Atenei coinvolti, investendo due profili centrali e finora rimasti in ombra dell’intera procedura selettiva: da un lato il sistema di correzione delle prove, dall’altro la formazione delle graduatorie e l’assegnazione delle sedi universitarie.
Si tratta di un passaggio processuale di assoluto rilievo – ha spiegato il Comitato Medicina Senza Filtri, promosso da Radicali Italiani, Studio Legale Leone-Fell & C., Dispenso Academy e Acquirenti APS, che già in occasione delle prove aveva ricevuto centinaia di segnalazioni di irregolarità da studenti di tutta Italia. Passaggio processuale – hanno aggiunto – "che segna una netta discontinuità rispetto ad altri giudizi analoghi nei quali le contestazioni erano state respinte senza ulteriori approfondimenti, mentre nel presente procedimento le criticità evidenziate sono state ritenute meritevoli di un accertamento puntuale e sostanziale".
Cosa è successo? Il Tar ha ritenuto necessario acquisire documentazione e chiarimenti su aspetti decisivi del concorso, evidenziando come il sistema di selezione possa essersi svolto in un "contesto caratterizzato da opacità, scarsa trasparenza e potenziali profili di illegittimità". In particolare, uno degli elementi che ha inciso in modo determinante sulla decisione del Giudice è rappresentato dalla mancanza di una chiara e documentata matrice ministeriale delle risposte corrette, ossia dall’assenza di una tracciabilità certa del processo attraverso cui le risposte siano state definite, validate e poi utilizzate per la correzione delle prove. Proprio tale carenza ha reso necessario l’intervento del Tar, che ha imposto alle Amministrazioni di chiarire le modalità di predeterminazione delle risposte, i criteri adottati per la valutazione, il funzionamento del sistema informatico utilizzato, nonché di produrre i verbali delle operazioni di correzione, spostando così il focus del giudizio sul piano concreto della verifica delle modalità effettive con cui le prove sono state corrette.
In contemporanea, sempre il Tar ha disposto un’ulteriore e specifica istruttoria con riferimento alla gestione della graduatoria e all’assegnazione delle sedi universitarie. Dalla documentazione prodotta in giudizio è infatti emersa una sequenza di dati anomali che ha indotto il Giudice a ritenere non chiarito il funzionamento del sistema di assegnazione, in particolare con riferimento a candidati che, pur avendo punteggi inferiori rispetto ai ricorrenti, risultavano inizialmente inseriti con la dicitura “in attesa, nelle more dell’assegnazione definitiva”, per poi scomparire temporaneamente dalla graduatoria e successivamente essere assegnati alla sede ambita, in apparente deroga ai criteri ordinari fondati sul punteggio e sull’ordine delle preferenze. Un meccanismo che il Tar ha ritenuto meritevole di approfondimento.
Che cosa implica tutto questo per i candidati? Come riferisce il Comitato Medicina Senza Filtri, le implicazioni sono rilevanti, "poiché viene formalmente riconosciuta la necessità di verificare la correttezza sostanziale dell’intera procedura, aprendo la strada a possibili rivalutazioni che potrebbero incidere su numerose posizioni individuali e sulla stessa validità degli esiti concorsuali".
Il Tar ha già fissato una nuova udienza cautelare per il 10 giugno 2026, all’esito della quale, sulla base dei chiarimenti richiesti, potrà adottare decisioni anche incisive sulla legittimità della procedura di ammissione. "Si tratta di un provvedimento di straordinaria importanza – hanno detto Francesco Leone, Simona Fell e Floriana Barbata, soci fondatori dello Studio Legale Leone-Fell che ha depositato ricorsi per oltre mille studenti che hanno preso parte al Semestre filtro – perché, per la prima volta, il Tar ha ritenuto necessario entrare nel merito dei meccanismi interni della selezione, imponendo alle Amministrazioni di chiarire aspetti fondamentali finora rimasti privi di adeguata trasparenza. Non siamo più di fronte a una valutazione formale, ma a un accertamento sostanziale della correttezza dell’intero sistema. Le anomalie riscontrate, sia nella correzione delle prove sia nella gestione delle graduatorie evidenziano un quadro che impone verifiche approfondite".