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Test di Medicina e semestre filtro

Medicina, Tar respinge il ricorso sulla sede di Tirana: “Scelta consapevole degli studenti andare in Albania”

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da 220 studenti di Medicina che sono finiti nella seda dell’Università Tor Vergata di Tirana, in Albania: è stato ritenuto irragionevole sostenere che uno studente mediamente attento potesse pensare di iscriversi a un corso situato in Italia, visto che era specificato in piattaforma.
A cura di Ida Artiaco
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Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da 220 studenti di Medicina che sono finiti nella seda dell'Università Tor Vergata di Tirana, in Albania. Secondo il tribunale amministrativo regionale, infatti, l'assegnazione di questa sede, seppur distaccata, è "legittima", non c'è errore.

I giudici hanno chiarito che le informazioni erano trasparenti e che le regole del nuovo sistema di ammissione sono solide, sottolineando come la scelta della sede sia una responsabilità precisa dei candidati. A Tirana sono finiti studenti arrivati nelle posizioni più basse dell'elenco di coloro che sono stati ammessi in facoltà dopo aver superato le prove del semestre filtro, propedeutiche all'iscrizione. E il posto vinto probabilmente non corrispondeva – proprio per questo – alla loro prima scelta.

Dunque, nessuna mancanza di trasparenza, dal momento che – si specifica – sulla piattaforma ufficiale di iscrizione "la denominazione della sede riportata nella piattaforma Universitaly (Medicina Roma Tor Vergata Tirana) indicava chiaramente ed inequivocabilmente la collocazione geografica del corso nella città di Tirana". Per questo motivo, è stato ritenuto irragionevole sostenere che uno studente mediamente attento potesse pensare di iscriversi a un corso situato in Italia, dal momento che è noto che questa città si trovi in Albania.

La scelta di inserire quella specifica opzione tra le proprie preferenze è considerata quindi dai giudici una valutazione consapevole e volontaria delle caratteristiche del percorso di studi all’estero. Anche perché "la sede di Tirana è stata legittimamente inclusa nel sistema di accesso e ha concorso, al pari delle altre sedi accreditate, alla formazione della graduatoria nazionale, costituendo una delle opzioni legittimamente selezionabili dai candidati", hanno concluso i giudici. Per di più, chi ha accettato e ha completato l’immatricolazione nei tempi previsti, senza sollevare contestazioni formali in quel momento, ha di fatto accettato gli effetti del provvedimento, "determinando il consolidamento della posizione della ricorrente".

La questione della sede di Tirana era già stata al centro di alcune polemiche, riguardanti anche la retta da pagare dagli studenti per l'iscrizione alla facoltà di Medicina. All'inizio di gennaio la ministra dell'Università Anna Maria Bernini aveva convocato il rettore, e alcune ore dopo era arrivata la soluzione: le tasse universitarie per chi è stato assegnato in Albania sono uniformate agli standard italiani, quindi andranno dagli 0 ai 3.100 euro in base all'Isee, senza raggiungere i 9650 euro.

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