Famiglia nel bosco, genitori possono vedere la bimba ricoverata un’ora al giorno e mai da soli: “Chiede della mamma”

Mentre migliorano le condizioni della bimba più piccola della cosiddetta Famiglia nel bosco, ricoverata in ospedale a Vasto da domenica scorsa per problemi respiratori, non si fermano le polemiche sulla scarsa possibilità di visita da parte dei genitori Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. “Chiede di mamma e papà, è spaventata e triste” hanno spiegato i due coniugi ad alcuni amici dopo aver visto la piccola che è controllata da una educatrice della casa famiglia che la ospita dopo essere stata allontanata dalla casa nei boschi di Palmoli coi fratellini.
Un racconto diverso da quello che invece ha fatto nei giorni scorsi la Asl Lanciano Vasto Chieti aggiornando sulle condizioni della piccola. "La bimba è serena, riceve la visita dei genitori tutti i giorni e collabora con la maestra presente in reparto. I medici e il personale infermieristico prestano alla piccola paziente la migliore assistenza e le cure del caso, con la competenza e la professionalità che da sempre caratterizzano la Pediatria di Vasto" avevano spiegato dall’Asl, aggiungendo che "Proseguono le terapie che i medici hanno prescritto per curare in modo appropriato la patologia respiratoria da cui è affetta, di probabile natura virale, fatto comune nei più piccoli specie in questo periodo",
La coppia in effetti può farle visita ma solo negli orari di acceso al pubblico previsti dal reparto ospedaliero e cioè una sola volta al giorno e per circa un’ora “nonostante la bimba chieda la presenza della madre e del padre”, come ha dichiarato al Messaggero la psicologa Martina Aiello, consulente della famiglia. Inoltre non è mai concesso loro di stare da soli con la minore vista la sospensione della potestà genitoriale decisa dal Tribunale dei Minorenni dell'Aquila a marzo e contestata dai legali della coppia.
Una situazione che secondo i consulenti di parte della famiglia peggiora la condizione psicologica della minore, già sofferente per l’allontanamento forzato dalla casa e poi dalla madre, mandata via dalla struttura dopo continui scontri sulle condotte da tenere. Raggiunta da Fanpage.it, anche la Garante nazionale per l'Infanzia chiarisce che "è nel diritto dei genitori, così come è sancito dal diritto internazionale, stare con lei durante la degenza ospedaliera".
In una nota, l'autorità sottolinea che “nel caso di ricovero del bambino per malattia o intervento chirurgico o procedure diagnostiche il team pediatrico o neonatologico dovrebbe garantire la continuità della relazione e della vicinanza genitore-bambino per tutta la durata della degenza, come parte integrante delle cure, prevedendo un accesso illimitato h24 di almeno uno e per quanto possibile di entrambi i genitori”.