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Primario aggredito con acido a Modena, fermato l’ex della compagna: “Movente passionale”

Svolta nel caso del primario Stefano Tondi, aggredito insieme al figlio a novembre: i carabinieri hanno fermato un uomo di 59 anni modenese che aveva avuto una relazione con la compagna del medico.
A cura di Susanna Picone
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Sarebbe a una svolta il caso dell’aggressione con l’acido subita dal professor Stefano Tondi, primario di Cardiologia all’ospedale di Baggiovara, e dal figlio Michele. I Carabinieri del Comando provinciale di Modena hanno eseguito un decreto di fermo emesso dalla Procura della città emiliana nei confronti di un modenese di cinquantanove anni, D.A., indagato per l'aggressione con soda caustica avvenuta la sera del 10 novembre scorso. L'accusa è tentato omicidio e lesioni personali aggravate. Le indagini, da quanto si apprende, hanno consentito di accertare l'esistenza di un movente passionale alla base del gesto contro il professor Tondi. Il fermato, residente a Palagano e dipendente del distretto sanitario di Sassuolo, aveva avuto una relazione con la donna che da agosto è la compagna di Tondi. I motivi dell'aggressione, secondo gli inquirenti, sono legati alla gelosia e al desiderio di vendetta dell'uomo.

Tondi rimasto ferito in maniera grave – L'aggressione ai danni del primario e di suo figlio era avvenuta nei pressi dell'abitazione del medico, a Vignola, in provincia. Il professionista era stato aggredito da qualcuno che lo aveva aspettato al buio all'ingresso di casa per gettargli, appunto, dell’acido sul volto con un fucile-giocattolo. L'aggressore, da quanto emerso, non solo aveva la soda caustica, ma era armato anche di un bastone con il quale presumibilmente avrebbe potuto colpire il cardiologo. L’acido ha quasi ridotto in cecità il medico e, secondo la procura, se non fosse intervenuto il figlio Michele richiamato dalle urla del genitore, che ha messo poi  in fuga l'aggressore, avrebbe anche potuto ucciderlo. Anche il figlio, raggiunto solo da alcuni schizzi del liquido, era rimasto ferito in maniera lieve.

Indagini complesse a causa della zona isolata della casa del medico – Subito dopo l’aggressione il procuratore di Modena Lucia Musti aveva parlato di un “fatto gravissimo” e aveva aggiunto che la vittima era stato un teste importante in un processo in corso a Modena sulla Cardiologia del Policlinico. Le indagini sono state complesse anche a causa della zona particolarmente isolata della casa. “La solita storia del ‘cherchez la femme'”: il procuratore di Modena ha riassunto in questi termini il movente dell'aggressione a Tondi dopo l'arresto di questa mattina. Il prefetto di Modena Patrizia Paba e il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Giovanni Balboni, sono stati in ospedale dove il medico è ancora ricoverato, a dargli notizia del provvedimento di fermo, che ora sarà al vaglio del Gip.

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