"Non è ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio". È quanto recita, testualmente, una nota pubblicata sul sito della Protezione Civile riferita al rientro incontrollato in atmosfera del secondo stadio del razzo cinese Lunga marcia 5B‘, che ha portato in orbita il cuore della Stazione spaziale cinese. Proprio per discutere della remota – ma possibile – ipotesi che parti del razzo cadano sull'Italia si sta svolgendo in  queste ore presso la sede della Protezione Civile un vertice con la partecipazione di esponenti dell'Asi (Agenzia Spaziale Italiana), un membro dell’ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa – Coi e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni. "Sulla base degli ultimi dati forniti dall’Agenzia Spaziale Italiana, al momento la previsione di rientro sulla terra è fissata per il prossimo 9 maggio".

Il rientro del razzo cinese rappresenta un pericolo?

La domanda che molti si stanno facendo è se il rientro "incontrollato" di parti del satellite ‘Lunga marcia 5B' possa rappresentare un pericolo. A fornire una risposta è Media Inaf, il notiziario dell'Istituto Nazionale di Astrofisica: "È importante sottolineare che a Terra c’è chi si occupa di questi incidenti spaziali. Infatti, il rientro incontrollato del Lunga Marcia, come quello di altri oggetti spaziali, non ha colto di sorpresa chi lavora nel settore del monitoraggio dell’ambiente orbitale". Insomma, non manca chi vigila costantemente sulle nostre teste. "Secondo i dati attuali – prosegue l'Inaf – il Lunga Marcia sta percorrendo un’orbita molto bassa, che copre un intervallo di quote fra circa 150 km e 300 km attorno al nostro pianeta, a una velocità di circa 8 km/s. Come accade per tutti gli oggetti in orbita bassa, l’atmosfera terrestre, seppur rarefatta a quelle altezze, si fa sentire con un’azione frenante: il Lunga Marcia perderà progressivamente velocità e raggiunta una quota pari a circa 80 km verrà surriscaldato e frantumato dalla maggiore densità dell’atmosfera terrestre, trasformandosi in una serie di meteore. Tuttavia, alcuni componenti potrebbero resistere alle alte temperature del rientro e arrivare a toccare la superficie terrestre".

Dove potrebbero cadere (in Italia) frammenti di ‘Lunga marcia 5B'

L'ipotesi più probabile è che tali frammenti tocchino terra domenica 9 maggio, "ma la finestra temporale è piuttosto variabile e copre attualmente l’intervallo fra le 15:00 dell’8 maggio e le 16:00 (ora italiana) del 9 maggio". Dove potrebbe cadere? "Date le caratteristiche dell’orbita, per quanto riguarda l’Italia solo il territorio nazionale a sud di Roma potrà essere eventualmente coinvolto dal rientro. Le stime delle orbite finali diventeranno comunque sempre più precise nei prossimi giorni, via via che arriveranno nuovi dati, e sarà possibile restringere la finestra temporale del rientro. Una rassicurazione per i lettori: essendo la Terra ricoperta per circa tre quarti di acqua e per il restante soprattutto da zone desolate, la probabilità che componenti del razzo colpiscano una zona abitata è estremamente bassa".