Continuano le indagini sull'omicidio che ieri ha sconvolto la città di Prato, in Toscana: Mirko Congera, 44 anni, originario di Messina ma residente da anni alla Querce, è stato ucciso con diverse coltellate, di cui una risultata poi fatale tra il collo e la spalle, nella notte tra lunedì e martedì scorsi nel suo appartamento in via Firenze 204 mentre la sua compagna, Daniela Gioitta, 42 anni, è rimasta ferita gravemente alla gola. Avrebbe voluto uccidere forse anche lei il presunto killer, che è stato fermato qualche ora dopo il delitto. Si tratta di Christian Ottavi, italiano di 43 anni ma nato in Belgio, che tutti definiscono amico della coppia. È stata proprio la donna, riuscita a fuggire dalla furia omicida dell'assassino grazie all'intervento di alcuni parenti che avevano avvertito le sue gradi di aiuto, a dare indicazioni alle forze dell'ordine sull'identità dell'uomo che si era accanito con una tale violenza sul suo fidanzato.

Tuttavia, il movente che avrebbe spinto Christian a compiere un atto del genere resta ancora un mistero. Ottavi, assistito dall’avvocato Gabriele Braschi, residente a pochi passi dalla sue vittima, è stato fermato nella notte e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Adesso si trova alla "Dogaia" in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Daniela intanto, unica testimone dell’omicidio, è ricoverata in ospedale. Al momento, come riporta la stampa locale, è sedata dopo aver subito intervento alla gola. Non è in pericolo di vita, ma ha riportato una prognosi di 30 giorni.

Secondo quanto ricostruito finora, il killer si sarebbe presentato a casa della coppia intorno a mezzanotte e mezzo di lunedì. Poi sarebbe nato un diverbio, dopo il quale Ottavi ha preso presumibilmente un coltello da cucina colpendo ripetutamente Mirko fino a lasciarlo esanime in una pozza di sangue. A questo punto, è intervenuta Daniela che è corsa sul compagno piegandosi su di lui per cercare di aiutarlo. E l’omicida si è avventato anche su di lei colpendola ripetutamente. La donna ha però avuto la prontezza di uscire da casa e precipitarsi nel cortile per chiedere aiuto. Qui è stata raggiunta da alcuni familiari che abitano nei dintorni e che hanno sentito le sue grida di aiuto. "Il sangue era dappertutto, sembrava una mattanza. L’ho soccorsa e ho chiamato l’ambulanza. Sono scioccato, è stato terribile", ha detto il cugino Giacomo. Il killer si era già dato alla fuga ma Daniela aveva già detto il suo nome a tutti: "È stato Christian, Christian Ottavi". Ed ora gli inquirenti stanno lavorando per capire cosa lo abbia spinto fino a compiere un delitto del genere.