Asti, uccide l’ex moglie e compagno, poi si getta dal castello di Cossombrato. Il biglietto: “Chiedo scusa”

La scoperta di un suicidio nell'astigiano ha condotto i Carabinieri alla scoperta di un duplice omicidio. Il primo corpo a essere ritrovato, il 17 aprile, è stato quello di Astrit Koni, 59 anni. L'uomo si è suicidato lanciandosi dalla torre del castello di Cossombrato, in provincia di Asti, dove lavorava come giardiniere. A denunciare la scomparsa è stato il fratello che si è rivolto ai Carabinieri insospettito dal silenzio insolito.
La denuncia ha fatto scattare le indagini che hanno portato i militari al castello di Cossombrato. L'edificio risale al 1300 ed è uno dei luoghi simbolo della zona. Oggi è di proprietà privata e non visitabile, ma Koni vi lavorava come giardiniere, e avrebbe scelto proprio una delle torri per lanciarsi nel vuoto e uccidersi, intorno alle ore 14.30 del 17 aprile.
Come apprende Fanpage.it da fonti qualificate, il 59enne ha lasciato un biglietto nel quale si scusa. Potrebbe essere un riferimento al gesto estremo compiuto, circostanza molto comune in caso di suicidio, ma la scoperta di altri due corpi potrebbe cambiare il senso di queste ultime parole.

Il giorno dopo il suicidio, il 18 aprile, un apicoltore che stava andando a controllare le proprie arnie in campagna ha rinvenuto i corpi di due persone. Si tratta di un uomo identificato come Bardhok Gega, 57 anni, e di una donna, Drita Mecollari, 55 anni. Si tratta della ex moglie di Koni, e del suo nuovo compagno.
Entrambi presentano sul corpo i segni di un duplice omicidio. Sia la 55enne che il 57enne hanno ferite d'arma da taglio riconducibili a un attrezzo agricolo, probabilmente una roncola comunemente usata per tagliare erba e fieno.

Gli investigatori stanno approfondendo ogni possibile collegamento tra il duplice rinvenimento odierno e il suicidio al castello di Cossombrato. La dinamica ipotizzata, che però deve ancora essere confermata dalle indagini, è quella del duplice omicidio dei due da parte di Koni, il quale poi si sarebbe suicidato lanciato dalla torre lasciando il biglietto di scuse.
Koni e Mecollari erano entrambi di origine albanese da tempo residenti nell'Astigiano. Qui avevano avuto due figlie, entrambe residenti all'estero, e pochi anni fa si erano separati. Alle Forze dell'ordine non risulta l'attivazione del Codice rosso da parte della donna, né precedenti denunce di violenza.